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1968, 1969 e a seguire gli anni successivi erano gli anni del calcio…

Non che adesso non lo siano ma, allora, oltre alla radio con le telecronache del pomeriggio e il novantesimo minuto, c’era un modo di vivere quello sport del tutto particolare, soprattutto nei giovanissimi.
La raccolta dell’album delle figurine Panini.
Quella fu un’idea geniale, unire le squadre di calcio, i volti degli sportivi, in una serie di immagini (per alcuni anni a mezzo busto, per altri a figura intera) per collezionarle appunto in un album, tramite l’acquisto di bustine di (se non ricordo male) 5 figurine a confezione.
Nacque al quel punto la “calcio mania”, la smania di avere dai genitori o dai parenti più stretti una extra paghetta per poter andare in edicola ad acquistare il più alto numero di bustine, per poi, smaniosi, aprirle nella parte alta con uno strappo misurato e preciso, sfogliarne il contenuto e…
applicare le immagini mancanti nell’album correlato!

Ma come in ogni sana raccolta, anche in quella c’era la parte difficile…
le figurine mancanti, quelle rare e quelle introvabili!

Ci si trovava così, a furia di comprare bustine, una serie interminabile di – doppie – e alcune caselle mancanti per chiudere la raccolta dell’album.
Fu la scuola uno dei luoghi riconosciuti come deputato allo scambio, alla trattativa, al primo commercio adolescente per tutti coloro che volevano arrivare ad avere la collezione completa.

Il sistema era uguale per tutti: le figurine doppie venivano raggruppate in più mazzi tenute con gli elastici e custodite gelosamente nelle tasche grandi dei cappotti. Ci si trovava davanti al portone d’ingresso prima che suonasse la campana dell’inizio lezioni, e lì, componendosi in piccoli gruppi, si incominciava un percorso diventato storico:
CeLo e Manca

Ognuno si metteva a fianco di uno o più amichetti ed incominciava lo sfoglio veloce delle figurine (come i banchieri a contare i soldi). Ognuno ripeteva per ogni figurina passata – CeLo – nel caso fosse già presente nel loro album, oppure, con un grido di sorpresa e di interesse – Manca! – qualora saltasse fuori un giocatore ancora assente nell’album.
A quel punto, a seconda dell’importanza del calciatore mancante, iniziava una trattativa sfrenata che si poteva suddividere in più fasi:

– Scambio di 1 a 1 se si aveva una figurina utile per entrambi

– Scambio di 1 a più figurine se l’immagine era più rara e se uno dei due non aveva interessi nei doppioni dell’altro

– Trattativa quasi degna di un usuraio, quando la figurina era rarissima e le richieste arrivavano a chiedere addirittura 100 o 200 pezzi all’altro, smanioso di raggiungere il risultato d’acquisto.

Ma a volte, queste richieste erano così esagerate che si doveva ricorrere a un espediente da Casinò, rischiando il tutto e per tutto, con il gioco/sfida del lancio delle immagini in una acerrima gara a due.

Funzionava così:
Si trovava una parete libera, entrambi i protagonisti si posizionavano con i rispettivi mazzi di figurine uno di fronte all’altro.
Si piegavano leggermente i bordi delle foto per renderle più fruibili al lancio e poi si partiva.
La figurina veniva lanciata o contro il muro (per poi poggiarsi al marciapiede) o direttamente in aria.
La figurina che arrivava a sormontare quella dell’avversario prendeva la vittoria e ovviamente la stessa figurina. Le partite erano acerrime, soprattutto quando non si raggiungeva il risultato immediatamente e molte di essere risultavano a terra in attesa di essere sopraggiunte dalla mossa di uno dei vincitori. Intorno si creava un gruppetto di amici che puntavano sulla vittoria di uno o dell’altro con un tifo senza precedenti.

Quando uno dei due riusciva nell’intento e si guadagnava un numero grande di figurine, poteva correre dall’amico che aveva chiesto quella cifra esagerata per la cessione della sua mancante, scoprendo però, che qualcun altro era arrivato prima e si era aggiudicato Pizzaballa

Era un tempo così, dove nel gioco si imparava a contrattare, a capire il valore delle cose, a come la vita dà e toglie, ma sa regalare attimi di entusiasmi e di aggregazioni.

Ogni tanto ancora oggi, qualcuno ricordando quei giorni, sussurra tra sè, guardando qualcosa che cerca e che non ha: CeLo – Manca!

Guido Tognetti