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FESTIVALBAR STORY: 1980

 

Dopo il grande successo ottenuto dalla 16a edizione del “Festivalbar”, l’organizzatore Vittorio Salvetti comincia a ragionare su come migliorare ulteriormente la kermesse, mettendosi al lavoro già nel mese di settembre del 1979. Il patron veronese decide di dare maggiore spazio alla sezione canora riservata ai giovani talenti, con una serie di appuntamenti atti a selezionare i finalisti per la sezione “Discoverde”. Il 29 aprile del 1980, in una conferenza stampa svoltasi a Milano, Salvetti annuncia le novità riguardanti la gara per i giovani, che si terrà nella piazzetta “Vigo” di Chioggia (Venezia) il 30 e 31 maggio 1980, condotta da Milly Carlucci e Claudio Cecchetto e la presenza di ospiti d’onore come Loredana Bertè, Alberto Fortis, Gigi Sabani, Alan Sorrenti e Viola Valentino. Tra i 25 partecipanti alla gara per i giovani talenti: i Carillon, Ediva, Franco Fasano, Lalla Guia, i Lolliman, Domenico Mattia, Roberto Donno, Donato Ciletti, Mario Guarnera, Il Paese di Alice, Alessio Colombini, Alex Damiani, Milena Caso, Franco Dani. Gli interpreti verranno sottoposti al giudizio del pubblico attraverso 300 radio private e 100 tv locali.

 

L’operazione “Festivalbar” per i big, invece, viene annunciata alla stampa il 14 maggio 1980: a differenza della precedente edizione, non sono previste eliminazioni. Tra i 26 gareggianti: Gianni Bella (Dolce uragano), i Blondie (Call Me), Miguel Bosè (Olympic Games), Toto Cutugno (Innamorati), Pino Daniele (Nun me scuccià), i Decibel (Vivo da re), Riccardo Fogli (Scene da un amore), Alberto Fortis (Prendimi fratello), Dee D. Jackson (S.O.S.), Ivan Graziani (Firenze), Goran Kuzminac (Ehi, ci stai?), Marcella (Baciami), Oliver Onions (Santa Maria), Le Orme (Raccogli le nuvole), i Passengers (The Lion Sleeps Tonight), Michele Pecora (Te ne vai), Premiata Forneria Marconi (Si può fare), Rettore (Kobra), Roxy Music (Over You), Ciro Sebastianelli (Marta, Marta), Uropa (Harmony). Il cast viene completato da alcuni cantanti “fuori gara”: Alunni Del Sole (Cantilena), Alan Sorrenti (Non so che darei) e Umberto Tozzi (Stella stai), in quanto vincitori negli anni passati e i Pooh (Canterò per te), il gruppo “più gettonato” nel 1979.

Il 31 agosto del 1980, dopo un controllo particolarmente approfondito, tra i voti espressi nei 30 mila juke-box sparsi in tutta Italia e con il conteggio delle cartoline che viene effettuato a Ferrara nella sede delle distillerie “Moccia” (l’azienda che offre il prestigioso trofeo al vincitore), alla presenza di un incaricato delle Finanze, si conoscerà la classifica definitiva.

 

