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Giorgio Moroder è una figura particolare all’interno della musica pop: il segreto del successo, che dura dagli anni Settanta, non sta solo nella qualità della sua musica ma anche nel suo modo personale di lavorare. Moroder è sempre attento agli sviluppi delle nuove tecnologie e ai nuovi suoni in ambito techno. Se negli anni Ottanta Moroder ha incarnato la voglia di liberarsi sulla pista da ballo, oggi non solo resta il pioniere del genere, ma anche un padrino e un maestro, un punto di riferimento che quando non è dietro la consolle ha un atteggiamento pacato e riflessivo.

Giorgio Moroder nasce nel 1940 a Ortisei, in Val Gardena, da una famiglia di origine ladina. La commistione culturale dell’ambiente in cui cresce è forte e lo influenza: innanzitutto perché, essendo un territorio di confine, è influenzato dalla cultura italiana, tedesca e ladina. Allo stesso modo la famiglia Moroder è composta da artisti, fra pittori, scultori e scrittori, e Giorgio vive quindi a contatto con l’arte da quando è piccolo. Per questo sin dalla prima adolescenza si interessa alla musica, imparando a suonare la chitarra, e formando con alcuni amici il gruppo rock Happy Trio. Nel 1967 decide che la sua base sarà Berlino, città in cui si stabilisce e inizia a lavorare come fonico, turnista e produttore.

Moroder, a soli 24 anni,è uno dei primi ad adottare il Moog in fase di composizione: il risultato è Son of my father, il primo pezzo composto con il sintetizzatore a scalare le classifiche.

Nel ’74 instaura un sodalizio artistico con Donna Summer, cantante statunitense di stanza in Germania. Moroder si innamora della sua voce particolare, capace di essere erotica ed evocare paesaggi onirici allo stesso tempo, e decide di produrne il disco Lady of the Night che ottiene un buon riscontro e Moroder produrrà anche il secondo lavoro, Love to Love You Baby, nella cui traccia omonima il duo Summer-Moroder decide di rischiare il tutto per tutto: una lunga suite di 16 minuti in cui la cantante libera la propria carica sensuale simulando diversi orgasmi. Nonostante la censura radiofonica, il pezzo sarà un successo nelle discoteche!

E arriviamo al singolo I Feel Love, del ’77, dove l’erotismo di Donna Summer si stende su una base tecno-spaziale, perfetta per accompagnare i movimenti del corpo sulla pista. Ancora una volta Giorgio Moroder confeziona una hit da classifica e, soprattutto, apre la strada alla disco music……

Fra gli anni Settanta e gli Ottanta Moroder lavorerà a molte colonne sonore. L’approccio con il cinema è fortunato: il regista Alan Parker, colpito dal successo di I Feel Love, chiama Moroder per la colonna sonora di Fuga di mezzanotte. Se il film è un successo, lo è anche grazie al lavoro del musicista italiano: lo certifica anche l’Academy, che nel ’79 conferisce al compositore l’Oscar per la miglior colonna sonora. Moroder lavorerà a diversi film cult degli anni Ottanta – come American Gigolò, Flashdance, Scarface, e Top Gun – certificando l’affermarsi della disco in quel decennio.

Negli anni il producer italiano ha collaborato con i più grandi nomi del pop internazionale, da Madonna a Britney Spears, passando per Barbra Streisand e Kylie Minogue.

Intere generazioni hanno ballato sui beat di Giorgio Moroder, esplorando le potenzialità del proprio corpo sulla pista da ballo che,ancora oggi, non accennano a smettere…….

Paolo Famiglietti