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A metà degli anni Settanta, le manifestazioni canore subiscono una evidente crisi. Il Festival di Sanremo non registra di certo i consensi di qualche anno prima, il “Disco per l’estate” mostra la corda (non a caso verrà chiuso nel 1975) e pure l’amata “Canzonissima” viene declassata alla domenica pomeriggio, con un netto calo di gradimento, andando anch’essa incontro alla soppressione, dopo la tragicomica puntata conclusiva del 6 gennaio 1975.  L’unica manifestazione a salvarsi dalla crisi è senz’altro il “Festivalbar”, che si afferma sempre più.

L’undicesima edizione della manifestazione viene presentata al Circolo della Stampa di Milano il 20 maggio 1974 dall’organizzatore Vittorio Salvetti.

I motivi in gara sono ben 28, con ben sedici presenze di gruppi rispetto ai 12 solisti. Tra i partecipanti: Angeleri (“Lisà Lisà”), Camaleonti (“Il campo delle fragole”), i Cugini di Campagna (“Innamorata”), Dik Dik (“Help Me”), Le Figlie Del Vento (“Benedetto chi ha inventato l’amore”), Gens (“Quanto freddo c’è negli occhi tuoi”), Grand Funk (“The Locomotion”), Nomadi (“Tutto a posto”), Panda (“Addormentata”), Maurizio Piccoli (“Metamauco”), Romans (“Il mattino dell’amore”), Johnny Sax (“Snoopy”), Sissi (“Lui mi è rimasto nel cuore”).

Le presenze più importanti sono quelle di Suzi Quatro con “Devil Gate Drive”, Patty Pravo con la trasgressiva “Quale signora”, che inneggia all’uso della “pillola anticoncezionale”, Ike & Tina Turner con “Sweet Rhode Island Red”,  Demis Roussos con “Someday, Somewhere” e James Last che ripropone in chiave “pop” la celeberrima “Romance, per violino e orchestra in Fa maggiore, opera 50” di Ludwig Van Beethoven, divenuta poi tema pubblicitario per il brandy “Vecchia Romagna”.

I giovani su cui punta maggiormente Salvetti sono tre: il sentimentale Sandro Giacobbe con “Signora mia”, il trasgressivo Renato Zero (su cui punta molto la Rca, ma che non riesce a sfondare) con “Il tuo safari” e la sensuale Loredana Bertè, che si propone per la prima volta come cantante con l’album “Streaking” (divenuto famoso per il nude look sfoggiato nel servizio fotografico), da cui è tratta la canzone “Volevi un amore grande”, scelta per la competizione.

La serata finale si svolge nella splendida piazza centrale di Asiago, il 24 agosto ’74 (mentre lo show viene trasmesso in tv il 19 settembre, con la regia di Gian Carlo Nicotra). Salvetti fa predisporre uno speciale “Eidophor” a colori con schermo gigante, in grado di trasmettere su schermo delle immagini ingrandite ed effetti particolari.

A pochi giorni dalla cerimonia di chiusura, i favoriti sono cinque: i Daniel Sentacruz Ensemble con “Soleado”, gli Alunni del Sole con “Jenny”, Claudio Baglioni con “E tu”, Drupi con “Piccola e fragile” e Marcella con “Nessuno mai”. A vincere è Claudio Baglioni (che ottiene 93.716 voti), che batte di pochissimo Drupi, mentre la medaglia di bronzo viene assegnata a Marcella. A seguire: Daniel Sentacruz Ensemble, Alunni del Sole e Sandro Giacobbe. La proposta pop-sinfonica di James Last viene discretamente apprezzata (8° posto), mentre l’aggressiva Suzi Quatro è la prima tra i cantanti stranieri (14° posto). La debuttante Loredana Bertè si permette il lusso di venire presentata dalla sua celebre sorella maggiore, Mia Martini (vincitrice del “Festivalbar” 1972 e 1973), ma i voti raccolti non sono eccessivi. Insufficiente anche il piazzamento di Patty Pravo, la quale non la prende affatto bene e fa sapere di non volersi presentare ad Asiago, dichiarando: “Io sono un’artista e non vado in mezzo a cantanti di serie B”. Assenti anche i Daniel Sentacruz Ensemble, che si consolano col successo internazionale della loro “Soleado”.

I due primi classificati Baglioni e Drupi dividono equamente i favori del pubblico femminile: romantico e sognante quello del cantautore romano, grintoso e fatalista quello del cantante pavese, che manda le fan in solluchero con la sua voce roca e raschiata. Non a caso i più applauditi dai diecimila accorsi ad Asiago sono loro. Un particolare successo lo ottengono anche gli ospiti d’onore: Piergiorgio Farina con la storica “In The Mood” di Glenn Miller, Ely Neri e il valzer di “Fuochi d’artificio”, i Velvet Glove con il rock di “Sweet Was My Rose” e il grandissimo Astor Piazzolla con la stupenda “Libertango”.

Anche l’undicesima edizione del “Festivalbar” si conferma un successo di pubblico, di voti e di vendite di dischi. Malgrado ciò, l’organizzatore Vittorio Salvetti dichiara di voler lasciare la sede di Asiago, mancante di una sufficiente struttura alberghiera per contenere pubblico e cantanti (coi loro accompagnatori). I nomi che si fanno per ospitare la finale dell’edizione 1975 sono perlopiù Abano Terme e Cortina. Ma di questo ne parleremo la prossima volta.

Ciao a tutti!

David Guarnieri

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