Condividi l'articolo:

1966
La terza edizione del “Festivalbar” viene presentata il 21 aprile 1966, in un incontro al Circolo della Stampa. L’ideatore e organizzatore Vittorio Salvetti annuncia che i motivi in gara verranno distribuiti in ventimila juke-box sparsi in tutta Italia. La manifestazione assume un’importanza sempre maggiore, anche se la Rai continua a non trasmettere la finale, dedicandole solo uno spazio nella trasmissione “Cronache italiane”. Malgrado ciò, i big della musica italiana e non solo, si iscrivono alla gara, nella speranza di lanciare i propri successi per l’estate.

Tra i gareggianti ci sono: Nicola D’Alessio con “Sangue amaro”, Pino Donaggio con “Io mi domando”, Ricky Gianco con “Credi che…”, Wilma Goich con “L’uomo di ieri”, Gino Paoli con “A che cosa ti serve amare”, Leo Sardo con “Questa sera come sempre”. Tra gli stranieri, i Beach Boys con “Sloop John B.”, Sacha Distel con “Signor Cannibale”, Les Surfs con “Meritavi molto di più”, gli Yardbirds con “Shapes Of Things” e, addirittura, i Rolling Stones con “Con le mie lacrime” (versione italiana di “As tears go by”, lanciata da Marianne Faithfull).

Rispetto alle prime due edizioni, il concorso ottiene un incremento di voti: 534.142 sono le cartoline spedite dal pubblico votante. La serata finale si svolge a Salice Terme (in provincia di Pavia), il 15 settembre 1966.

A vincere la competizione è Caterina Caselli, che conferma il successo ottenuto al Festival di Sanremo con “Nessuno mi può giudicare”. “Casco d’oro” trionfa con il brano “Perdono” (firmato da Mogol e Piero Soffici), che conquista 72.814 voti, superando Little Tony con “Riderà” (brano che lo vedrà secondo classificato anche al “Cantagiro” di quell’anno). Terza è Petula Clark con la sua “L’amore è il vento”. Il giovane premiato è il siciliano Gidiuli con il brano intitolato “Grazie”.

Tra gli ospiti d’onore della finale: Françoise Hardy (“La maison où j’ai grandi”, versione francese de “Il ragazzo della via Gluck” di Adriano Celentano), Milva (“Blue Spanish Eyes”), Michel Polnareff (“Una bambolina che fa no, no, no…”), Bobby Solo (“Per far piangere un uomo”) e Sonny & Cher con “Little Man”, in assoluta anteprima in Italia. Sonny si presenta con una tuta rossoblu da ergastolano, mentre Cher, oltre ai capelli lunghissimi, indossa degli orecchini che le arrivano fino alle spalle.

1967
Quarta annata di gara per il “Festivalbar”. Il juke-box è ormai un amico fedele degli italiani: oramai sono 30 mila gli apparecchi distribuiti su tutto il territorio nazionale.

La kermesse viene presentata il 13 maggio 1967 (al Circolo della Stampa di Milano), alla presenza di Vittorio Salvetti, vero e proprio “Deus ex machina” del concorso. Per quel che riguarda la gara c’è una novità: l’istituzione di una distinta competizione: “Serie Oro” (per i big) e “Serie Verde” (per i giovani).

Tra i big presenti: Adamo (“Insieme”), Orietta Berti (“Ritornerà da me”), i Los Bravos (“Trapped”), Pino Donaggio (“Un brivido di freddo”), Wilma Goich (“Se stasera sono qui” di Luigi Tenco), Tom Jones (“Funny Familiar Forgotten Feelings”), Riki Maiocchi (“Prendi fra le mani la testa” di Mogol/Battisti), New Vaudeville Band (“Peek-A-Boo”) e i Nomadi (“Dio è morto”).

Tra i partecipanti alla sezione giovani: Lino Altieri (“Fammi un sorriso”), i Delfini (“La speranza è giovane”), Andrea Lo Vecchio (“Ho scelto Bach”, scritta assieme a Roberto Vecchioni), Paola Musiani (“La facciata A”), Niky (“Tu dici ciao”), Raph e i Copertoni (“Hai qualche cosa in più”) e Sonia (“Mama”).

La finale, per la prima volta trasmessa dalla Rai (con il titolo di “Juke-Box Sottovoce”), si svolge a Salice Terme, il 31 agosto del 1967. Le cartoline-voto sono in netto aumento rispetto all’edizione precedente: 744.513.

A vincere nella sezione giovani è Al Bano, con il brano “Nel sole”, che supera i Ribelli (“Pugni chiusi”) e Marisa Sannia (“Sarai fiero di me”). Nel girone dei big, il trionfatore è Rocky Roberts, con la celebre “Stasera mi butto”, che totalizza ben 109.812. Seconda è Caterina Caselli con “Sono bugiarda” e Little Tony si classifica terzo con “Peggio per me”.

Lo show conclusivo si segnala per l’assenza di uno dei due ospiti d’onore: Lola Falana, che avrebbe dovuto cantare “Tutta donna”, ma la show-girl americana diserta lo spettacolo. Malgrado ciò, la serata viene elevata dalla prestigiosa presenza di Dionne Warwick, la quale appare dopo essersi sposata nella stessa giornata a Milano, per la seconda volta, con William David Elliott (da cui aveva divorziato da soli tre mesi). La bravissima cantante statunitense incanta il pubblico interpretando la splendida “I Say A Little Prayer” di Burt Bacharach e Hal David.

David Guarnieri

Ascoltaci sui 99.0 FM a Roma e Provincia, 94.0 FM a Latina e Provincia, sul Canale 680 del Digitale Terrestre TV in tutto il Lazio, sulle app gratuite “RTR 99”, sugli smart-speaker, sui principali media-player TV.