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Ciao a tutti, amici ed amiche di RTR 99 – Canzoni e Parole Fuori dal Coro. Questa volta vi parlo della quinta edizione dello show “estivo” per eccellenza: “Senza Rete”, quella del 1972.

Alcune conferme e altrettante novità contrassegnano il quinto capitolo della storia del programma. Tra le consuetudini: Enzo Trapani in cabina di regia, così come a dirigere l’orchestra è sempre Pino Calvi. La novità principale riguarda i testi del copione, firmato da due ottimi e versatili autori come Jaia Fiastri e Alberto Testa.

La quinta serie dello spettacolo, si segnala per l’ottimo cast musicale, un perfetto connubio tra big affermati e nuove proposte. Da sottolineare anche il giusto inserimento di gruppi della scena pop, rock, jazz e progressive, di gran moda in quel periodo.

A condurre lo spettacolo è un autentico “mattatore”: Renato Rascel, il quale, a differenza dei precedenti padroni di casa di “Senza Rete” (l’effervescente Raffaele Pisu, il mite Enrico Simonetti e l’aggressivo Paolo Villaggio) non si accontenta di condurre la trasmissione. Rascel caratterizza le proprie entrate, utilizzando di volta in volta: un cavallino, una piccola automobile, una portantina, stile ‘700, un triciclo, un carrello da cameraman, un carretto con una scimmietta (per interpretare un cantastorie), duetta con i vari ospiti, propone le sue nuove canzoni, canta la sigla finale della trasmissione (“Vediamoci tra qualche giorno”, firmata proprio dall’attore romano e dalla Fiastri e non da Calvi). Oltretutto, l’attore pretende di avere il suo nome nei titoli di testa e di coda del programma (altra novità), facendo intendere che, “Senza rete ‘72” è un “suo” varietà, non uno show personale delle stelle canore.

Gli ospiti fissi delle otto puntate sono Ric e Gian, i quali, a metà spettacolo propongono uno sketch comico.

La prima puntata del quinto ciclo di “Senza rete”, in onda il 15 luglio 1972, vede, quali protagonisti, Ornella Vanoni e Bruno Lauzi. La “giovane promessa” è Marcella Bella. La Vanoni, come sempre elegantissima ed in ottima forma presenta le sue nuove canzoni: “Che barba, amore mio”, firmata da Vito Pallavicini e Giorgio Conte e “Il mio mondo d’amore” , scritta da Mogol e Oscar Prudente. Il suo partner nella puntata, Bruno Lauzi canta “L’aquila”, di Mogol e Battisti e “Devo assolutamente sapere” (composta dallo stesso Lauzi). Marcella propone inizialmente un medley composto da “Hai ragione tu” e da “Montagne verdi” (grande successo in hit parade, nella primavera ’72, dopo il lancio del Festival di Sanremo) e presenta il suo singolo per l’estate: “Sole che nasce, sole che muore”. Il gruppo ospite è il “Circus 2000”, guidato dalla vocalist, Silvana Aliotta, con “Hey Man”. Rascel canta “Io e me” e poi si unisce ai tre protagonisti di puntata, cantando “Vogliamoci tanto bene”.

La seconda puntata (22 luglio 1972) ospita Gabriella Ferri e Domenico Modugno. La “nuova proposta” è Romina Power. La serata è aperta da un duetto tra Rascel e Modugno, composto da “Vogliamoci tanto bene” e “Resta cu’ ‘mme”. La Ferri canta poi “Rosamunda” e “Dove sta Zazà”, ricevendo un uragano di applausi da parte del pubblico presente all’Auditorium di Napoli. Modugno presenta due nuove canzoni: “Domani si incomincia un’altra volta” e “Tamburo della guerra”. Romina Power propone “Nostalgia” (lanciata al “Disco per l’estate” di quell’anno). Il complesso ospite è quello dei Pooh, composto da Roby Facchinetti, Stefano D’Orazio, Dodi Battaglia e da Riccardo Fogli (ultime esibizioni per lui nella band, prima dell’arrivo di Red Canzian). I quattro musicisti propongono il loro successo estivo, “Noi due nel mondo e nell’anima”. Per l’occasione, Enzo Trapani utilizza delle inquadrature avveniristiche e allo stesso tempo sofisticate. La seconda ospite è Rhoda Scott, strumentista americana di eccezionale bravura, che esegue all’organo elettrico la splendida “Misty” di Erroll Garner. Rascel canta la sua “Ma va’…. con Pietro!”. Nella fantasia finale, la Ferri, Modugno e la Power cantano con Rascel la celebre “Arrivederci Roma”.

