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Siamo a Roma, fine anni 70 inizio anni 80.

Il mio Luneur è questo.
Chi non è di Roma difficilmente potrà capire, ma chi ha la mia età e ha vissuto il tempo in questa città sicuramente avrà lasciato lì un pezzetto di cuore.

Oggi siamo abituati ai grandi parchi, immensi con attrazioni fantastiche. Ma il divertimento che ci hanno regalato le montagne russe del Luneur, i go-kart, il trenino intorno al lago, le notti d’oriente, il castello con i fantasmi, la casa matta, la ruota panoramica proprio all’ingresso, il tagada, il treno delle miniere, il labirinto degli specchi, il rotor, la casa degli orrori, le gabbie e il mitico tunnel dell’amore, non sono paragonabili.
Sarà stata l’età certo. La spensieratezza.

A pensarci oggi viene da sorridere. Ma era bello, sembrava di essere nel futuro, negli anni 2000 quelli di oggi, perchè in quel tempo non immaginavamo il futuro.

La paghetta serviva anche per un po’ di divertimento passato lì. Incontrarvi solo sorrisi, stupore. Immancabile lo zucchero filato o un bel gelato. Più attrazioni si facevano e più eravamo contenti. In comitiva o con la ragazzetta che ti piaceva cercando in quel caso di fare giochi dove il buio poteva aiutarti ad avvicinarla un po’, ma senza esagerare. In quel tempo già sfiorare una mano era un successo.

Norme di sicurezza da ridere rispetto ad oggi. Ma non ci si pensava neanche.

Ci siamo passati tutti. E lì abbiamo passato un bellissimo tempo.

Una Roma sparita che non c’è più, ma che vive nei ricordi di chi l’ha vissuta. Quelle attrazioni erano comunque bellissime, affascinanti. Nelle notti d’oriente dominava il grande mago che teneva prigioniera tra le sue braccia chiuse un’odalisca all’interno di una sfera, che veniva poi liberata alla vista del pubblico. Immagine ripresa poi anche dalla televisione o dal cinema.

Eravamo tutti là soprattutto il sabato pomeriggio. E prima di andare via verso l’uscita la pista Polistil a 8 o forse 10 corsie. Un sogno gareggiare lì.

Fuori su via delle Tre Fontane  la macchina di qualche genitore che ci veniva a riprendere alle prime luci della sera.
Andare con i mezzi era un po’ complicato.

Di colpo il pensiero che c’erano da fare tutti i compiti del lunedì.

Mi dicevo ci penserò domani. A casa mi aspettava la tv bella del sabato sera, la domenica le partite, e solo a fine di tutto questo i maledetti compiti con la speranza di non essere interrogato.

Fabio Martini