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Non ci sono più i pattini di una volta.
Solo qualche esemplare ancora in legno. Ora invece quasi tutti sono di plastica. Ma che belli che erano negli anni 70. Sarà che li guardavo con gli occhi da bambino.

Rossi, ma anche colorati per chi volesse prenderli per un giro oltre la riva. Mio padre e mia madre non sapevano nuotare. Quando chiedevo di fare un giro mi dicevano sempre no per paura. Allora il bagnino dello stabilimento La Casetta di Ostia mi caricava e mi portava a fare i controlli con lui. Eravamo a tre metri dalla riva ed ero felice. Sembravo Cristoforo Colombo. Ma ero solo un bambino in cerca d’avventura.

In quel mare romano ho passato un bel tempo. C’era anche Carla la figlia del portiere del palazzo di Via Venezia dove abitava mia nonna. Forse la prima ragazzina con la quale ho passato un po’ di tempo casto ma bello. Primi interessi verso l’altro sesso. Ma senza sapere neanche il perché.

Oggi quel tempo non c’è più ma per tenerlo stretto mi sono comprato anni fa una casa a un metro da quel mare. Da lì l’estate trasmetto. Faccio dirette. Perché tutto chiama, tutto torna. È il gioco della vita. È il gioco della strana nostalgia.

Fabio Martini