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RTR99_Cristiano-De-Andre-Canzone-per-l-estateSarà una estate da protagonista quella che attende Cristiano De André.
Un nuovo singolo “Canzone per l’estate”, un brano storico che suo padre Fabrizio scrisse insieme a Francesco De Gregori e inserì nell’album “Volume 8” del 1975.
“Quando mio padre e Francesco De Gregori, nel 1974, scrissero questa canzone, contestarono apertamente il modo di vivere borghese e allo stesso tempo manifestarono l’attrazione per un’anarchia intesa soprattutto come categoria dello spirito. In questo passaggio rivedo il disagio di mio padre, per diversi anni a confine delle due condizioni. Durò poco, fortunatamente, la sua identità libertaria vinse su tutto e lo guidò fino alla fine.Ciò che mi spinge a riproporre questa canzone non è solo la volontà di estendere alle generazioni future i suoi insegnamenti, ma anche la convinzione che alcuni paradossi sociali non siano cambiati e che quindi valga la pena continuare a lottare.”
Un nuovo libro intitolato “La versione di C.” (Mondadori) nel quale Cristiano traduce i suoi silenzi più intimi e lo fa con una premura vergine. Compie un lungo viaggio a ritroso, dalle doglie di una madre su una slitta, in una Genova innevata, alla visione di un ciuffo notturno che canta i giorni in cui verranno a chiedere dell’amore. Dall’ansia di un sequestro, al germogliar dei colori isolani, belli di liberta, feroci come il sangue adolescenziale. Dal mare, che ora dona un dentice sotto gli occhi increduli di un padre, ora alza l’onda e ingoia la serenità di una famiglia, alle fughe continue da un qualcosa che non arriva. E se arrivasse, non conoscerebbe il gesto della carezza. Da una Londra che punge e annineta e lega a un letto d’ospedale, all’innocenza della musica in un conservatorio. dalla tournéé negli anni di piombo, all’emozione della propria voce che fa l’eco in uno stadio. Dal perdonare al perdonarsi come atto estremo di sopravvivenza da confidare a un filgio. Cristiano De André si racocnta in una autobiografia sofferta e tormentata che ruota attorno al suo rapporto con il padre Fabrizio, gigante della musica italiana. Una narrazione intima e un’occasione unica per fare finalmente i conti con un passato tribolato e un futuro ancora da scrivere.
Un nuovo tour: “De André canta De André” che partirà il 24 giugno dall’Auditorium Parco della Musica. Uno spettacolo formato da alcuni brani del precedente tour e da altri 18 pezzi di Fabrizio De André riarrangiati in una nuova veste musicale da Cristiano e Max Marcolini, da tempo anche arrangiatore di Zucchero. Al tour seguirà un nuovo album live.
Venerdì 29 Aprile in tutte le librerie uscirà “La Versione di C.”, l’autobiografia di Cristiano scritta con la collaborazione di Giuseppe Cristaldi Circus.Venerdì 29 Aprile in tutte le librerie uscirà “La Versione di C.”, l’autobiografia di Cristiano scritta con la collaborazione di Giuseppe Cristaldi Circus.
Cristiano De André per la prima volta traduce i suoi silenzi più intimi e lo fa con una premura vergine. Compie un lungo viaggio a ritroso, dalle doglie di una madre su una slitta, in una Genova innevata, alla visione di un ciuffo notturno che canta i giorni in cui verranno a chiedere dell’amore. Dall’ansia di un sequestro, al germogliare dei colori isolani, belli di libertà, feroci come il sangue adolescenziale. Dal mare, che ora dona un dentice sotto gli occhi increduli di un padre, ora alza l’onda e ingoia la serenità di una famiglia, alle fughe continue da un qualcosa che non arriva. E se arrivasse, non conoscerebbe il gesto della carezza. Da una Londra che punge e annienta e lega a un letto d’ospedale, all’innocenza della musica in un conservatorio. Dalle tournée negli anni di piombo, all’emozione della propria voce che fa l’eco in uno stadio. Dal perdonare al perdonarsi come atto estremo di sopravvivenza da confidare a un figlio.
Cristiano De André si racconta in un’autobiografia sofferta e tormentata che ruota attorno al suo rapporto con il padre Fabrizio, gigante della musica italiana. Una narrazione intima e un’occasione unica per fare finalmente i conti con un passato tribolato e un futuro ancora da scrivere.
Cristiano De André per la prima volta traduce i suoi silenzi più intimi e lo fa con una premura vergine. Compie un lungo viaggio a ritroso, dalle doglie di una madre su una slitta, in una Genova innevata, alla visione di un ciuffo notturno che canta i giorni in cui verranno a chiedere dell’amore. Dall’ansia di un sequestro, al germogliare dei colori isolani, belli di libertà, feroci come il sangue adolescenziale. Dal mare, che ora dona un dentice sotto gli occhi increduli di un padre, ora alza l’onda e ingoia la serenità di una famiglia, alle fughe continue da un qualcosa che non arriva. E se arrivasse, non conoscerebbe il gesto della carezza. Da una Londra che punge e annienta e lega a un letto d’ospedale, all’innocenza della musica in un conservatorio. Dalle tournée negli anni di piombo, all’emozione della propria voce che fa l’eco in uno stadio. Dal perdonare al perdonarsi come atto estremo di sopravvivenza da confidare a un figlio.
Cristiano De André si racconta in un’autobiografia sofferta e tormentata che ruota attorno al suo rapporto con il padre Fabrizio, gigante della musica italiana. Una narrazione intima e un’occasione unica per fare finalmente i conti con un passato tribolato e un futuro ancora da scrivere.
http://www.cristianodeandre.it/
https://www.facebook.com/CrisDeAndre?fref=ts