Terza puntata (29 luglio 1972) con Ombretta Colli, Giorgio Gaber e Donatello. Apertura con Ombretta Colli e la fortunata Salvatore” (scritta da Memo Remigi e Vito Pallavicini), lanciata  ad “Un disco per l’estate ‘72”. A seguire, Giorgio Gaber interpreta in modo straordinario un motivo molto toccante, intitolato “L’amico”. Il “giovane” è Donatello, che lancia “Gira, gira sole”. Lo spazio dei complessi è rappresentato dai New Trolls, i quali si esibiscono (ottimamente) in due brani: “Concerto grosso” di Luis Bacalov e “In St. Peter’s Day” di Vittorio De Scalzi. Giorgio Gaber canta poi “Latte 70” e, assieme alla Colli, recita e canta  il divertente “Paparadio”. Rascel canta “Cicciolottina, mici, mici, Santi”. L’ospite d’onore della puntata è Orietta Berti, che propone un brano della tradizione popolare (“Come porti i capelli bella bionda”) e il nuovo motivo, “Stasera ti dico di no” (secondo posto al “Disco Estate”). La fantasia finale del trio Colli-Gaber-Donatello si chiude sulle note di “Con un po’ di fantasia”, con la partecipazione di Rascel.

Quarta puntata (05 agosto 1972) con Nada, Gianni Nazzaro ed Herbert Pagani. Ad aprire le danze è Nada con “Una chitarra e un’armonica” e la tradizionale “Maremma” (celebre canto tradizionale toscano risalente all’Ottocento), seguita da Gianni Nazzaro con “Quanto è bella lei” (canzone vincitrice di “Un disco per l’estate ’72”). La “nuova proposta” è il bravissimo Herbert Pagani, che presenta “L’amicizia” e “Porta via”. Le Orme sono il gruppo ospite. I brani eseguiti sono: “Sguardo verso il cielo” e “Una dolcezza nuova”. Renato Rascel canta “Il mondezzaro”. Tornano in scena i protagonisti della serata: Nada interpreta “Un uomo intelligente” e Gianni Nazzaro canta “Far l’amor con te”. La seconda ospite è Maria Carta, splendida interprete del folklore sardo. Le canzoni eseguite sono: “Il dilo” e “Desesperada”. Il terzetto Nada-Nazzaro-Pagani si ricompone per il medley finale, aggiungendosi a Rascel per cantare  “Romantica”.

Quinta puntata (12 agosto 1972) con Anna Identici, Bobby Solo e Rosalino. La serata è aperta da Anna Identici (la quale, lasciatasi alle spalle i successi commerciali, tenta la strada dell’impegno sociale) con “E quando sarò ricca” (dall’lp “Apro gli occhi di donna su ‘sta vita”), seguita da Bobby Solo con la sua “Rimpianto” (brano lanciato, senza alcun successo al Festival di Sanremo ’72). La “giovane promessa” è Rosalino, che canta “Storia di due amici”. Seguono due ospiti d’onore, i Ricchi e Poveri e la loro “Pomeriggio d’estate” e l’applauditissimo idolo di casa, Peppino Di Capri in “Una catena d’oro”. Rascel propone il brano “Gruppo B”. È di nuovo la volta di Anna Identici con “Amore da niente”, di Bobby Solo con la sua personale versione di “Lettere d’amore”. Il terzo ospite d’onore è Johnny Dorelli, il quale presenta due riuscitissime cover: “Parla più piano” (sigla di “Gran Varietà”, nonché tema d’amore dal film “Il Padrino” di Francis Ford Coppola) e “Per chi” (versione in italiano di “Withoutt You” di Nilsson). La canzone di chiusrua è “Ninna nanna del cavallino” del trio Identici-Solo-Rosalino, coadiuvati da Rascel.

