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Un grande ciao, amici di “RTR 99 – Canzoni e Parole Fuori dal Coro”. Continua l’omaggio agli spettacoli estivi di “alcuni anni fa”. Questa volta vi parlo di uno spettacolo estivo del sabato sera del Programma Nazionale (l’attuale Rai 1): il titolo è “…e Noi Qui“. Il titolo nasce da un’ironica considerazione creata dal team autoriale: “Voi in vacanza, chi al mare, chi ai monti e chi in giro per il mondo; e noi qui a lavorare per divertire chi un occhio alla televisione ce l’hanno sempre e, anzi, pretendono, data la stagione, un pizzico di spensieratezza, di allegria in più”.

Gli autori dei testi sono tre colonne dell’intrattenimento e dell’umorismo italiano come Umberto Simonetta, Italo Terzoli ed Enrico Vaime. Il regista è Giuseppe Recchia. L’orchestra è diretta da Giorgio Casellato, mentre le originali scenografie sono ideate da Gianni Villa.

La trasmissione è realizzata al Teatro della Fiera di Milano. I tre conduttori sono: Giorgio Gaber, Ombretta Colli e Rosanna Fratello (debuttante per quel che riguarda il varietà televisivo). L’ospite d’onore fisso è Gino Bramieri, affiancato dalla storica “spalla” Ettore Conti. Lo scopo del programma è quello di abbattere la consuetudine, cercando di divertire e rendere piacevoli le serate degli italiani, evitando di sfruttare i soliti luoghi comuni, le presentazioni abusate, pompose e convenzionali (a dimostrazione di tale proposito, gli autori dichiarano che “…e Noi Qui” può tranquillamente definirsi “l’anti Canzonissima”).

Le registrazioni dello spettacolo partono il 1° agosto, ma, televisivamente parlando, debutta il 15 agosto 1970. Una novità riguarda la disposizione del pubblico: il lungo palcoscenico è posto al centro dello studio, in modo tale che gli invitati vedano tutto senza ingombri di cavi e di tecnici. Gaber è il padrone di casa e riempie i maggiori spazi del programma. Il cantautore milanese, reduce dalla trionfale tournée teatrale condivisa con Mina nell’inverno 1969-’70, si propone in modo diverso rispetto alle passate partecipazioni tv, puntando il proprio obiettivo su una costruzione teatrale dei personaggi, ubicati in realtà urbane “comuni”, che raccontano realtà di tutti i giorni, proponendo oltre a varie canzoni, un monologo settimanale ambientato in un “Trani” (il tipico bar milanese), da caffè, whisky e partite a biliardo. La Fratello canta “Carità” e la Colli “La mia mama”. Gli ospiti della prima puntata sono: Corrado, che presenta con la consueta ironia il quiz a premi, Valeria Moriconi, che sta girando la seconda serie de “Il mulino del Po” e il celebre giornalista sportivo Gianni Brera, che si presta ad uno sketch sul recente Mondiale messicano, attribuendo i ruoli di punta alla Colli e alla Fratello, di battitore libero a Bramieri e a Gaber… quello di “abatino/fuori squadra”, ironizzando sul suo noto e scarso amore per Gianni Rivera.

Nella seconda puntata (22 agosto 1970), Gaber canta un medley di successi (“Le strade di notte”, “A mezzogiorno” e “Come è bella la città”), la Colli propone “Gocce di pioggia su di me” (cover di “Raindrops Keep Fallin’ On My Head” di Burt Bacharach, dal film “Butch Cassidy”) e la Fratello interpreta “Una rosa e una candela” (finalista ad “Un disco per l’estate ’70”). Lo sketch settimanale interpretato da Bramieri, Colli, Fratello e Conti ha per tema: “Un italiano che lavora in Inghilterra”. Il quiz a premi settimanale (che regala un televisore o dei dischi a 33 giri) viene condotto dall’istrionico duo Cochi e Renato.

La terza puntata (29 agosto 1970). L’introduzione è affidata ad Ombretta Colli e Rosanna Fratello. Le due “vedettes” danno dimostrazione di come una canzone (anche la più semplice), arrangiata ed eseguita all’occorrenza, possa essere interpretata nei palcoscenici più disparati. Il brano prescelto è “Tipitipitì“. La Fratello, ispirandosi alla “balera”, esegue la canzone con un arrangiamento tipo “ballo liscio”, la Colli propone tre scenari differenti: il locale giovanile, stile “Piper”, un teatro dell’opera, con vocalizzi “lirici” e in un night, utilizzando toni soffusi e sensuali. Per chiudere, la Colli e la Fratello propongono il motivo così come l’hanno lanciato (al Festival di Sanremo ’70) Orietta Berti e Mario Tessuto.

