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Era il 1981 ero a casa e ascoltavo una radio privata della mia città.
Durante il giorno c’erano solo due conduttori e per il resto andavano canzoni no stop. Di sera, non tutti i giorni, c’era qualcuno che intratteneva e mandava in diretta le telefonate degli ascoltatori e tra una chiacchierata e l’altra mandava un brano.
Noi telefonavamo sempre ed eravamo diventati amici di qualcuno dei conduttori. Sapendo che a mio marito sarebbe piaciuto stare dalla parte del microfono ho deciso di contattare il proprietario della radio e ho chiesto se c’era la possibilità di far provare a mio marito l’emozione di partecipare come ospite una sera ed è così che tutto ebbe inizio.

Il nome della radio era: Nuova radio 99 (vi dice niente questo numero?) Di li a qualche giorno ci chiama il titolare e ci offre di riempire una serata con un programma. Però ha chiesto che ci fossi anch’io perché gli piaceva l’idea della coppia. Non avevamo idea di cosa fare allora a mio marito venne l’idea di trasmettere musica liscio che, pur non sapendo ballare, a lui piaceva molto e nessuno ancora aveva pensato di far ascoltare.
Il titolo del programma era: Liscio Liscio e ancora Liscio.

Il lato negativo è stato che abbiamo dovuto comprare i dischi e via via che andavamo avanti dovevamo ogni tanto andare in cerca di qualche nuovo disco. Tutto andò bene anche se la radio non aveva un gran trasmettitore e ci ascoltavano solo quelli che abitavano poco distanti. Dopo neanche un anno la radio chiuse del tutto. Grazie a un amico, che era già andato in un’altra radio, quando ha saputo della chiusura ci chiamò e ci disse che il titolare della radio dov’era lui ci voleva e così abbiamo ricominciato sempre con lo stesso programma.

Questa era una radio molto più attrezzata come apparecchiature e si sentiva anche fuori provincia. Noi andavamo in onda tutti i giovedì dalle 22 in poi, non avevamo un orario di chiusura, quando salutavamo continuavano ad arrivare le telefonate di ascoltatori insonni che ci chiedevano di restare ancora. Io mi divertivo di più stare alla parte tecnica che non parlare, però siccome piaceva anche a mio marito allora ogni ora ci scambiavamo di posto pur parlando entrambi.
Un giovedì sera avevamo deciso di restare fino a che sarebbero arrivate telefonate ma non più di due dagli stessi ascoltatori. Abbiamo chiuso alle 6 di mattina e dopo poco sarebbe arrivato il ragazzo che cominciava alle 7.

Dopo circa due anni anche questa avventura finì perché il titolare ha preferito collegarsi a una radio network e tenere solamente qualche ora alla domenica per il calcio locale. Dopo abbiamo cercato altre emittenti in zona ma senza uno sponsor non ci davano spazio inoltre non come e quando volevamo noi, ma come volevano loro solo che con i turni di lavoro di mio marito non potevamo accettare così è finito tutto.
Mi sono molto divertita in quel periodo, mi sarebbe piaciuto continuare. Questa è la mia strana nostalgia.

Fulvia Candusio