Sesta puntata (19 agosto 1972) con Donatella Moretti, Peppino Gagliardi e Marisa Sacchetto. In apertura di programma, il brano “Sulla strada che porta al mare” (firmato da Gino Paoli), cantato da Donatella Moretti e “Al pianoforte”, proposta da Peppino Gagliardi. La “novità musicale” è rappresentata dalla bella Marisa Sacchetto, la quale canta il suo brano del momento, “Il mio amore per Mario” (firmato da Paolo Limiti e Claudio Cavallaro). Il gruppo ospite è la Formula 3. Il trio composto da Tony Cicco, Gabriele Lorenzi e Alberto Radius esegue “Storia di un uomo e di una donna”. Renato Rascel canta poi “Lì per lì”. Tornano ad esibirsi i padroni di casa della serata: Peppino Gagliardi ripropone la nota “Ballata dell’uomo in più”, Donatella Moretti canta “Io, per amore” (dal suo album “Canto terzi”). L’ospite d’onore è Gino Paoli. Il cantautore genovese presenta un medley di suoi successi, composto da “Senza fine-Che cosa c’è-Sapore di sale” e poi propone il bellissimo brano lanciato ad “Un disco per l’estate ‘72”, intitolato “Non si vive in silenzio”.

Settima puntata (26 agosto 1972) con Gigliola Cinquetti, Tony Renis e Mia Martini. Ad aprire la serata è Tony Renis, con la sua personale versione “acustica” di “Grande, grande, grande” (clamoroso successo nella hit parade di quell’anno per Mina). È il turno di Gigliola Cinquetti con “Qui comando io” e della “emergente” Mia Martini. L’artista di Bagnara Calabra propone un medley composto da “Padre davvero” e da “Madre” (cover di “Mother” di John Lennon). Il complesso della 7a puntata è “La nuova idea” con la canzone “Illusioni da poco”. L’ospite della serata è il jazzista Phil Woods, il quale esegue il brano “Tau Ceti”, in una splendida jam-session in compagnia di Giorgio Azzolini, Gianni Basso, Emilio De Biase, Dino Piana, Oscar Valdambrini e dello stesso Pino Calvi. Dopo il consueto numero comico di Ric e Gian tornano in scena i protagonisti della settima puntata: Tony Renis canta “Un uomo tra la folla” (Disco per l’estate ’72), mentre Gigliola Cinquetti propone la classica “Camminando sotto la pioggia” (dal suo album “…e io le canto così”). Mia Martini interpreta poi “Piccolo uomo” (grande successo in classifica in quei esi, nonché brano vincitore del “Festivalbar ‘72”).  Sul finale, Rascel, Cinquetti, Renis e la Martini cantano“Te voglio bene”.

Ottava ed ultima puntata (01 settembre 1972) con Katyna Ranieri, Claudio Villa e Vana Veroutis. La serata conclusiva di “Senza rete” ha un sviluppo particolare: in apertura si esibisce Katyna Ranieri in “Colgo la rosa” (in terzetto con Villa e Rascel) e poi in “Picchia, picchia”. Poi è la volta di Claudio Villa in “Era de maggio” e “Il traguardo dell’amore”. Tocca poi alla debuttante della serata: Vana Veroutis in “Con vent’anni solo addosso” e, successivamente, al  gruppo, i Queen Elizabeth Chapel, guidati da Raymond Vincent con il brano “I Ain’t Got No Time”. Il numero seguente è un duetto tra Rascel e Villa, i quali interpretano alcuni stornelli romani. Al termine di questa esibizione, Rascel congeda la Ranieri e Villa e si “impadronisce” del palcoscenico, per proporre alcune sue canzoni: “Il consiglione”, “Benissimo” e “Padre Brown” (il mini-concerto dell’attore romano sostituisce l’abituale fantasia musicale degli ospiti). A seguire, il M° Pino Calvi, il quale accenna al piano, le sigle finale delle prime quattro edizioni dello show: “Finisce qui”, “A questo punto”, “Ciao, devo andare” e “La nostra serata”.

Anche per questa edizione il pubblico italiano dimostra di gradire lo show musicale dell’estate, conferendo a “Senza rete” un ottimo risultato di ascolto (17 milioni e 600 telespettatori) ed un gradimento pari a 76. A risaltare particolarmente l’accostamento tra “big” e “nuove proposte” della canzone italiana, oltre, ovviamente, all’operato artistico del “piccoletto” Renato Rascel.

Alla prossima!

David Guarnieri