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La dodicesima edizione del Festivalbar viene presentata il 23 maggio del 1975. La grande novità è rappresentata dalla sede che ospiterà il 30 agosto la finale della competizione: la stupenda Arena di Verona.

Trentacinquemila sono i juke-box che ospitano i 30 motivi in gara. Oltre ai consueti votanti con le schede per la gettonatura, per alcune domeniche, duemila vigili urbani di alcune località di villeggiatura, rilevano le votazioni sugli appositi apparecchi inseriti nelle macchine musicali. Per la prima volta, il concorso prevede una scrematura per i finalisti: da 30, i protagonisti dello show conclusivo diventeranno 15. Il patron della rassegna, Vittorio Salvetti dichiara: “Quest’anno ci sono due novità: le eliminatorie e la totale assenza di brani presentati al “Disco per l’estate”. In pieno accordo con la Rai abbiamo voluto distinguere definitivamente il “Festivalbar” dalla loro manifestazione”.

Tra i bocciati: Adriano Pappalardo (“Mi basta così”), Sylvie Vartan (“Questa sporca vita”), Dave (“Runaway”), il Giardino dei Semplici (“M’innamorai”), Josè Augusto (“Candilejas”), Bloody Mary (“Serenata”), El Tigre (alias Alberto Anelli con “Baby”), Les Humphrey Singers (“Top Szene Hamburg”), Simonluca (“Basta per favore”), Mersia (“Amava”), Opera (“Donna di chi”), Le Orme (“Sera”), Reverberi (“Giulietta ’75 – Preludio Opera 28 n. 4 di Chopin) e, incredibilmente, una delle protagoniste di questi anni, Marcella, che non conquista il pubblico votante con la sua “E quando”. Tra i finalisti, spiccano i nomi di Gianni Morandi (“Un mondo di frutta candita”), Baiano & Os Caetanos (Bate Patu), Mia Martini (“Donna con te”), Barry White (“What Am I Gonna Do With You”), Paolo Frescura (“Bella dentro”) e Demis Roussos (“From Souvenir To Souvenir”), Santo & Johnny (“Senza perdono”), Genova & Steffen (“Piano piano”), Daniel Sentacruz Ensemble (“Aguador”), Cugini di Campagna (“64 anni”), Piergiorgio Farina (“Il Padrino – Parte II”) e Gary Walker (“Hello, How Are You?”).

Il gala di chiusura va in onda l’11 settembre 1975, con la conduzione di Vittorio Salvetti e la regia di Gian Carlo Nicotra. I presenti nell’Arena di Verona sono 25 mila e ben 5 mila in piazza Bra. A Salvetti non riesce il grande colpo di avere come ospiti d’onore Ike & Tina Turner e Barry White, a causa delle enormi richieste economiche. In compenso ci sono: Suzi Quatro (“Your Momma Won’t Like Me”), l’Orchestra Spettacolo Casadei (“Giramondo”) e Claudio Baglioni, vincitore dell’edizione 1974, che canta “Sabato pomeriggio”, “Poster” e “Questo piccolo grande amore”. Le star più attese sono il celebre tenore spagnolo Placido Domingo, che interpreta “Un uomo tra la folla” (di Tony Renis e Alberto Testa), arrangiata da Ennio Morricone e Charles Aznavour, che propone “Noi andremo a Verona”. Entrambi vengono ingiustamente sommersi dai fischi del pubblico giovanile, ma, stoicamente, con grande professionismo, terminano la loro esibizione. L’indomani, il grande chansonnier francese, furioso, dichiara alla stampa: “Non canterò mai più di fronte a trentamila persone scatenate. Non sono il mio pubblico”. Tra una canzone e l’altra appare la ballerina classica Elettra Morini, nei panni di Giulietta, danzando la famosa “Arlecchinata” di Charlie Chaplin, accompagnata dal pianista Luigi de Gobbi.

Il trionfatore è Drupi con la sua canzone “Due” (94.921 voti), che supera di poco Gloria Gaynor (“Reach Out I’ll Be There”), che raccoglie 90.700 voti, ma si consola con gli applausi maggiori della serata (nonché ad avere un maggiore successo in classifica) e le meteore Beano (“Candy Baby”) che si piazzano al terzo posto. A seguire, Demis Roussos, Barry White, Gianni Morandi e Mia Martini, la quale registra la sua esibizione ma viene tagliata in fase di montaggio, poiché già presente in quelle settimane nel cast dello show tv “La compagnia stabile della canzone, con varieté e comica finale” di Enzo Trapani. Allora le regole della Rai erano davvero ferree.

Anche la dodicesima edizione del “Festivalbar” si conferma un grande successo di pubblico, di voti, di vendite discografiche e di affermazione mediatica. Ormai è la manifestazione più importante d’Italia e ha superato ampiamente il Festival di Sanremo, che dovrà attendere l’inizio degli anni Ottanta per tornare agli splendori degli anni d’oro.

David Guarnieri

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