Rosanna Fratello canta poi “Il mio sguardo è uno specchio” (sigla dello sceneggiato “I giovedì della signora Giulia“) e continua con Ombretta Colli con “Non arrossire” (cavallo di battaglia del celebre consorte). Il conduttore del gioco a premi è Giorgio Albertazzi, il quale coglie l’occasione anche per recitare dei versi d’amore tardo-beat. Giorgio Gaber si esibisce nello storico (e meraviglioso) monologo, “Giuoco di bambini” (dallo spettacolo “Il signor G.”).

Lo spazio comico gestito da Gino Bramieri è dedicato all’eterna contrapposizione tra Milano e Roma.

Quarta puntata (05 settembre 1970). Gaber prosegue con i suoi monologhi al bar (in cui inserisce elementi legati all’attualità) e presenta un medley di successi: “La balilla”, “Torpedo blu”, “La corsa” e “Le nostre serate”. La scenetta di Gino Bramieri ed Ettore Conti ha per tema “La Sicilia”. La Fratello omaggia il mito di Edith Piaf, cantando “La vita è rosa” (La vie en rose) e pure la Colli si ispira alla Francia per cantare “La moto” (versione in italiano di “Harley Davidson” di Serge Gainsbourg, lanciata dalla sensuale Brigitte Bardot). Il gioco settimanale viene condotto dai simpatici Ric e Gian.

La quinta puntata (12 settembre 1970) viene aperta da un simpatico sketch con la Colli e la Fratello, le quali prendono bonariamente in giro i personaggi dei rotocalchi e poi cantano – rispettivamente – “Sfiorisci bel fiore” (di Enzo Jannacci) e “Non sono Maddalena”. Gaber continua con i suoi monologhi ambientati nel bar e Gino Bramieri interpreta la scenetta intitolata “I vecchietti”. A condurre il gioco a premi è il regista Nanni Loy, come al solito pieno di originale ironia.

Dopo una settimana di assenza, dovuta alle finali della “VI Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia”, il programma ritorna in onda con la sesta puntata (26 settembre 1970). Gino Bramieri, oltre a recitare uno sketch con Ettore Conti, interpretando un intervistatore televisivo, si propone in veste di cantante con il brano “Le mani”. La Fratello presenta “Io canto per amore” (lanciata proprio alla suddetta mostra musicale veneziana), mentre la Colli rende omaggio a Luigi Tenco, cantando il brano “Quando”. Gaber ripropone tre motivi: “L’asse di equilibrio”, “Un uomo che dal monte” e “Il Riccardo”. Alla trasmissione prende parte anche Raffaele Pisu, in qualità di presentatore del gioco a quiz.

La settima e ultima puntata va in onda sabato 3 ottobre 1970. Gaber dedica l’ultimo monologo “al bar” ad un celebre film che fu elemento di grandi discussioni in quel periodo: “Zabriskie Point” di Michelangelo Antonioni e poi propone una fantasia musicale composta da “La città”, “Suona chitarra”, “Il signor G. e l’amor” e “Il suicida”. Gino Bramieri nel suo sketch settimanale parla di “adozione di un bimbo di colore”, mentre Rosanna Fratello interpreta la storica “Fascination” di Nat King Cole e Ombretta Colli lancia un nuovo brano scritto da Gaber, intitolato “È il mio uomo”. L’ospite d’onore della serata è Mina, la quale conduce il quiz a premi assieme a Gaber. I due cantano una serie di successi, scambiandosi le canzoni con evidente giocosità. La “Tigre di Cremona” coglie l’occasione per riproporre il suo ultimo successo, “Insieme” (di Mogol e Battisti), in quelle settimane al numero uno in Hit Parade.

La trasmissione viene chiusa, come tutte le settimane, dalla sigla finale interpretata e scritta da Gaber: “L’ultima bestia”.

La trasmissione, diretta con mano felice da Giuseppe Recchia e scritta con sempiterno umorismo dalla triade Simonetta-Terzoli-Vaime, riesce ad intrattenere piacevolmente, con notevole gusto. Inutile parlare della grandezza artistica e delle capacità professionali di Giorgio Gaber. Ottima è anche la prova di Ombretta Colli,  in grado di sostenere diversi ruoli con spiccata ironia e sicuro fascino. La prima prova televisiva di Rosanna Fratello (seppur acerba) può comunque definirsi positiva. Chi si conferma leone del palcoscenico è naturalmente il vitalissimo ed istrionico Gino Bramieri.

Alla prossima!

David Guarnieri

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