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1964

1964, anno di grazia per la musica leggera italiana (con il trionfo internazionale del Festival di Sanremo, segnato dalla vittoria di Gigliola Cinquetti con “Non ho l’età”, che fece il bis con l’Eurovision Song Contest di Copenhagen), nasce il Disco per l’estate e pure il Festivalbar: il nome è una crasi tra Festival, Juke-Box e Bar.

L’ideatore e organizzatore è Vittorio Salvetti, il quale ha l’idea di premiare, alla fine dell’estate, le canzoni più gettonate nei juke-box. La gara prende l’avvio col la sovvenzione della “AMI”, ditta produttrice di juke-box, che si occupa anche di stampare le cartoline per votare i brani in gara. Chiunque, in possesso di cinquanta lire, può votare il motivo preferito. Ogni settimana viene comunicata la classifica e gli elettori possono partecipare all’estrazione di automobili, apparecchi elettrodomestici, liquori, libri e soggiorni ad Asiago, cittadina che ospita la finale della manifestazione.

Tra i partecipanti alla prima edizione della competizione: Catherine Spaak (L’esercito del Surf), Les Surfs (E adesso te ne puoi andare), Gene Pitney (Resta sempre accanto a me), An’Neris (Dov’ero), Gino Santercole (Attaccata al soffitto), Andrea Lo Vecchio (Dorme la città), Robertino (L’innocenza), Paki e Paki (Lascia stare Susy), Fabrizio Ferrenti (Può dipendere da te).

Il 25 agosto del 1964 vengono proclamati i vincitori. Il trionfatore nei big è Bobby Solo con la sua “Credi a me”, ma il cantante romano non si presenta ad Asiago, adducendo motivazioni un po’ risibili (un’invincibile paura del pubblico), deludendo i tanti ammiratori presenti (soprattutto le adolescenti). I maggiori applausi, quindi, vanno a Pilade, primo classificato tra i giovani con la sua “Ciao, ciao, ciao”.

1965
Dopo il timido successo della prima edizione, il Festivalbar cresce a livello mediatico e pure a livello organizzativo: i juke-box in Italia passano da quattromila a quindicimila. I bar acquistano la macchina per ascoltare musica, con la speranza che il pubblico giovanile aumenti in modo evidente.

Il patron Vittorio Salvetti sceglie, per ospitare la finale del 17 luglio, la Mostra d’Oltremare di Napoli. Tra i partecipanti alla seconda edizione: John Foster (Plein Soleil), Milva (Quando sarai più grande), i vincitori dell’ultima edizione del Festival di Sanremo, i New Christy Minstrels (Stasera gli angeli non volano),  Wilma Goich (Un bacio sulle dita), Fausto Leali (Raccontalo a un altro), la rivelazione di Sanremo ’65, Vittorio Inzaina (Ti vedo dopo messa).

Le cartoline inviate alla fine del concorso sono 412 mila 557. A trionfare è Petula Clark, che ottiene 89.711 con la sua “Ciao, ciao” (versione italiana di “Downtown”), che ottiene anche il maggiore successo nei negozi di dischi. Secondo si piazza Pino Donaggio (Sono nato con te), terzo Little Tony (Ogni mattina) e quarto Gene Pitney (Le ragazze come te).

David Guarnieri