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1970
La settima edizione del “Festivalbar” viene presentata al Circolo della Stampa di Milano, il 12 maggio 1970, presieduta come sempre da Vittorio Salvetti. La novità più importante è la creazione di quattro serie competitive: dopo la serie “rosa”, riservata ai big del pop italiano e internazionale e quella “verde”, con il confronto tra i giovani artisti, arriva quella cosiddetta “gialla”, riservata ai complessi e quella “oro”, dedicata alla musica classica. L’ufficio stampa della kermesse fa notare – con particolare orgoglio – che nel 1969, più di un milione di persone, hanno partecipato alle votazioni per eleggere i brani vincenti.  In questa edizione sono 38.000 i juke-box che dovranno giudicare le canzoni in gara. Tra i protagonisti nella sezione “big”: Al Bano (“Quel poco che ho”), Gigliola Cinquetti (“Solo un momento d’amore”), Joe Dassin (“Champs Elysees”), Tony Del Monaco (“Cuore di bambola”), Franco IV e Franco I (“Tu bambina mia”), Robin Gibb (“August October”), Enzo Jannacci (“Mexico e nuvole”), Fausto Leali (“Ave Maria No Morro”), Nada (“Che bugia”), Carlos Rico (“Gioca bambino”), Mario Tessuto (“Blu, notte blu”) e Wess (“Tu che non mi conoscevi”).

Tra i giovani partecipanti al “Discoverde”: Paola Battista (“Hai bruciato il mio cuore”), Ico Cerruti (“Il mondo di Arlecchino”), Graziella Ciaiolo (“Vedo lui”), Dominga (“Cieli azzurri sul tuo viso”), Le Voci Blu (“Emanuela, Gianna, Luisella”), Sergio Menegale (“Odio e amo”), Pilade (“Tacata”), Rosalino (“Passeggiata”), Patrick Samson (“Vola, vola, va”), Armando Savini (“Buttala a mare”) e Roberto Soffici (“Il tocco caldo dell’amore”).

Nella categoria “Gruppi” ci sono: Gli Alluminogeni (“L’alba di Bremit”),  Califfi (“Acqua e sapone”), Equipe 84 (“Il sapone, la pistola, la chitarra e altre meraviglie”), Formula 3 (“Sole giallo, sole nero”), Nuovi Angeli (“Quando Giulia tornerà”), Ricchi e Poveri (“In questa città”), Shocking Blue (“Mighty Joe”) e Tee-Set (“Ma belle amie”).

La grande novità è rappresentata dalla “Serie Classica”. Ne fanno parte tra gli altri: Salvatore Accardo (“Il cigno” di Camille Saint-Saëns), Leonard Bernstein (“Lo Schiaccianoci” di Pëtr Il’ič Čajkovskij) e Herbert von Karajan (“Danza d’anitra” di Edvard Grieg).

Il 29 agosto 1970 vengono diramati i vincitori nella serata finale in onda dal Linta Park di Asiago, trasmessa il 10 settembre, con la regia di Francesco Dama e la conduzione di Vittorio Salvetti e Rosanna Vaudetti.

Per i big trionfa Lucio Battisti con “Fiori rosa, fiori di pesco”, che supera Orietta Berti, seconda con “Fin che la barca va” e Patty Pravo, terza piazzata con “Per te”, sempre firmata Mogol/Battisti, che si presenta in palcoscenico con un vincente mix di eleganza e sensualità.

Nella sezione “gruppi”, il primo premio va senza alcuna discussione agli Aphrodite’s Child con “It’s Five O’ Clock”, che hanno la meglio sui Camaleonti (“Ti amo da un’ora”) e i Dik Dik (“L’isola di Wight”). Il giovane laureato è Christian con il brano “Firmamento”, che precede Giuliano (“Il ballo dei fiori”) e Romina Power (“Armonia”). mentre il riconoscimento per la categoria “classica” va ai Soliti Veneti di Claudio Scimone, con “Concerto per due mandolini” di Antonio Vivaldi, che superano il “Concerto di Aranjuez” di Joaquin Rodrigo eseguito da Narciso Yepes e Arturo Benedetti Michelangeli con la “Sonata n. 104 di do maggiore” di Alessandro Scarlatti. L’omaggio alla musica classica, malgrado il coraggio e le buone intenzioni di Salvetti, non conquista il pubblico giovane, maggiormente attratto dai cantanti e dai gruppi pop: non a caso, rispetto al 1969, il calo dei votanti è sensibile (da 1.052.000 a 634.751 preferenze). Gli ospiti della serata finale sono Little Tony con “Cuore ballerino” e Al Bano con “Quel poco che ho”. L’assenza nel gala di chiusura di Romina Power desta una certa suspence, ma il neo marito si affretta a chiarire: “Romina non ha nulla di serio, solo una banale influenza”.

1971
Dopo un’edizione non troppo fortunata (quella del 1970), l’ottavo anno del Festivalbar si presenta come una svolta: il concorso intende proporre ciò che di più tipico ed aperto offre la produzione discografica. La gara viene presentata alla stampa il 6 maggio 1971: i juke-box che determinano la classifica finale sono 40 mila in tutta Italia. I concorrenti sono solo venti (una sola categoria, rispetto alle quattro dell’anno precedente). Il vincitore del 1969 e del 1970, Lucio Battisti, partecipa solo fuori gara, con “Pensieri e parole”. I protagonisti sono molteplici (e assai variegati): da Fausto Leali (“America”) ai Dik Dik (“Vendo casa”), dai Creedence Clearwater Revival (“Molina”) a Peppino Gagliardi (“Sempre… sempre”) dai Nuovi Angeli (“Donna felicità”) a Ombretta Colli (“Lu primmo ammore”), da Mino Reitano (“Era il tempo delle more”) a Orietta Berti (“Via dei ciclamini”), da Alberto Anelli (“Mezzanotte”) a Pascal (“All’ombra”), dai New Trolls (“Concerto Grosso”) ai Rolling Stones (“Brown Sugar”). Il 16 settembre, la Rete 2, trasmette la serata finale, con la conduzione di Vittorio Salvetti (e la regia di Romolo Siena), ospitata nella bellissima Piazza del Municipio di Asiago. Tra gli ospiti: oltre allo stesso Battisti, Michel Delpech (“Per un flirt”), i Capsicum Red (“Ocean”), la Formula 3 (“Eppur mi son scordato di te”), Little Tony (“Vento corri… la notte è bianca”), Fabrizia Vannucci (“Una conquista facile”), i Pop Tops (“Mamy Blue”), il coro vocale “Asiago” diretto da Ilter Pelosi, Mita Medici (“Una storia come tante”) e pure il musicista spagnolo Waldo de Los Rios, che propone un arrangiamento moderno della “Sinfonia n. 40 in Sol Minore” di Wolfgang Amadeus Mozart, destinato ad ottenere un grande successo in tutta Europa.

I risultati dell’Istat, che hanno monitorato tre mese di gettonature al juke-box, dichiarano vincitore Demis Roussos con “We Shall Dance”, che ottiene 193.721 voti, superando in dirittura d’arrivo la favorita Iva Zanicchi (“La riva bianca, la riva nera”), la quale, saputi i risultati, diserta la serata conclusiva. Terzi piazzati i Pooh con “Tanta voglia di lei”.

A non farsi vedere nel gala di chiusura anche Orietta Berti: il suo motivo in gara si è piazzato piuttosto male (dodicesimo) e la placida cantante emiliana decide polemicamente di restare a casa.

David Guarnieri

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