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“Mai vergognarsi di scrivere una melodia che la gente ricorda”

“Ho iniziato a suonare il pianoforte in una piccola band al liceo. Ero terribile. Pensavo di non aver assolutamente alcun talento. Non riuscivo a tenere il tempo”

Con queste due dichiarazioni rese a suo tempo alla stampa, apriamo il nostro omaggio a uno dei maggiori compositori di musica leggera: Burt Bacharach. Questi nasce è nato il 12 maggio 1928 a Kansas City, Missouri, ma è cresciuto a New York City. Figlio dell’editorialista Bert e della musicista Irma Freeman, viene incoraggiato da quest’ultima a tentare la carriera musicale. Il  giovane Bacharach studia musica alla “Mannes School of Music” e alla “McGill University”. Dopo un periodo trascorso nell’esercito americano – durante il quale ha suonato il piano e arrangiato musica per una scuola di ballo – diviene pianista di fiducia di star come Polly Bergen, Steve Lawrence e, nientemeno, di Marlene Dietrich, che accompagnò nelle sue tournée fino al 1964.

Nel 1957, al celebre “Brill Building” di New York, incontra il paroliere Hal David, con cui comincia a lavorare. Il primo successo commerciale fu “The Story Of My Life” (1957) per Marty Robbins: il disco raggiunge in breve tempo la prima posizione nella classifica americana, seguito da un’altra grande affermazione con la canzone “Magic Moments”, incisa da Perry Como e pubblicata nel dicembre 1957. Questo motivo diviene un evergreen internazionale, con tanto di ottime vendite anche in Italia. Un altro hit in classifica arriva nel 1958, con la canzone “The Blob”, interpretata da The Five Blob, tratta dal film “Blob – Fluido mortale” con Steve McQueen.

Tra il 1960 e il 1962, Bacharach ottiene successo con brani come “Tower Of Strenght” cantata da Gene McDaniels (e poi lanciata da Adriano Celentano col titolo di “Stai lontana da me”), “Any Day Now” per Chuck Johnson (rilanciata da Mal nel 1968 con il titolo di “Bambolina”) e “(The Man Who Shot) Liberty Valance” lanciata da Gene Pitney, che poi stravende con “Only Love Can Break A Heart” (1962).

Nel 1962 scrive “Mexican Divorce” per i Drifters, che ottiene un buon successo. Durante le registrazioni di questa canzone, Bacharach conosce una giovane corista di nome Dionne Warwick. La straordinaria voce di questa ragazza colpisce il compositore, il quale decide di produrla e di scriverle alcune canzoni: “This Empty Place” e soprattutto “Don’t Make Me Over” (rilanciata da Ornella Vanoni nel 1965, con il titolo di “Non dirmi niente”), che ottengono una vasta affermazione in classifica. La Warwick diviene la musa assoluta del duo Bacharach/David: la sua classe interpretativa risulta ideale per le composizioni dei due autori. Gli anni Sessanta sono molteplici i successi legati alla sua voce: da “Anyone Who Had A Heart” (1963) a “A House Is Not A Home” (1964), da “Walk On By” (1964) a “The Windows Of The World” (1966), da “I Say A Little Prayer” (1967) a “Do You Know The Way To San Jose?” (1968), da “Promises, Promises” (1969) a “I’ll Never Fall In Love Again” (1969).

Gli anni Sessanta si rivelano magici per Bacharach, con hit come “Wishin’ And Hopin‘” (1963) di Dusty Springfield, “(There’s) Always Something There To Remind Me” di Sandie Shaw (1964), “What’s New Pussycat?” (1965) di Tom Jones (dalla colonna sonora di “Ciao, Pussycat!” con Peter O’Toole e Peter Sellers), “Alfie” (1966) di Cilla Black (dal film omonimo con Michael Caine), “The Look Of Love” (1967) di Dusty Springfield (dal parodistico film “007 – Casino Royale” con David Niven), “This Guy’s In Love With You” (1968) di Herp Alpert. Nel 1969, Bacharach compone le musiche del fortunatissimo film “Butch Cassidy” per la regia di George Roy Hill, con Paul Newman, Robert Redford e Katharine Ross. Il compositore vince due Oscar: migliore colonna sonora e migliore canzone, la celeberrima “Raindrops Keep Fallin’ On My Head”, interpretata da B.J. Thomas.

Gli anni Settanta, a differenza del decennio precedente, non sono ricchi di affermazioni per Bacharach: l’unico vero hit è “(They Long To Be) Close To You”, portata al primo posto in classifica dai Carpenters nel 1970.

Nel 1972, Bacharach è di nuovo al fianco di Marlene Dietrich, come direttore d’orchestra e pianista di una celebre e fortunatissima tournée mondiale (che approda anche in Italia, con una serie di spettacoli alla “Bussola” di Marina di Pietrasanta).

Nel 1973, Bacharach firma le musiche per il musical “Orizzonte perduto” di Charles Jarrott, con Peter Finch, Liv Ullmann e Sally Kellerman. La pellicola si rivela un disastro totale, influendo negativamente sul percorso musicale del compositore e anche sulla storica collaborazione col fido Hal David, che si chiude in malo modo a causa di questo insuccesso.

