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Eric Clapton spegne 75 candeline!

Nato il 30 marzo del 1945 a Ripley, nel Surrey.

La sua, è una delle più affascinanti ed illustri carriere del mondo del rock. Compositore, cantautore e chitarrista, è soprannominato “Slowhand” ovvero “Mano Lenta“. Famoso anche con altri soprannomi, come “God” e “The Man of the Blues“, come lo ha definito Chuck Berry.

Nella sua lunga carriera, iniziata a soli 17 anni, ha militato in moltissimi gruppi, fra cui The Yardbirds, John Mayall & the Bluesbreakers, Cream, Blind Faith, Delaney & Bonnie, Derek and the Dominos, per poi essersi affermato come solista.

Clapton è sempre stato un cantautore irrequieto, agitato, alla ricerca costante di un veicolo che modellasse e facesse crescere la sua voce, così ha sperimentato svariati generi musicali, dal blues al rock psichedelico, dal raggae al pop rock. E poi quello stile,così morbido e vellutato di far suonare le sei corde, così personale e diverso dagli altri, così elegante anche quando era un rivoluzionario del rock negli anni ‘60.

Forse anche per questo Eric Clapton è uno di quei musicisti idolatrati dai chitarristi e un po’ meno dalle folle, ascoltato più dalla gente matura che dai ragazzini.

In molti pensano che Eric Clapton sia una vera e propria divinità con il proprio strumento, ciò non è certamente un mistero. Ma in quanti potevano affermare che una credenza popolare diventasse un vero e proprio motto?

Il 1966 fu uno degli apici della carriera di Slowhand, che vide il britannico al centro di un vero e proprio tributo popolare che si poté osservare praticamente in tutta Londra. Tutto iniziò in quell’anno in cui il britannico incise un disco con la band Bluesbreakes. A seguito della pubblicazione di quest’album un graffito anonimo comparve nella stazione di Islington, uno dei tanti quartieri della grande area metropolitana di Londra. Il graffito recitava: “Clapton Is God”, Clapton è un Dio. Un enorme omaggio per un grandissimo “eroe della chitarra”. Islington non fu, però, certamente un caso isolato: in pochissime settimane gli stessi graffiti si moltiplicarono in tutta la capitale inglese, a dimostrazione della grande venerazione che il popolo britannico tributava al suo chitarrista.

Riuscireste a credere che il tributo della Gran Bretagna ad Eric Clapton non fu apprezzato da quest’ultimo? In una lunga intervista che riguardò diversi temi, il chitarrista britannico dichiarò che quella del graffito – secondo il suo modo di vedere – non era stata altro che una semplice trovata pubblicitaria, almeno negli intenti iniziali.

E allora chissà che questo suo 75esimo compleanno non possa essere per molti l’occasione di conoscere meglio “SlowhandEric Clapton. Questo inglese elegante e riservato, che non nasconde il brutto carattere e che suona la chitarra con la stessa facilità con la quale beve un bicchiere d’acqua…..

Tanti auguri, Eric!

Paolo Famiglietti