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Tra le decine di chitarristi che la musica rock ci ha regalato in oltre 50 anni, Carlos Santana è il più riconoscibile. Basterebbe questo per fare gli auguri al famoso musicista messicano, che oggi  compie 73 anni e che non ha nessuna intenzione di fermarsi.

Un suono inconfondibile, il suo. Santana ha inventato un genere, il cosiddetto latin rock, fatto non solo di ritmi latini, ma anche dell’uso di ogni genere di percussione e di sezioni ritmiche. Un genere che si è portato dietro in tutte le sue band, dove hanno suonato e suonano tuttora artisti fantastici, e che ha influenzato pesantemente la musica pop, in cui lui stesso,negli anni ,ha fatto incursioni sempre più numerose, destando anche qualche perplessità.

Ma a Santana si può perdonare tutto, perché buona parte dei soldini che mette insieme con qualche discutibile iniziativa, finiscono agli orfani della sua Fondazione Milagro, per cui si è speso e ha speso moltissimo, come pure per i poveri delle cittadine messicane – Autlàn de Navarro e Tijuana – in cui è nato e ha vissuto prima di trasferirsi a San Francisco.

Dopo aver fatto il lavapiatti e il musicista di strada, si era fatto notare al Fillmore West, il leggendario club di Bill Graham, l’uomo che lo porterà al famoso Festival di Woodstock. Da perfetto sconosciuto a star in 24 ore: era il 1969 e quella miscela di rock, blues, soul e ritmi latini ebbe un successo clamoroso, grazie a hit famosissime come Oye Como Va, Evil Ways e Black Magic Woman.

La chitarra di Santana arriva spesso al numero uno della hit parade con brani del calibro di Samba Pa Ti, Europa e Moonflower.

Dopo un periodo di crisi creativa,il grande ritorno di Santana è avvenuto quasi all’improvviso nel 1999, grazie all’idea di un magnate dell’industria del disco, Clive Davies, lo stesso che nel 1969 gli aveva fatto firmare il primo contratto. È di Davies l’idea di fare un album zeppo di ospiti-star come Eric Clapton, Lauryn Hill,Dave Matthews e i Manà, solo per citarne qualcuno.

L’album si intitola “Supernatural “e contiene due hit clamorose: Smooth e Maria Maria, canzone che ha dato il nome a una catena di ristoranti messicani fondata dall’accorto Santana.

In quell’anno l’album ha venduto 15 milioni di copie (sugli 80 milioni venduti da Santana in carriera) solo negli Stati Uniti, ha vinto otto Grammy più tre Latin Grammy ed è il maggior successo commerciale di Santana.

A questo ben di Dio non vanno dimenticate le collaborazioni con giganti come Herbie Hancock, Jefferson Airplane fino ad Aretha Franklin, John Lee Hooker e Bob Dylan.

E allora che altro aggiungere se non un gigantesco “Happy Birthday, Mr. Santana”!

Paolo Famiglietti

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