In definitiva, le cose di maggiore successo del decennio sono tre special per la tv americana: “An Evening With Burt Bacharach” (1970), “Another Evening With Burt Bacharach” (1970) e “Singer Present Burt Bacharach” (1971).

Dopo alcuni anni di assenza professionale, Bacharach ritorna al successo negli anni Ottanta. Nel 1981 si segnala la grande affermazione di “Arthur’s Theme (Best That You Can Do)”, tema dal film “Arturo” di Steve Gordon, con Dudley Moore e Liza Minnelli, interpretata da Christopher Cross. Questo motivo, oltre ad arrivare al primo posto in Hit Parade, conquista anche l’Oscar e il Golden Globe per la migliore canzone da film.

Nel 1982, Bacharach compone la canzone “That’s What Friends Are For”, interpretata da Rod Stewart, per la colonna sonora del film “Turno di notte”, con Henry Winkler e Michael Keaton. Il motivo non ottiene una grande affermazione, ma, nel 1985, riproposto da Dionne Warwick, affiancata da Elton John, Gladys Knight e Stevie Wonder (utilizzata per la raccolta fondi per la ricerca sull’AIDS) conquista un clamoroso successo, seguita dall’ottimo risultato commerciale di “On My Own”, cantata da Patti LaBelle e Michael McDonald nel 1986. Un’altra affermazione in Hit Parade arriva grazie a “Love Power”, interpretata nel 1987 da Dionne Warwick e Jeffrey Osborne.

Gli anni Ottanta si rivelano positivi anche per le melodie storiche firmate Bacharach: nel 1981, Luther Vandross riporta in classifica “A House Is Not A Home” e, nel 1983, i Naked Eyes rileggono in chiave moderna “(There’s) Always There To Remind Me”, con un ottimo risultato di vendite.

Anche negli anni Novanta, la musica, le canzoni e il nome di Bacharach restano molto popolari, grazie anche ad artisti della nuova generazione, che ripropongono alcuni suoi brani in chiave “easy listening” (anche band rock come Oasis e Stereolab non resistono a ripercorrere il suo repertorio).

Nel 1996, Bacharach e il celebre cantautore britannico Elvis Costello collaborano nella composizione di uno splendido brano, intitolato “God, Give Me A Strenght”, per la colonna sonora del film “Grace Of My Heart”. Due anni dopo, i due pubblicano lo splendido album “Painted From Memory”, che ottiene una lusinghiera affermazione di critica e pubblico.

Il celebre musicista americano si concede il lusso di apparire in un divertente cameo nella pellicola “Austin Powers” di Jay Roach, con Mike Myers.

Negli ultimi venti anni, Bacharach continua la sua carriera, stupendo i fan per l’originalità delle sue collaborazioni. Nel  2003 collabora con il cantante Ronald Isley per registrare l’album “Here I Am”, in cui appaiono alcune storiche composizioni degli anni Sessanta in stile R&B. L’album solista di Bacharach viene pubblicato nel 2005: il titolo è “At This Time”, che lascia spiazzata la critica per l’evidente allontanamento dalle opere passate del compositore, grazie anche ad alcuni testi con temi legati al sociale e alla politica. Tra le guest star dell’album appaiono Elvis Costello, Rufus Wainwright e il produttore hip-hop Dr. Dre.

Nel 2008, Bacharach apre i prestigiosi “BBC Electric Proms” alla Roundhouse di Londra, esibendosi con la BBC Concert Orchestra, con diversi ospiti illustri: Adele, Beth Rowley e Jamie Cullum. Il concerto è stato una retrospettiva sulla sua carriera di sei anni. All’inizio del 2009, Bacharach scrive e produce una canzone per la cantante italiana Karima Ammar, intitolata “Come in ogni ora”, con cui partecipa al Festival di Sanremo (accompagnandola anche sul palco del teatro Ariston).

Nel giugno 2015, Bacharach si esibisce nel Regno Unito al “Glastonbury Festival” e alcune settimane più tardi è protagonista alla “Menier Chocolate Factory” per presentare ”What’s It All About? Bacharach Reimagined”, un concerto dal vivo della durata di 90 minuti, con i suoi maggiori successi.

Nel 2016 Bacharach, a 88 anni, compone e arrangia la colonna sonora originale per il film “A Boy Called Po”,  assieme al compositore Joseph Bauer.

Una carriera invidiabile, formata da indimenticabili successi, con centinaia di milioni di copie vendute ed innumerevoli i riconoscimenti vinti, tra cui: tre Oscar, due Golden Globe, un Emmy, un Bafta, cinque Grammy Award, oltre al premio Royal Academy of Music, consegnato dal re Carl Gustav XVI a Stoccolma nel 2001.

Una leggenda in musica, uno stile unico e inconfondibile, una classe suprema.

Auguri al grandissimo Burt.

David Guarnieri