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Il mio concetto di “estate”, intorno ai 9-10 anni, era infinito: iniziava con la fine della scuola, cioè ai primi giorni di giugno e terminava a settembre perché, allora, l’anno scolastico iniziava ad ottobre!

I pomeriggi, caldissimi, li passavi per la maggior parte delle volte all’aperto con gli amici al parco, sull’altalena, o giocando a pallone col Tango o il Super Tele rosso.

Ma poi arrivava l’agognato momento: la partenza per il mare!

I preparativi per le vacanze erano davvero Fantozziani. Dopo aver riempito le borse-frigo con viveri, bibite, bottigliette d’acqua e sacche del ghiaccio che neanche per un viaggio di 18 mesi, e caricato i bagagli sul portapacchi, finalmente si poteva partire!

Le ore di viaggio (tante!) erano animate da:
1.Assenza di aria condizionata (c’era solo il finestrino abbassato a metà che ti scompigliava i capelli).
2.Per ingannare il tempo “divoravi” fumetti come Topolino e Braccio Di Ferro.
3.Per i piu’ fortunati, l’autoradio regalava note di Mina, Battisti e Celentano.
4.Consentiti dai genitori i saluti con la manina alle automobili in coda dietro di noi…

Una volta arrivati a destinazione, prima di andare in spiaggia con mamma e papà, la mattina facevi tappa obbligata all’edicola che vendeva giochi, secchielli, palette e formine e gli indimenticabili pacchetti di 3 fumetti usati uniti dal cellophane, tutti da scartare e godersi sotto l’ombrellone.

Facevi poi il bagno, rigorosamente un tot di ore dopo la colazione e, dopo esserti asciugato, la nostra merenda-light consisteva in ciambella fritta, gelato o tutti e due insieme!

Altra tappa dei giorni di vacanza erano i giochi da bar, che di solito consistevano in quella specie di cabinati in vetro con le biglie che guidavi  inclinando il piano sul quale scorreva la pallina di vetro, al fine di farla arrivare in buca e vincerla.

Oppure la sera, dopo la cena in albergo, si usciva con mamma e papà per la passeggiata e, il più delle volte, finivi in una sala giochi o sulle giostre!

E così tra un gioco e l’altro, un gelato e una nuotata arrivava il momento di tornare a casa, dove di lì a poco avremmo ripreso ad indossare il nostro grembiulino e a sederci davanti alla maestra pronti per un nuovo anno scolastico……

Paolo Famiglietti