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Il 21 marzo del 1964, si svolge la finale del nono “Gran Premio Eurovisivo della Canzone”. Lo spettacolo viene ospitato al Tivolis Koncertsal a Copenaghen (Danimarca), in seguito alla vittoria di Grethe e Jørgen Ingmann al concorso del 1963 a Londra, nel Regno Unito, con la canzone “Dansevise“.
A condurre il programma, la nota attrice danese Lotte Wæver, mentre il commento italiano viene affidato a Renato Tagliani.

I paesi in gara sono quindici (con l’esclusione della Svezia). Gli artisti più in competizione sono: Rachel, rappresentante della Francia (con “Le chant de Mallory”), l’inglese Matt Monro (noto per aver cantato il tema dal film “Agente 007 – Dalla Russia Con Amore”) con la sua “I Love The Little Things”, Udo Jürgens in rappresentanza dell’Austria con “Warum nur, Warum”. A difendere i colori italiani, Gigliola Cinquetti, trionfatrice a sorpresa del XIV Festival di Sanremo, con la sua “Non ho l’età”. La sedicenne veronese suscita una grande attenzione da parte degli organi di stampa grazie alla sua giovane età e alla sua elegante compostezza, che le hanno già permesso di conquistare il difficile pubblico francese, nella recente partecipazione al programma tv “Musicorama”. Il direttore d’orchestra che l’affianca è l’esperto Franco Monaldi.

Finora l’Italia non ha avuto straordinarie affermazioni: due terzi posti (nel 1958 con Domenico Modugno e la sua “Nel blu, dipinto di blu” e nel 1963 con Emilio Pericoli che cantò “Uno per tutte”).

Lo spettacolo si svolge con estrema eleganza e fasto, malgrado un piccolo incidente che rischia di turbare il corso della kermesse: verso la metà dello show un uomo sale sul palcoscenico brandendo un cartello su cui è scritto “Boicottate Franco e Salazar” (all’epoca dittatori di Spagna e Portogallo), venendo bloccato dagli addetti di sala e consegnato agli agenti di polizia.

Il successo di Gigliola Cinquetti appare subito netto e senza ostacoli: le giurie le assegnano ben 49 punti, mentre la seconda classificata, l’Inghilterra (con Matt Monro) ne ottiene 17 e il Principato di Monaco (con Romuald) ne conquista 15.

Il trionfo italiano di “Ola” viene salutato con grande favore dalla stampa internazionale e la giovane veronese viene subissata di congratulazioni, telegrammi e offerte di lavoro da tutta Europa.

La settimana seguente la vittoria, “Non ho l’età” torna al primo posto in classifica nel nostro Paese, conquistando in seguito le hit parade internazionali con le versioni in lingua di questo motivo: “This Is My Prayer” (inglese), “Je suis a toi” (francese), “No tengo edad” (spagnolo) e “Luna nel blu” (tedesco).

Ciao!

David Guarnieri