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Malgrado siano piu’ di quarant’anni che il mondo ascolta e balla “You make me feel”, pochi di loro sanno che Sylvester, che la canta, è morto nel 1988, quando aveva appena 41 anni. Era nato il 6 settembre 1947 e probabilmente canterebbe ancora oggi  “You make me feel” in certe serate a Las Vegas o a Montecarlo.

Malgrado quel successo pazzesco gli permise di vendere abbastanza anche altri singoli, l’unica canzone rimasta memorabile della carriera di Sylvester è proprio “You make me feel”, una delle più rappresentative e simboliche degli anni Settanta e della discomusic. L’aveva scritta lui insieme a James Wirrick, ma a farla diventare quella cosa travolgente fu Patrick Cowley, un produttore e arrangiatore che aveva partecipato all’invenzione della discomusic.

Sylvester si chiamava Sylvester James, Jr. ed era nato a Watts, Los Angeles , da una famiglia afroamericana della classe media. Aveva sviluppato l’amore per il canto attraverso il coro gospel della sua chiesa pentecostale .Trasferitosi a San Francisco nel 1970 all’età di 22 anni, Sylvester abbracciò la controcultura e si unì alla compagnia di drag d’avanguardia The Cockettes, producendo segmenti da solista dei loro spettacoli che erano  fortemente influenzati dal blues femminile e da cantanti jazz come Billie Holiday e Josephine Baker .

Prima di diventare un numero uno della discomusic, Sylvester ha aperto i concerti dei Commodores, di Chaka Khan e si e’ esibito anche al fianco degli O’ Jays.

Con la sua classica voce in falsetto diventò un nome di punta con un “poker” di brani che spopolarono in discoteca: You Make Me Feel (Mighty Real), Dance (Disco Heat), Do You Wanna Funk e Stars.

Nel 1978, Sylvester fece un’audizione con successo per un’apparizione-cameo nel film The Rose con l’attrice Bette Midler . Nella pellicola, interpretava  una delle drag queen cantando in un bar in rovina nel centro di Los Angeles.

Alla fine degli anni ’70, Sylvester ottenne il soprannome di “Queen of Disco“, un appellativo che e’ continuato ad esser dato al cantante fino ai giorni nostri.

Il giornalista inglese Stephen Brogan lo descrisse come “una stella che brillava brillantemente. È accaduto solo una volta. Era un radicale e un visionario in termini di stranezza, musica e razza”. Reynaldo Anderson della Harris-Stowe State University ha descritto l’influenza di Sylvester sulla  successiva musica dance elettronica come “incalcolabile”. Ha aggiunto che le canzoni di Sylvester “Dance (Disco Heat)”, “You Make Me Feel (Mighty Real)” e “Do You Wanna Funk” rappresentavano “inni appassionati di discomusic per la generazione degli anni ’70 ma anche per le successive…”.

Nel 1980, Sylvester fini’ sui titoli principali dei tabloid americani dopo essere stato arrestato a New York City, accusato di essere coinvolto nella rapina di diverse monete rare. Dopo tre giorni di incarcerazione, fu rilasciato su cauzione di 30.000 dollari. Sylvester non fu mai accusato e la polizia ammise  l’errore dopo che il vero colpevole si era presentato come Sylvester firmando assegni in suo nome.

Durante la sua fortunata carriera, Sylvester ha ottenuto un riconoscimento particolare a San Francisco, dove gli furono assegnate  le Chiavi Della Città . Nel 2005, è stato inserito,postumo, nella Dance Music Hall Of Fame  mentre, della sua la sua vita è stata realizzata una biografia che e’ diventata,successivamente, un soggetto per un  documentario e un musical.

Paolo Famiglietti