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Ciao a tutti! Continua il nostro excursus dedicato agli show estivi d’epoca. Questa volta vi parlo di uno show della Rete Uno del 1979, imperniato sulla figura di un vero e proprio beniamino del pubblico italiano: Walter Chiari. Il curioso titolo è “Una valigia tutta blu”. A dirigere lo spettacolo è Luigi Turolla, mentre i testi vengono curati da Marco Zavattini e dallo stesso Chiari. La direzione orchestrale viene affidata ad Augusto Martelli, Aldo Buonocore ed Enrico Intra (che si alternano ogni tre settimane). Ad ospitare la trasmissione è sempre il gigantesco Auditorium di Napoli, già scenario del mitico “Senza Rete” (che ha tenuto compagnia agli italiani dal 1968 al 1975) e dei successivi – e meno fortunati – “Per una sera d’estate” (1976), “Auditorio A” (1977) e “Mille e una luce” (1978).

L’idea di base, secondo gli autori, è quella di intrattenere il pubblico per un’ora, prima di uscire per una cena in trattoria o per un gelato, facendo ascoltare della buona musica, mostrando delle belle donne e divertendo con dei simpatici sketch.

Lo spettacolo è in palinsesto da sabato 30 giugno 1979 e la registrazione (senza interruzioni, come uno spettacolo teatrale) prevista per il giovedì precedente. Non a caso, il 28 giugno si presentano in studio i cantanti, gli orchestrali, i tecnici e il M° Martelli. Tutti tranne Walter Chiari. Già, dov’è Chiari? Nessuno sa niente, né sa darsi una spiegazione. Dopo una serie di telefonate si scopre che l’attore veronese è in Florida e non potrà muoversi da lì per ragioni di salute. Panico totale. Il regista Turolla va su tutte le furie, i cantanti sono impegnati in tournée decise da tempo e non possono ritornare in altra occasione. Allora si prende una decisione: si registra lo stesso la prima puntata e a fare gli onori di casa sarà proprio Augusto Martelli, il quale, seppur preoccupato di gestire uno show in veste di padrone di casa, se la cava piuttosto bene, conducendo con brio e spigliatezza la serata. Tra i protagonisti del primo spettacolo, Alan Sorrenti, trionfatore dell’estate ’79 con “Tu sei l’unica donna per me” e Iva Zanicchi, che canta la sua “Come ti vorrei”, oltre alla sigla di chiusura dello spettacolo, un divertente brano intitolato non a caso “La valigia”, firmato da Luigi Albertelli e Bruno Tavernese.

Nella seconda puntata (07 luglio 1979) avviene il miracolo: Walter Chiari torna dal suo misterioso soggiorno americano e la trasmissione riprende il normale cammino. Partecipano: i Collage (“Un’altra estate”), Laura Luca (“Ragazzo fragile”), Gepy & Gepy (“Angelo blu”), Franco Fanigliulo (“Buffone”) e soprattutto due idoli dei giovanissimi: Miguel Bosè, che fa sdilinquire le ragazze presenti nell’Auditorium di Napoli, cantando e ballando la sua “Super Superman” e Loredana Bertè, che propone la fortunata “E la luna bussò”,  stupendo il pubblico presente con un abito corto da squaw, che mette in mostra le splendide gambe. La terza stella della serata è Gloria Gaynor, al top delle classifiche mondiali con “I Will Survive”, che ripropone anche in questo caso. E il redivivo Chiari? Si presenta con la simpatia di sempre e con quella faccia da schiaffi che riesce a far dimenticare ogni ritardo e ogni sua assenza.

La terza puntata (14 luglio 1979) vede come protagonisti: Adriano Pappalardo (“Ricominciamo”), Umberto Balsamo (“Balla”), Rino Gaetano (“Ahi, Maria”), Pino Daniele (“Je so’ pazzo”, opportunamente sfumata sul famoso “Nun ce scassate ‘o c…”) e Rettore con “Splendido splendente”, la canzone che la fece esplodere quell’anno. Il Maestro Augusto Martelli saluta il pubblico dopo tre puntate.

