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Ciao a tutti! Questa volta omaggiamo il “Principe della Risata”: Totò.
Il grande attore napoletano, seppur malato da tempo, scompare improvvisamente il 15 aprile del 1967 e non poté terminare questa serie comica girata per la Rai.
Il ciclo di telefilm, denominato “Tutto Totò”, prevede dieci episodi, ognuno imperniato sulla figura del principe De Curtis. Nelle varie puntate, l’amatissimo attore ripropone con il suo stile inconfondibile, le macchiette più note, estratte dal suo vasto repertorio.

A dirigere la serie è Daniele D’Anza, a cui, nelle ultime riprese, subentra il collega Sandro Bolchi. D’Anza si occupa anche della sceneggiatura, assieme a Bruno Corbucci. I soggetti vengono curati dallo stesso Principe De Curtis.

Le musiche del telefilm sono scritte dal M° Gianni Ferrio. Le scene sono ideate da Giorgio Aragno. Il direttore della fotografia è Marco Scarpelli (l’operatore alla macchina è nientemeno che Vittorio Storaro, il quale verrà definito negli anni successivi “Signore della Luce” e vincerà tre premi Oscar).
La sigla iniziale, firmata da Gianni Ferrio si intitola “Sciabadabadà”, eseguita dai Cantori Moderni di Alessandroni. La sigla finale, “Non c’è più niente da fare”, cantata da Bobby Solo, riporta in hit parade il cantante romano, dopo le ultime incisioni discografiche, non certo baciate dalla fortuna (vedasi in particolare, la negativa partecipazione al Festival di Sanremo 1967 con il brano “Canta ragazzina”, che lo vide tra gli eliminati in prima istanza).

Gli episodi sono:
– “Il latitante” (4 maggio 1967). Con Lia Zoppelli, Gino Cervi, Mario Castellani, Enzo Turco.
– “Il tuttofare” (10 maggio 1967). Con  Antonella Steni, Mario Castellani e Gisella Sofio.
– “Il grande maestro” (13 maggio 1967). Con Ernesto Calindri, Valeria Fabrizi, Giusi Raspani Dandolo.
– “Don Giovannino” (18 maggio 1967). Con Mario Castellani, Antonella Lualdi, Gloria Paul, Gianni Agus, Franco Volpi.
– “La scommessa” (25 maggio 1967). Con Luisella Boni, Mario Castellani, Mario Pisu e Walter Chiari.
– “Totò Ciak!” (8 giugno 1967). Questo è un omaggio/parodia parodia dei generi cinematografici più popolari negli anni ’60: i film western, i film musicali e i polizieschi alla “007”. Le “guest star” ospiti sono: Gordon Mitchell nella parte di Ringo, Daniele Vargas nei panni di un ipotetico nemico di James Bond, Ubaldo Lay (alias Ezechiele Sheridan) e Margherita Guzzinati, nel ruolo di se stessa.
Nell’episodio – abbastanza slegati dal contesto – ma, ugualmente gradevoli, appaiono i seguenti cantanti, che interpretano un loro successo: Donatella Moretti (“Era più di un anno”) Michele (“È stato facile”) Gianni Morandi (“Povera piccola”) Maurizio Graf (“Angel Face”) Anna Identici (“Una lettera al giorno”) Bobby Solo (“Per far piangere un uomo”).
– “Totò a Napoli” (13 giugno 1967).  Con Miranda Martino, Luisella Boni, Renata Mauro, Peppino Di Capri, Nunzio Gallo e Gloria Christian.
– “Premio Nobel” (6 luglio 1967). Con Mario Castellani, Corrado, Sandra Milo.

Inoltre si segnalano altre due puntate non terminate, a causa della scomparsa dell’attore partenopeo: “Totò a Natale”, mai trasmessa (non risulta presente negli archivi RAI e non sono mai stati trovati neppure i copioni originali) e la puntata di maggiore culto della serie: “Totò Yé-Yé”, seppur realizzata parzialmente. Ad essere bonariamente presi di mira questa volta sono i beat-nik, l’abbigliamento stravagante, il “Piper”, le minigonne delle ragazze e i capelli lunghi dei ragazzi dell’epoca. Totò, in questo episodio viene coadiuvato da Marisa Merlini, Ferruccio Amendola, Didi Perego, Gianni Agus e da un’inedita (e doppiata) Patty Pravo, in veste di trait d’union. I cantanti ospiti della puntata sono: i Nomadi (“Come potete giudicar”) Solidea (“Ciao amici”) Tony Renis (“La ragazza di Liverpool”) Remo Germani (“Una danza al chiar di luna”) Patty Pravo (“Sto con te”) e Mina (“Ta-ra-ta-ta”). Questa puntata riappare a sorpresa il 27 aprile 1986, trasmessa da Euro Tv.

La serie tv diretta da Daniele D’Anza non ottiene un particolare successo di critica, che parla di “routine televisiva”, di “umorismo non travolgente”, di “fiera delle delusioni”, anche se non mancano le lodi alle performance del protagonista. Il pubblico, tuttavia risponde bene, conferendo a “Tutto Totò” un buon risultato di pubblico e di gradimento, con una media di quasi 16 milioni di telespettatori.

David Guarnieri