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Una diva non compie gli anni, non taglia torte, non brinda con champagne come i comuni mortali. Soprattutto, una diva non ha età. Al di là di queste considerazioni scherzose, è doveroso omaggiare una delle più importanti ed amate artiste italiane: Patty Pravo. La sua carriera e la sua vita artistica sono troppo lunghe e particolareggiate per poter tracciare un identikit esaustivo, quindi, abbiamo pensato di suddividere in piccoli capitoli le fasi salienti dell’attività professionale e personale (per quanto possibile) della nostra festeggiata.

Io – L’infanzia.
Nicoletta Strambelli nasce a Venezia il 9 aprile 1948. Figlia di Aldo (motoscafista) e di Bruna Caporin (casalinga). La piccola Nicoletta cresce con i nonni materni, mostrando fin dall’infanzia attitudini artistiche: non a caso studia danza e pianoforte (al Conservatorio per ben dieci anni), iscrivendosi poi al corso di direzione d’orchestra. A quindici anni si reca a Londra per studiare lingue, e poi a Roma. Comincia a cantare verso i sedici anni, appassionandosi di Rhythm’n’blues e cominciando l’attività con il nome d’arte di Guy Magenta. In seguito viene scoperta dal vulcanico manager Alberigo Crocetta, “patron” del celebre “Piper Club” di Roma. Questi conia per lei lo pseudonimo di Patty Pravo (un omaggio alle “Anime Prave” narrate da Dante Alighieri e ai “Provos” olandesi, uno dei tanti movimenti giovanili dell’epoca beat).

Qui e là – Gli inizi della carriera.
Nell’autunno 1966 esce il primo singolo (per l’etichetta ARC, legata alla RCA), intitolato “Ragazzo triste” (cover di “But You’re Mine” di Sonny & Cher). Il 12 novembre 1966 lo presenta nella trasmissione “Scala reale”, presenziando nella squadra capitanata da Michele. Il singolo piace al pubblico (specie quello giovanile) ed entra in Hit Parade. Positivi i riscontri ottenuti dai successivi 45 giri, pubblicati nel 1967: “Qui e là” (cover di “Holy Cow” di Lee Dorsey e “Se perdo te” (versione italiana di “The Time Has Come” di P.P. Arnold), che permette alla Pravo di proporsi come raffinata interprete.

La Bambola, le idee e i pensieri – Patty in Hit Parade.
Nella sua lunga carriera, Patty Pravo ha ottenuto un’invidiabile serie di successi. Nella primavera del 1968 esce il quarto singolo, intitolato “La bambola” (che la cantante non vorrebbe incidere, tra l’altro rifiutato da Little Tony, Gianni Morandi, Caterina Caselli e i Rokes). Il motivo diviene il più famoso tra quelli da lei incisi: non a caso, il 45 giri arriva al primo posto in Hit Parade, riuscendo a vendere milioni di copie tra Italia ed estero. Un altro singolo che raggiunge il top della classifica è “Pazza idea”, pubblicato nella primavera del 1973, che le consente di tornare al successo internazionale. Il terzo 45 giri a piazzarsi al numero uno nelle classifiche è la “scandalosa” “Pensiero stupendo” (di Ivano Fossati e Oscar Prudente), uscita nell’inverno 1978.

Ottimi piazzamenti anche per altri singoli: “Sentimento” (1968), “Tripoli 1969”, “Il paradiso” (1969), “Per te”, “Tutt’al più” (1970), “Incontro” (1975), “E dimmi che non vuoi morire” (1997).

Tre sono gli album a raggiungere la testa della classifica: “Patty Pravo” (1968), “Pazza idea” (1973) e “Mai una signora” (1974). Significative posizioni ottenute dai seguenti lp: “Concerto per Patty” (1969), “Di vero in fondo” (1971), “Incontro” (1975), “Miss Italia” (1978) e “Bye, Bye, Patty” (1997).