La quarta puntata (21 luglio 1979) ospita diverse vedette: Bruno Lauzi (“Canzone d’amore”), Pupo (“Forse”), Alberto Fortis (“Milano e Vincenzo”), Nada (“Dolce più dolce”), Dee D. Jackson (“Fireball”), Gérard Lenorman (“L’estate se ne va”), la sexy star Rosa Fumetto (“Crazy Moon”) e gli Alunni Del Sole (“Tarantè”). Da questa settimana il direttore d’orchestra è il M° Aldo Buonocore.

Quinta puntata (28 luglio 1979). Gli ospiti sono: Anna Rusticano (“Tutto è musica”), Bruno Martino (“Ma tu chi sei?”), Peppino Di Capri (“Fresca fresca”), Fred Bongusto (“Lunedì”) e la giovane Anna Oxa, che propone il suo successo estivo: “Pagliaccio azzurro”, cover di “Till It Shines” di Bob Seger.

Nella sesta puntata (04 agosto 1979), i protagonisti sono: Umberto Tozzi (“Gloria”), Franco Simone (“La casa in via del campo”, il vecchio successo di Amalia Rodgriguez), gli Iron Horse (“Sweet Lui-Louise”), Michele Pecora (“Era lei”) e Marcella (“Lady Anima”) coadiuvata da Gianni Bella come vocalist d’eccezione. In questa puntata il M° Buonocore chiude la sua partecipazione al programma.

La settima puntata (11 agosto 1979) vede presenti diversi ospiti: Stefano Rosso (“Ma niente più”), Lina Savonà (“Donna meccanica”), gli M. con la famosa “Pop Muzik”, Roberto Soffici (“Dimenticare”), Tiziana Pini (“Dormi”), La Bottega dell’Arte (“L’avventura”), Juli & Julie (“Sconosciuti noi”) e Lando Fiorini, che ripropone il suo cavallo di battaglia, “Barcarolo Romano” di Romolo Balzani. Il direttore d’orchestra delle ultime puntate è Enrico Intra.

Ottava puntata (18 agosto 1979). Le star presenti sono: i Limousine (“Malgrado te, malgrado noi”), Idea 2 (“Anna Lee”), i Santarosa (“Torna, ritorna”), Vanna Brosio (“Non rompere”, disco inciso con lo pseudonimo di G. Bri), Cristiano Malgioglio (“L’amore mi morde, mi vuole”), un giovane Vasco Rossi con “Albachiara” (che viene pressoché ignorato dal pubblico) e soprattutto il grande Astor Piazzolla con “Lo que vendra”.

La nona e ultima puntata (25 agosto 1979) presenta vari big: Amedeo Minghi (“Di più”), Asha Puthli (“The Whip”), Toto Cutugno (“Voglio l’anima”), Leano Morelli (“C’è mancato poco”), Patty Pravo (“Autostop”) che sbalordisce il pubblico presente in studio con una mise piuttosto provocatoria: sotto un gilet bianco non indossa assolutamente nulla, facendo vedere il seno (quasi inesistente) e Adriano Celentano, che canta “Amore no” e la celebre “Soli”.

La trasmissione si chiude senza grandi clamori e senza troppi entusiasmi. L’esigentissimo critico de “La Stampa” Ugo Buzzolan commenta: “Una valigia tutta blu è un programma melanconico e deprimente, un totale naufragio”. Enzo Biagi su “Sorrisi e Canzoni” parla di un Walter Chiari “capace di indulgere in stilemi comici ormai abusati”. Dalle pagine del “Corriere della Sera”, il regista (e critico tv) Sandro Bolchi, chiosa con maggiore bontà: “Il Walter è ancora lui, quella simpatica canaglia del ’45, felice di ascoltare il perentorio invito, il più eccitante per un grande comico come lui, “Vieni avanti, cretino!”.

E Chiari come commenta? Così: “Si rende conto cosa vuol dire fare il Pippo Baudo, raccontare barzellette e tenere a battesimo una trentina di nuovi cantautori? Lo show è stato definito “vecchio stile”? Preferisco questo a quello dei cosiddetti rivoluzionari dello spettacolo”.

E l’ascolto di 16 milioni di telespettatori ottenuto nelle nove puntate del programma – forse – dà ragione a lui.

Alla prossima!

David Guarnieri

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