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Ma che lurida estate” è il nuovo singolo di Sergio Caputo, nasce nell’estate del 2020 e ad essa fa riferimento.  L’Autore affronta, nel suo stile un po’ surreale, le difficoltà di una estate anomala, in cui viaggi, relazioni e decisioni diventano molto più complicati del solito, ma che pur sempre è “un’estate” – nell’immaginario collettivo un periodo di spensieratezza e di “stacco”.   Come in una sfera di cristallo, Sergio Caputo anticipa le asperità del partire in tour in tempi di pandemia.

Musicalmente lo stile è già noto all’autore e si colloca nella sua vena “latina”, con particolari riferimenti a un andamento caraibico (tipo Harry Belafonte, Calypso Rose, ma anche Jimmy Buffet). Sergio ha suonato tutto, tranne il sax che è di Massimo Zagonari, registrato in collegamento virtuale, forse il modo di fare musica long-distance del futuro.  Nell’arrangiamento spicca la chitarra stile caraibico che l’autore suona con gran divertimento.

  • Il brano entrerà nella scaletta dei concerti estivi di Sergio Caputo.
  • Sergio Caputo è uno dei pochi artisti italiani che sarà in tour nonostante le difficoltà di un’estate post-Covid.
  • Sergio Caputo ha un rispettabile numero di concerti già fissati, ed altri in fase di organizzazione.
  • Sergio Caputo si esibirà in varie formazioni, dal “solo unplugged” al trio, quartet, quintet, e big band, compatibilmente con location e restrizioni.
  • Il calendario delle date, man mano che vengono confermate, appare nella sezione “LIVE” su www.sergiocaputo.com

ALCUNE RIFLESSIONI DELL’ARTISTA:
Perchè un artista come me esce con un pezzo “estivo” in tempi di COVID, e decide di farlo uscire fuori tempo massimo a ridosso di agosto?  Cercherò di capirlo anch’io, parlandone qui.

Un tempo le canzoni per l’estate si scrivevano già d’inverno, e si programmava attentamente la loro uscita in modo da non farsi “bruciare” sul tempo dalla concorrenza.  E poi esistevano una gran quantità di spazi media, trasmissioni radiofoniche e televisive tipicamente estive, di hit-parade e i festival, costruiti appositamente intorno alle nuove uscite discografiche, e la cui missione era quella di identificare l’estate di quell’anno con questo o quel brano.   Ora non è più così.   I media sono cambiati, gli spazi per la musica sono quasi ridotti a zero, e le canzoni dell’estate sono diventate “usa e getta”, perchè nel frattempo anche la discografia è cambiata, e orde di autori ormai demotivati non si impegnano più a scrivere cose “memorabili”.   Chi si ricorda più la canzone dell’estate di quattro-cinque anni fa?  Chi può legare i propri ricordi di vita, di amori, di amicizie, a un pezzo di cui non sa più neanche il titolo, tantomeno la melodia? Personalmente, continuo ad ascoltare musica di 30 – 40 anni fa, come se fosse uscita oggi.

Comunque sia io – in tutta onestà – non mi sono mai preoccupato di scrivere “il successo dell’estate” (anche se è capitato che avessi un pezzo in classifica d’estate!), perchè mi considero un artista come “quelli di prima”, e se mi metto a scrivere una canzone, voglio che mi sopravviva, voglio che la gente continui a canticchiarla anche in mia… ehmm, assenza, e per questa ragione faccio sempre più fatica a identificarmi nel mondo dell’ “usa e getta” cui molti sembrano volersi omologare;  per cui spero che il mondo della musica si scuota da questo torpore inespressivo, e tutti riprendano a scrivere e a produrre roba buona, fatta per durare nel tempo e dare alla gente belle emozioni e bei ricordi cui aggrapparsi negli anni futuri.

Questo nuovo singolo “Ma che lurida estate“, è venuto di getto, e voleva essere scritto a tutti i costi, malgrado io tentassi di scacciarlo come una mosca per dedicarmi ad altro.  E alla fine ha  vinto lui, ne è nato un brano musicalmente “estivo” con un testo di storie e pensieri personali – di quelli “miei”, di cui ora posso dire di andar fiero.  Esce fuori tempo limite, quando ormai le radio sono in “pilota automatico” e i giochi mediatici sono fatti.  Spero comunque possa raggiungere il pubblico, anche per passa-parola, perchè è questo che mi ha consentito di avere una carriera così lunga – pur essendo “indie” (ovvero autoprodotto e svincolato dalle case discografiche = scarsa promozione) già fin dagli anni ’90.  Se poi sopravviverà al passare degli anni come altri miei pezzi hanno avuto la fortuna di fare, quello si vedrà.

ALTRE CURIOSITA’ CHE POTREBBERO INTERESSARE IL PUBBLICO:

  • Sergio Caputo vive in Francia e ha recentemente pubblicato un “Best OF” in francese dal titolo “Sergio Caputo en France“. Dal vivo, debutterà a Parigi il 30 settembre in uno dei jazz club più storici di Parigi (concerto che si sarebbe dovuto tenere in marzo, ma poi rinviato per il lockdown) .
  • Sergio ha vissuto 4 mesi di confinamento con la famiglia (3 bimbi piccoli) seguendo il più possibile le regole imposte o consigliate.
  • Durante il confinamento ha scritto e registrato musica nuova, preso appunti per un nuovo libro, realizzato alcune sculture, sempre mantenendosi in esercizio con la chitarra che è il suo strumento.
  • Durante il confinamento, non ha rinunciato alla sua passione per la cucina, facendo anche il pane dal suo lievito madre fatto in casa.
  • Quest’anno che viene – pandemia permettendo – Sergio Caputo tornerà spesso in Italia per fare concerti, ma si dedicherà anche alla sua carriera francese con la sua band locale.

 

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