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IL MARCHESE DEL GRILLO “ spegne” 40 candeline!

“Il Marchese del grillo” è un film del 1981 diretto da Mario Monicelli e interpretato da Alberto Sordi, con Paolo Stoppa e Flavio Bucci.

Una pellicola dai più vista e rivista ma che non stanca mai.

Siamo nel 1809 a Roma e il marchese Onofrio del Grillo, un nobile romano alla corte di papa Pio VII passa le sue giornate tra osterie, relazioni amorose clandestine e un atteggiamento non visto di buon occhio dalla sua famiglia di educazione autoritaria e conservatrice. Il principale passatempo per il marchese è fare scherzi di cui spesso è vittima proprio la sua famiglia.

Poi un casuale incontro con Gasperino, povero carbonaio alcolizzato e suo incredibile sosia ispirerà al nobile lo scherzo più bello: mentre il popolano si troverà nel letto del Marchese del Grillo, vestito di tutto punto, il vero Onofrio, nelle vesti di Gasperino, ne combinerà di tutti i colori!

Un film che ha fatto la storia del cinema con una delle migliori interpretazioni di Alberto Sordi di cui oggi, nel quarantennale dell’uscita sul grande schermo,ne andiamo a conoscere alcune curiosità.

Partiamo dalla frase cult “Mi dispiace, ma io so’ io e voi non siete un cazzo!” pronunciata dal Marchese ai popolani con cui si era accapigliato in hostaria. E’ una citazione del sonetto di Giuseppe Gioacchino BelliLi soprani der Monno” che inizia così  “C’era una vorta un Re cche ddar palazzo, mannò ffora a li popoli st’editto:’ Io sò io, e vvoi nun zete un cazzo’”.

Il capo brigante, Don Bastiano, anziché da Flavio Bucci doveva essere interpretato da Gigi Proietti. Ma mentre Sordi e Proietti prendevano accordi per la realizzazione del film, al grande mattatore, recentemente scomparso, arrivò l’offerta di realizzare la mini serie RAI “Fregoli” sul noto attore romano più volte indicato dallo stesso Proietti come il modello a cui si ispirava. Fu proprio Proietti a segnalare Bucci a Sordi come possibile sostituto.

Il Marchese del Grillo doveva essere girato già negli anni 60! Da Hollywood erano giunte diverse proposte ad Alberto Sordi che però non le aveva giudicate valide. Un progetto sulla nota figura della casata dei Grillo era un’ispirazione  anche di Aldo Fabrizi che, nel momento in cui il film uscì nelle sale, rilasciò alcune piccate dichiarazioni contro Sordi accusandolo perfino di “furto di idee”. La storia ci insegna che Fabrizi, amico e mentore di Sordi, alla fine riempì di complimenti Albertone e la pace scattò, come sempre tra i due, davanti a un piatto di pasta alla carbonara!

Per quanto riguarda il cast, Sordi non vide da subito di buon occhio Giorgio Gobbi, attore che interpreta Ricciotto, fedele servitore del marchese. Come Gobbi ha dichiarato in un’intervista a Radio2, infatti, Albertone lo riteneva troppo giovane. Sul set, dapprima scettico, Sordi dovette ricredersi.

Quella del Marchese del Grillo è una delle interpretazioni memorabili di Alberto Sordi, molto cara a tutti tanto che proprio una frase del film è stata scelta come epitaffio sulla tomba dell’attore romano. “Sor Marchese, è l’ora” è la celebre scritta riportata sulla lapide che si trova al cimitero Verano di Roma.

 

Paolo Famiglietti

 

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