Condividi l'articolo:

Era il 1971, la televisione in soggiorno  accesa, io ero nella mia cameretta, non vedevo le immagini ma ascoltavo in sottofondo la trasmissione “Teatro 10“, se non sbaglio.

Io iniziavo a  scrivere le mie prime poesie, scrivevo.. scrivevo quando Alberto Lupo annunciò il titolo della canzone “Pensieri e parole“, rimasi impietrito e poi esclamai!!!! “m’anno fregato la canzone!”.

Sì perché io avevo scritto pensieri o parole e da quella canzone mi innamorai del genio della musica.

A 15 anni circa misi su un complessino di quelli beat, scrissi altre canzoni che un giorno decisi di spedire alla RCA con l’ingenuità  e la genuinità  di un ragazzo, scrissi sul pacco DA RECAPITARE AL SIGNOR LUCIO BATTISTI.

Quando tornavo da scuola chiedevo  a mia madre….. “A maah   che m’ha telefonato un certo Lucio?………”
“un certo chi??????” “vabbè lassà stà“, naturalmente quella telefonata non arrivò mai.
Ma sognavo sempre di leggere il mio cognome sulle copertine dei dischi di MOGOL-GIULIANI- BATTISTI sempre più credulo che la cosa potesse accadere.
Passarono gli anni e la famiglia prese il sopravvento sulla musica.

Quando nacque il mio primo figlio lo addormentavo con “La canzone del sole“.
Dopo un anno e mezzo nacque la mia seconda figlia e anche lei l’addormentavo con lo stesso metodo quando una sera vicino alla culla lui le prese la mano e gli cantò nel suo linguaggio “oh manenè oh manenè“. …….

Qualche giorno dopo la morte di Lucio scrissi una lettera virtuale a Mogol dove in poche parole gli dicevo che ……
visto che Lucio non c è più e tu da anni non collabori più con noi penso che  sia giunto il momento di chiudere la nostra collaborazione…

avevo 40 anni si…. ma con l’ingenuità e la genuinità di quel ragazzo che ero

Bruno Giuliani