Condividi l'articolo:

Dal 27 marzo 1967, i giovani diventano protagonisti di uno spettacolo televisivo, intitolato “Diamoci del tu“. L’autore dei testi è Italo Terzoli; la regia è affidata a Romolo Siena; il direttore d’orchestra è Tony De Vita; le coreografie sono curate da Paul Steffen. A condurre le sei puntate, due popolarissimi cantanti: Caterina Caselli e Giorgio Gaber. Il programma nasce dalla buona affermazione dello special “E Sottolineo Yé…!”, condotto dalla stessa Caterina Caselli e da Gianni Morandi, diretto da Vito Molinari e trasmesso il 14 gennaio del 1967. La Rai era intenzionata a riproporre l’accoppiata Caselli-Morandi, ma, quest’ultimo si trova sotto le armi (è in forza al CAR 89° Reggimento Fanteria) e le autorità militari non gli danno il permesso di registrare la trasmissione. Cosicché, la RAI decide di affiancare alla Caselli il simpatico Gaber, dopo i positivi risultati di programmi da lui condotti (“Canzoniere minimo”, “Questo e quello” e “Le nostre serate”).

La location è quella dello studio 3 della Rai di Corso Sempione a Milano (dove vennero girate le ambientazioni interne dello sceneggiato “I promessi sposi” di Sandro Bolchi, andato in onda a gennaio del 1967); la scenografa Ada Legori ha trasformato il palcoscenico in una sorta di anfiteatro con pista centrale. L’idea di questo “happening” è quella di divertire i ragazzi, ma anche interessare i telespettatori di età “meno verde”, proponendo musica e cercando di ironizzare sulle manie, il gergo giovanile, l’abbigliamento e le inevitabili ripercussioni sociali.

La scelta degli animatori non è certo casuale: la Caselli è stata l’assoluta rivelazione canora del 1966, grazie ai successi ottenuti con motivi come “Nessuno mi può giudicare“, “L’uomo d’oro“, “Perdono“, “Cento giorni“, “Tutto nero” (in un solo anno ha dimostrato di poter rivaleggiare alla pari con regine della hit-parade come Mina e Rita Pavone). La personalità provocatoria (ma non troppo), l’abbigliamento di grande tendenza, il famoso “casco d’oro” (creato dai coiffeur Vergottini) fanno della cantante emiliana, un preciso punto di riferimento; il suo partner, Giorgio Gaber, può fare affidamento sul suo stile misurato ed ironico, da sempre apprezzato dal pubblico ma anche dalla critica più severa. Entrambi gli interpreti provengono dall’esperienza del Festival di Sanremo 1967 (quello contrassegnato dalla tragica scomparsa di Luigi Tenco). Per Gaber le cose non sono poi andate tanto male (la sua “E allora dai“, cantata in coppia con Remo Germani si è qualificata per la finale); per la Caselli, la 17a edizione della rassegna si è rivelata un imprevisto flop (il brano, “Il cammino di ogni speranza“, da lei eseguito, assieme ai celebratissimi Sonny & Cher, è stato sbattuto fuori alla prima eliminatoria).

Naturalmente, questo show per i due padroni di casa, è l’occasione per presentare il proprio repertorio musicale: Gaber canta brani come “La libertà di ridere“, “Snoopy contro il Barone Rosso“, la stessa “E allora dai” e propone delle garbate parodie di canzoni di successo (da “Pietre” a “Proposta“, fino a “Il ragazzo della via Gluck“). La Caselli (coadiuvata dal balletto, guidato da Joel Galietti), interpreta “Le biciclette bianche“, “Cento giorni“, “Il cammino di ogni speranza“, “Per fare un uomo“, “Puoi farmi piangere” (la famosa “I Put Spell On You” di Alan Price), “Incubo n. 4“. Non mancano poi i duetti tra i due protagonisti: numeri che spaziano dai Beatles a Bob Dylan, dai Rolling Stones alle ballate folk, fino alle marce militari di diversi Paesi. Un aspetto singolare di questa trasmissione è la “Tribuna Beat“, con la Caselli in veste di moderatrice. Accanto a lei – in ogni puntata – un attore brillante, che mette alla berlina (bonariamente) l’universo giovanile: il mito di “Carnaby Street“, i “capelloni“, lo shake, lo stile Yé-Yé, i rapporti genitori-figli. Tra gli spiritosi protagonisti, Raffaele Pisu, Lina Volonghi, Gino Bramieri, Ernesto Calindri, e Arnoldo Foà.

La parentesi “seria” dello show è rappresentata da “L’angolo della poesia“. Per ogni settimana si segnala la presenza di attori famosi: Valeria Moriconi e Corrado Pani (i quali leggono poesie di autori russi), Gianmaria Volontè (alle prese con le liriche di Bob Dylan), Sergio Fantoni e Valentina Fortunato (con testi di famosi “blues”), Giulio Bosetti e Giulia Lazzarini (con le poesie dedicate alla chitarra) fino ad un’inedita Ornella Vanoni, che non canta, bensì recita poesie di Umberto Saba.

Inevitabili, le partecipazioni di grandi ospiti canori: da Sandie Shaw (con “Il mondo nei tuoi occhi“, cover di “(There’s) Always Something There To Remind Me” di Burt Bacharach) a Lucio Dalla con la sanremese “Bisogna saper perdere“, dall’Equipe 84 con “È dall’amore che nasce l’uomo“, dalla quasi debuttante Marisa Sannia con “Sarai fiero di me” ai favolosi Byrds (reduci dal trionfo di “Mr. Tamburine Man” di Dylan) con l’altrettanto nota “Mr. Spaceman” ad Antoine e la celebre “Pietre” (altro successo di Sanremo 1967), da Patty Pravo, che lancia “Sto con te” (cover di “Tell It To The Rain” di Frankie Valli & The Four Seasons) alla New Vaudeville Band con “Winchester Cathedral“, da Riki Maiocchi con “C’è chi spera” a Fausto Leali con la trionfante “A chi“, da Gino Paoli con “Io che sarei” a Françoise Hardy con “I sentimenti“. Nell’ultima puntata, i due conduttori hanno modo di segnalare due giovani colleghi: Francesco Guccini (sostenuto dalla Caselli) che canta “Auschwitz” e Franco Battiato (proposto da Gaber), che lancia il brano intitolato “La torre“.

La sigla iniziale, “Gulp Gulp” (ispirata dal linguaggio fumettistico), è cantata da Giorgio Gaber (da rimarcare la notevole trovata utilizzata per il filmato tv: un pannello con i nomi dei protagonisti e dei realizzatori, inframmezzato dagli splendidi disegni di Guido Crepax). Per quel che riguarda la sigla finale, Caterina Caselli lancia con grande successo un brano intitolato “Sono bugiarda” (cover di “I’m A Believer”, scritta da Neil Diamond e lanciata dai Monkees), tradotta nella nostra lingua da Daniele Pace.

Diamoci del tu“, conquista un buon successo di ascolto e di gradimento, da parte del pubblico televisivo. La critica si divide: c’è chi parla di programma originale, ben scritto e piacevole, chi deride l’esperimento, tacciando la trasmissione di pretenziosità e di scarsa vena creativa (a cadere sotto la scure della stampa è soprattutto l’abbinamento tra “canzonette” e poesie serie, recitate immotivatamente in un contesto “poco profondo”). La stampa, tuttavia, elogia la regia di Romolo Siena ma anche il felice apporto conferito dalla coppia Caterina Caselli e Giorgio Gaber (ritenuti validi interpreti canori e frizzanti intrattenitori).

David Guarnieri