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20 giugno 1970. L’Italia attende con ansia spasmodica la finale del Campionato del Mondo di Calcio in Messico tra Italia e Brasile, che si giocherà il 21 giugno. Tutto il Paese è in fermento, soprattutto dopo la storica semifinale con la Germania, terminata 4 a 3. In attesa di questa partita conclusiva (che ci riserverà parecchia amarezza), il pubblico italiano si distrasse con la prima puntata della terza edizione di “Senza Rete”. Lo show, noto per essere il primo ad avere esibizioni “live” (senza ricorrere al cosiddetto playback), nacque nel giugno 1968 e, dato il successo, venne replicato nel 1969.

A dirigere lo spettacolo, il funambolico ed originale Enzo Trapani, che diresse anche le prime edizioni della trasmissione. Confermati anche l’autore (Giorgio Calabrese) che il direttore d’orchestra (Pino Calvi). La location è sempre quella – suggestiva – dell’Auditorium di Napoli, con il suo imponente organo, costruito negli anni Cinquanta dalla celebre ditta Tamburini di Crema.

Il padrone di casa del programma è Enrico Simonetti, notissimo sia come direttore d’orchestra che come conduttore televisivo di grande misura ed ironia.

Per ogni puntata della trasmissione ci sono due protagonisti: un uomo e una donna. La serie è aperta da Mina ed Enzo Jannacci. La Tigre di Cremona, particolarmente in forma dal punto di vista estetico (la cantante si presenta con un mini-abito a fiori, con una gonna cortissima a mostrare le belle gambe) incanta il pubblico con le sue interpretazioni di quattro motivi: “Viva lei”, “Non credere”, “Bugiardo e incosciente” e “Insieme” (che si trova nella top 10 dei singoli più venduti in quelle settimane). Il dottor Jannacci presenta una serie di canzoni tra il drammatico e il cabarettistico: “La mia gente”, “El Carrete”, “Vengo anch’io. No, tu no” e la nuovissima “Mexico e Nuvole”, scritta da Vito Pallavicini e Paolo Conte. A completare il cast della puntata d’esordio, Nicola Arigliano, Luciano Salce e il celebre flautista americano Herbie Mann, che propone una straordinaria “Memphis Underground”.

La seconda puntata (27 giugno 1970) ha quali protagonisti Domenico Modugno e Iva Zanicchi. Il travolgente Mimmo spadroneggia con brani come “Tu sì ‘na cosa grande”, “Cavaddu ceco della minera”, “Come hai fatto?” e con il nuovo successo, “La lontananza”, firmata assieme ad Enrica Bonaccorti. La Zanicchi canta con la dovuta classe “L’arca di Noè”, “Un fiume amaro” (la celebre canzone di Mikis Theodorakis, in quei giorni scarcerato dalle autorità militari in Grecia) e “Un uomo senza tempo” (cover della canzone sudamericana “Mi viejo” di Piero e Josè). Gli altri ospiti della puntata sono: il trombettista americano Maynard Ferguson con “L-Dopa” e una bella Patty Pravo di bianco vestita, che interpreta il suo ultimo successo, intitolato “Per te”, firmato da Mogol e Battisti.

Nella terza puntata della serie (4 luglio 1970), una coppia particolarmente amata dal pubblico: Dalida e Little Tony. La cantante italo-francese propone “Ciao amore, ciao” e “La mia vita è una giostra”, mentre Little Tony lancia il nuovo brano che si intitola “Cuore ballerino”. Il solista ospite è il violinista francese Jean-Luc Ponty mentre Enrico Montesano rallegra la serata con un divertente sketch.

Dopo aver ceduto la collocazione per due settimane al “Cantagiro” e al “Festival di Napoli”, “Senza Rete” torna in onda il 25 luglio 1970 con la quarta puntata, animata da Milva e Nino Ferrer. La “Pantera di Goro” spazia dai brani di Edith Piaf (Mon Dieu) alla commedia musicale, con “Qualcosa di mio”, tratta dallo spettacolo “Angeli in bandiera”. Il vulcanico Ferrer canta “Agata” (mandando in delirio il pubblico napoletano) e la nuova canzone, “Io, tu e il mare”. Gli ospiti sono: Fausto Cigliano e Mario Gangi, che presentano la celebre “Tarantella” di Gioacchino Rossini e Raffaella Carrà (scelta in quei giorni come primadonna di “Canzonissima”), che si esibisce in un balletto con Franco Estill.

I mattatori della quinta puntata dello spettacolo (1° agosto 1970) sono Ornella Vanoni e Charles Aznavour. La cantante milanese, elegante e sensuale come al solito, presenta alcune canzoni: “Io sì”, “Mi piaci, mi piaci” e “Eternità”, mentre lo chansonnier franco-armeno interpreta in modo straordinario alcuni classici del suo repertorio: “Ti lasci andare”, “L’istrione” e “Ed io tra di voi”. A completare il cast di puntata, il Quartetto Cetra con un medley di successi e Gianni Morandi, proveniente dal set del film “Le castagne sono buone” di Pietro Germi, che ripresenta la bellissima “Occhi di ragazza” (lanciata senza troppa fortuna all’Eurovision Song Contest del 1970).

La sesta e ultima puntata del ciclo (8 agosto 1970) vede come protagonisti Mireille Mathieu e Johnny Dorelli. La celebre cantante francese interpreta “Quand tu t’en iras” (versione in lingua di “Non pensare a me”), “La prèmiere étoile” e “Scusami se…”, mentre Dorelli le dà replica con “Chiedi di più”, “The Shadow Of Your Smile” e “Non mi innamoro più” (cover di “I’ll Never Fall In Love Again” di Burt Bacharach) coadiuvato da un’affascinante Catherine Spaak (allora compagna dell’attore-cantante milanese). Gli ospiti di riguardo sono il batterista americano Kenny Clark e Alberto Lupo, che recita con grande bravura la novella “Morte di un impiegato” di Anton Cechov.

Anche questa terza edizione di “Senza Rete” conquista un ottimo risultato di ascolto (raggiungendo una media di 18-19 milioni per settimana), con un indice di gradimento pari a 72. Merito di questa affermazione, le generose performance dei cantanti e degli strumentisti, nonché della garbata presentazione di Enrico Simonetti, senza dimenticare la virtuosistica regia di Enzo Trapani.

David Guarnieri