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Non si possono riassumere tanti anni in poche righe.
Però si possono raccontare momenti, istanti di una splendida avventura.
Quella della radio.

Nonostante le difficoltà la radio, la nostra radio, rimane una grande avventura fatta di cuore e anima.
Di sacrifici e investimenti.
Quando cominciammo tanti anni fa era un mondo diverso.
Io e Luca Casciani ci siamo sempre stati. Anche in quel 1997 quando la rivista SORRISI E CANZONI TV decise di assegnare un Telegatto anche alle radio.
Il Telegatto all’epoca era importantissimo. Una sorta di Oscar, una promozione, una vittoria, un successo.
Le modalità per l’assegnazione erano quelle di far compilare agli ascoltatori un tagliando all’interno della rivista con il nome della radio preferita. Una sorta di grande censimento popolare.
Scherzando e ridendo iniziammo a chiedere al microfono di partecipare. Sarebbe stato impossibile vincere, ma abbiamo chiesto agli ascoltatori di provare a darci forza e visibilità.

Non era come oggi. Era difficile sapere se la gente stesse aderendo o meno all’iniziativa.
Dopo circa un mese dalla fine del concorso, all’ora di pranzo ricevetti una telefonata.
Una gentilissima voce femminile con accento milanese mi comunicò che eravamo in lizza per vincere il Telegatto, insieme ad altre due emittenti. Cercai di capire le possibilità di vittoria, ma fu categorica: “Vi dovrete presentare a Bologna per l’assegnazione, che avrà luogo nel corso di una puntata del Roxy Bar di Red Ronnie“. Punto.
Avvisai Luca immediatamente. Con fermezza decidemmo di chiamare il giornale e di comunicare che non saremmo andati.

Chi fa radio non deve apparire in tv, questo il nostro motto. Per non parlare del fatto che eravamo straconvinti che il vincitore si sapesse già, e che non potevamo assolutamente avere alcuna chance con le altre emittenti finaliste, i cui bacini di utenza erano di gran lunga più estesi.
Decisione presa senza ripensamenti. Ma questi arrivarono. Comunicammo a casa la nostra decisione. Per noi irremovibile.
Io e Luca ci eravamo ripromessi di risentirci di lì a due ore, per raccontarci reciprocamente le reazioni nelle rispettive case
Il nostro tono era cambiato. Tutti e due avevamo subito l’imposizione di andare. Le reazioni di fronte al nostro irremovibile credo furono identiche; “Ma siete pazzi? Dovete assolutamente esserci!” E così fu. Andammo.

Il patto era che avessi guidato io. Quindi per sicurezza partimmo in tarda mattinata per arrivare tra la nebbia intorno alle 19 negli studi. C’era l’esordiente Elisa, c’era la Premiata Forneria Marconi. C’era una antipaticissima e spocchiosa Anna Pettinelli e un gradevole e simpatico Linus.
Arrivò il nostro momento. Si aprì la busta. Caterina Caselli proclamò il vincitore nella categoria della radio locale più amata. E pronunciò il nostro nome.
Increduli ritirammo il premio, che rese questa avventura uno dei ricordi più belli legati alla radio. La forza di migliaia e migliaia di persone affezionate al nostro mondo aveva avuto la meglio su radio più blasonate e sulla carta inarrivabili. Migliaia di tagliandi ritagliati pazientemente da tanti ascoltatori, tanti numeri della rivista acquistate in più copie per l’occasione, addirittura giornalai che mettevano via i tagliandi delle copie invendute, che tanto il giorno dopo sarebbe passata la solita signora a chiederne un po’….

Quel Telegatto è sempre con noi, e ora potrete capire il valore incredibile che ha nella nostra storia.
Sulla strada del ritorno ci fermammo al Cantagallo, storico autogrill. Per sicurezza portammo anche lui, il Telegatto che ancora stentavamo a credere nostro, a prendere un caffè… avevamo paura ce lo rubassero. Poi Luca con la mia velocità da crociera si addormentò. Io misi la musicassetta di Claudio, Attori e Spettatori, e arrivammo a Roma mentre cominciava ad albeggiare.
Oggi la radio la si fa anche in tv, ma io da vecchio radiofonico continuo a pensare che all’epoca avevamo – almeno un po’ – ragione noi.

Fabio Martini