Sabato 6 settembre 1980, di fronte a trentamila persone presenti nell’Arena di Verona, si svolge la festosa cerimonia di chiusura, che consegna alla “storia” i suoi trionfatori. Come previsto fin dall’inizio, a trionfare è Miguel Bosè con “Olympic Games” (chiaro omaggio alla XXII edizione dei Giochi Olimpici, che si tiene a Mosca nell’estate del 1980), scritta da Toto Cutugno. La canzone ha ottenuto 10 milioni e 300 mila preferenze. L’interprete italo-spagnolo, definito “il torero della canzone”, fa “letteralmente delirare” le ragazze presenti nell’anfiteatro. Seconda è Rettore con “Kobra”, brano dai forti contenuti sessuali (attenuati da ironiche allusioni), con 9 milioni e 900 mila gettonature. La cantautrice veneta, dichiarandosi “stanca ma soddisfatta”, in realtà avrebbe sperato in una vittoria a pari merito con Bosè, ma poi si è dovuta accontentare della medaglia d’argento. Terzo, a diverse lunghezze dai primi due classificati è Riccardo Fogli con la sua “Scene da un amore”, seguito da Toto Cutugno (Innamorati), Michele Pecora (Te ne vai) e Ivan Graziani (Firenze). Il trionfatore nella sezione giovani, denominata “Discoverde” è Alex Damiani, divo dei fotoromanzi, altro idolo delle ragazzine, al suo debutto come cantante con la sua “Cambierò, cambierai”.

Bosè e Rettore fanno il pieno di applausi tra gli intervenuti all’Arena di Verona, ma risultano assai graditi altri partecipanti: Ivan Graziani, Goran Kuzminac, Marcella, Gianni Bella e Alice; a suscitare meno gradimento, Alberto Fortis, Toto Cutugno e la PFM, che si presenta come “unica band rock in Italia”, ma che ottiene un’accoglienza piuttosto fredda.

Nella serata conclusiva, intervengono altri ospiti d’onore: Alan Sorrenti (Non so che darei), Ron (Una città per cantare), Gianni Togni (Luna), i Gatti di Vicolo Miracoli (Verona Beat), Viola Valentino (Sei una bomba), il ballerino Enzo Avallone (più noto come “Truciolo”) con “Ti chiami Africa”, capace di suscitare grida e svenimenti tra le adolescenti presenti in Arena. Ottimo il risultato ottenuto da una supersexy Loredana Bertè, che presenta la fortunata “In alto mare”, presentandosi con un abito azzurro iper-trasparente, che non lascia nulla all’immaginazione.

La seconda parte della serata, non ripresa dalle telecamere della RAI, vede protagonista Lucio Dalla, che presenta con vere e proprie ovazioni da parte del pubblico, il meglio del repertorio degli ultimi anni (“Anna e Marco”, “L’anno che verrà”, “Quale allegria”, “Milano”) e propone per la prima volta il nuovo singolo, intitolato “Futura”, tratto dall’album “Dalla”, in uscita nel mese di settembre del 1980.

 

La serata finale del “Festivalbar” viene trasmessa dalla Rete 2 RAI, nella serata di domenica 21 settembre 1980. Il patron e conduttore Vittorio Salvetti, si lamenta per la collocazione televisiva, a pochi giorni da un altro evento musicale, ovverosia la “XVI Mostra Internazionale di Musica Leggera” di Venezia, condotta da Amanda Lear ed Enrico Beruschi, organizzata da Gianni Ravera, storico rivale di Salvetti.

 

Anche il 17° “Festivalbar” si conferma un grande successo. In un solo anno, seppur in un momento di grande crisi discografica, i 45, i 33 e le musicassette con i motivi partecipanti alla gara, hanno totalizzato numeri da 4 milioni di copie vendute, con un giro di affari di ben 15 miliardi. Un soddisfatto Vittorio Salvetti dichiara: “I grandi concerti negli stadi del 1980 si sono rivelati degli insuccessi. Guardate il magro risultato ottenuto persino da Bob Marley in Italia. Il suo manager ci ha rimesso almeno trenta milioni. Invece, il Festivalbar si conferma la maggiore manifestazione italiana, di molto superiore al Festival di Sanremo, che quest’anno si è un po’ ripreso rispetto ai disastrosi anni passati, ma che è ben lontano dai fasti del passato” (in realtà, la kermesse sanremese ripartì in modo straordinario dopo pochi mesi, nell’edizione del 1981, n.d.a.).

 

 

Ci ritroviamo la prossima settimana con il “Festivalbar” del 1981.

 

David Guarnieri

 

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