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Parigi. Ultimo tempo. L’ultima stagione della storia di un mito del rock, degli eccessi, della continua e spasmodica ricerca di andare e cercare oltre un confine della conoscenza, a tutti proibito.

Il mio viaggio sulle tracce di quel finale di storia, partì proprio da lì. Père-Lachaise, una meta quasi di pellegrinaggio per tutti gli appassionati della musica dei Doors e del loro front man Jim Morrison.

Quando varcai la soglia di quel luogo di silenzio, ne sentii quasi le vibrazioni nel vento. In un piccolo angolo nascosto dopo lunghi viali e piazzette in salita, mi trovai di fronte a una lapide, una fotografia, mazzi di fiori e un nugolo infinito di gente che si fermava, senza dire nulla, sapendo che proprio quella era l’ultima dimora del Re Lucertola: James Douglas Morrison.

Parigi fu l’ultima tappa di un anima ribelle e di un animo sognante e poetico caduto a terra e mai più rialzato.

Leggendone la storia decisi di visitare quei luoghi vissuti in quella Parigi da lui tanto amata. E così girai tra le luci della notte fino a giungere a un palazzo dove alla fine degli anni 60 sorgeva un locale tipico di quella città, famoso per essere frequentato da musicisti, scrittori, artisti e scellerati. Il Rock ‘n’ Roll Circus, adesso sostituito da un portone verde e appartamenti eleganti, era una tana per chi cercava il mondo della notte in quel tempo. La leggenda o l’assoluta verità dichiara che fu proprio in quel luogo che Jim Morrison perse la vita, per essere poi trasportato dalla sua compagna e da un nugolo di amici fino a casa, nel tentativo di rianimarlo mettendolo in una vasca di acqua ghiacciata, dopo una overdose di stupefacenti.

Era in Rue Beautreillis 17 al terzo piano nel quartiere Marais.

Quando nel mio itinerario parigino giunsi a quell’abitazione, osservai le finestre, il grande ingresso e i luoghi dove Jim e Pam trascorrevano i loro giorni in quella via piccola e riservata. Un minuto ristorante e una libreria ancora adesso molto fornita e dal magico fascino di un tempo passato.

Non si sa molto di quel periodo francese, non si sa neppure come un uomo diviso tra musica teatro e poesia, sia riuscito a dimettersi dalle scene dello spettacolo, per andare a rifugiarsi in un posto mille miglia lontano da L.A. per immergersi in una cultura europea e ispezionarsi l’anima, anch’essa in ricerca dei grandi poeti francesi. La creatività è un bisogno che nasce dall’istinto, che spinge verso la gola e la mente fino a liberarne il respiro e la necessità di cambiare. Il turbinio del mutamento, la spasmodica e continua quasi ossessiva ricerca di pace in una guerra esistenziale interna, quasi senza fine.

Andai al Café de Flore e allo storico Les Deux Magots, due bar nel quartiere Saint Germain, dove Jim Morrison era solito trascorrere le sue giornate, sorseggiando vino e leggendo libri dei suoi artisti preferiti, appuntando brevi scritti su un bloc-notes che portava sempre con sè. Quei luoghi erano rimasti così, identici come nelle fotografie scattate nel 1971. Stesse insegne, stessi tavoli, stesso via vai di gente e di sguardi curiosi. Mi immaginai quel tempo, profumato di gioventù colorata e hippy, con i capelli lunghi e la voglia di cambiare il mondo in nome della pace, dell’arte e dell’amore.

Parigi era la Senna dove su quelle isole tagliate al centro, il Re Lucertola era solito passeggiare, attraversando ponti e rimirando il flusso lento dell’acqua che scorreva in modalità più lenta, rispetto alla sua vita vissuta in America fino a qualche mese prima.

Osservai tutto questo. E pensai come la storia della musica sia anche storia di tutti noi. Mi ritrovai a guardare quei luoghi letti in molti volumi sulle orme di Jim Morrison. Mi rammaricai pensando che una grande mente creativa potesse aver perso il senso e il dominio dell’arte per cadere nella trappola degli eccessi e del dolore. Mi soffermai ricordando quelle vie di passi lenti, quei bar di caffè e letture, quella casa di serate e notti e quel locale dalle – porte – chiuse

Lasciai così quella città, tenendo con me quel viaggio della memoria, con quel piccolo soffio di fantasia e sogno con il quale sono compagno fin dall’inizio della vita, ricordando un libro letto nel passato scritto da un giovane parigino il quale raccontava che: Jim Morrison era vivo.

Guido Tognetti

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