Le spade e le rose – Patty a Sanremo.
Pur non amando particolarmente le competizioni, la Pravo ha partecipato per ben nove volte al Festival di Sanremo. La prima volta avviene nel 1970 con “La spada nel cuore” di Mogol e Donida (in coppia con Little Tony): il brano si piazza quinto, facendo vincere a Patty il premio per la migliore interprete. Dopo un’assenza di 14 anni, la Pravo torna in gara al Festival con una eterea e criptica canzone di Maurizio Monti, intitolata “Per una bambola”. La cantante veneta stupisce il pubblico con un look orientale curato da Gianni Versace, ma si piazza soltanto al decimo posto. Per lei, comunque, la prima vittoria del Premio della Critica. Nel 1987, terza partecipazione a Sanremo con “Pigramente signora” (di cui parleremo nel capitolo riservato a polemiche e scandali), piazzandosi solo al  20° posto. La quarta presenza in gara giunge nel 1995, con un alto motivo firmato da Maurizio Monti, dal titolo “I giorni dell’armonia”, classificandosi mestamente all’ultimo posto. Con ben altre ambizioni, la Pravo torna a Sanremo nel 1997, con “E dimmi che non vuoi morire”, scritta da Vasco Rossi, Gaetano Curreri e Roberto Ferri. Tutti la indicano come favorita assoluta, ma, alla fine, si piazza soltanto all’ottavo posto (a parziale consolazione arriva la seconda vittoria del Premio della Critica).  Nel 2002, altro motivo poco sanremese, dal titolo “L’immenso” e altro piazzamento non eccezionale (16a posizione). Dopo sette anni di assenza, la cantante torna in Riviera con “E io verrò un giorno là” (2009): il brano presenta delle assonanze con la Pravo dei primi anni Settanta, ma, complice la non straordinaria performance, rimedia solo un ingresso in finale. Due anni dopo (2001), è la volta di un bel brano firmato da Diego Calvetti e Marco Ciappelli, intitolato “Il vento e le rose”. Come al solito, la Strambelli colpisce per il look sofisticato e trendy, ma le giurie non hanno pietà e la bocciano clamorosamente. Un buon risultato la attende nel 2016, con la riuscita “Cieli immensi” (di Fortunato Zampaglione), che le permette di classificarsi sesta e di vincere per la terza volta il Premio della Critica. La nona e ultima partecipazione sanremese per Patty è del 2019: assieme a Briga propone “Un po’ come la vita”. La critica storce il naso e concordano pure i giurati: per loro un poco onorevole 21° posto.

Je ne sais pas – Patty, le polemiche e gli scandali.
Nel 1971, Patty Pravo viene scelta dal regista Vittorio Cottafavi per interpretare il ruolo di Christine nello sceneggiato tv “A come Andromeda”. La cantante partecipa alle riprese per un mese, poi, improvvisamente, abbandona il set (senza particolari ragioni) e non vi fa ritorno, compromettendo quasi la metà delle registrazioni e ritardando fortemente i tempi di lavorazione.

1973: esplode la bomba riguardante l’amore tra Patty Pravo e Riccardo Fogli. Per lei, il cantante abbandona i Pooh (di cui era componente). I due si sposano a Gretna Green (Scozia), ma c’è un piccolo problema: Fogli e Pravo sono già sposati! Lui con Virginia Minnetti (poi divenuta famosa col nome d’arte di Viola Valentino), lei con l’arredatore Franco Baldieri, sposato nel 1972. Per Riccardo e Patty arriva l’accusa di bigamia.

Nel 1974, la Pravo posa per la rivista “Playboy” (servizio fotografico di Angelo Frontoni), contro il volere della sua casa discografica (Rca), che l’accusa di voler danneggiare l’immagine dell’azienda. Successivamente, la cantante poserà ancora per il celebre mensile (1980), apparendo anche su “Playmen” (1981) e su “Penthouse” (1983). Nel 1984 è protagonista di un servizio su “Le Ore”, con immagini che sfiorano la pornografia.

1987: Patty firma un contratto con l’etichetta Virgina e presenta a Sanremo il brano “Pigramente signora”. Dopo la prima esibizione, la cantante viene accusata di plagio poiché il suo brano risulta fin troppo simile alla canzone “To the Morning” di Dan Fogelberg (uscita nel 1972). In seguito a questo episodio viene annullato il contratto con la casa discografica, che la estromette e le fa causa.

A marzo del 1989, il Sostituto Procuratore della Repubblica, che conduce un’inchiesta su un traffico di cocaina a Verona (che coinvolge anche alcuni calciatori della squadra scaligera), invia un mandato di comparizione a Patty Pravo, indiziata di detenzione di stupefacenti.

Nel 1990, la cantante veneziana è presente nel cast del 40° Festival di Sanremo con la canzone “Donna con te”. A quindici giorni dalla partenza della kermesse decide di non prendere più parte alla rassegna, dichiarando testualmente: “È una canzonaccia, con un testo squallido”. A prendere il suo posto in gara sarà Anna Oxa, che invece ottiene un grande successo di vendite.

28 maggio 1992: Patty Pravo viene arrestata dagli agenti del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, per possesso illegale di sostanze stupefacenti. Per lei un soggiorno di tre giorni nel carcere femminile di Rebibbia. All’uscita, la cantante commenta con ironia: “È stata un’esperienza bellissima. Mi hanno tenuta dentro tre giorni. È stato divertente perché ho conosciuto persone splendide…”.

Ribelle, anticonformista, sprezzante, lunare, carismatica, sofisticata, elegante, aggressiva, imprevedibile, distante, coinvolgente. Queste sono alcune delle definizioni che ha avuto negli anni Patty Pravo. Noi vogliamo astenerci dall’aggiungerne altre, ma le vogliamo dire, semplicemente…

Auguri, Nicoletta! Buon compleanno!

 

David Guarnieri