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Mettiamocelo bene in testa: il 3 Aprile è solo una data buttata lì per dare un orizzonte alle nostre speranze, un giorno da segnare sul calendario per poter fare il conto alla rovescia, ma io voglio avvertire tutti che non sarà così.

Il periodo di “reclusione” sarà molto più lungo e non si possono creare false speranze, perché poi sarà impossibile tenere a bada un popolo stremato. Io non voglio avere sulla coscienza il silenzio. Prepariamoci a restare in casa per molto tempo in più. Quanto? Non lo so ma credo sia verosimile inquadrare la fine di Aprile per avere le idee più chiare.

Per chi protesta, per chi si lamenta, sappiate che fuori della porta di casa ci aspetta la morte. Sono sempre stato molto realista ed anche stavolta voglio responsabilizzare ognuno di Voi. E’ dura, è difficile ma credetemi: non poter salutare un nostro caro, non potergli tenere la mano nell’ultimo istante della sua vita, è prova ben più dura rispetto a diventare un tutt’uno con il divano di casa.
Credetemi.

Luca Casciani