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Il 12 marzo del 1948, a Boston, Massachussets, nasce uno dei cantautori più importanti degli ultimi cinquant’anni: James Vernon Taylor. Figlio di un medico, Isaac e di Gertrude Woodward, aspirante cantante. Il giovane Taylor mostra presto un forte interesse per la musica, prendendo lezioni di violoncello e, a dodici anni, di chitarra.

Dopo varie vicissitudini giovanili, Taylor approda a Londra ed ottiene un contratto con la Apple, la celeberrima etichetta dei Beatles. Il 21enne James incide nel 1968 il suo primo album (James Taylor), registrato negli studi Trident di Londra. Malgrado le belle canzoni inserite e le favorevoli critiche, il disco non ottiene un grande successo. Deluso e depresso, Taylor torna negli Stati Uniti e – grazie all’ausilio del suo manager Peter Asher – riesce ad ottenere un contratto discografico con la Warner Bros. Nel febbraio del 1970 esce il secondo album di Taylor, intitolato Sweet Baby James”. Con il singolo estratto, la struggente e drammatica Fire And Rain l’album si rivela uno dei grandi successi dell’anno e conquista ben cinque nomination al Grammy Award.

Nel 1971 esce il terzo album di James, intitolato Mud Slide Slim And The Blue Horizoncon cui giunge al numero due della hit statunitense. In questo disco, Taylor interpreta in modo superlativo il brano You’ve Got A Friend (composto dalla sua grande amica Carole King). Il singolo conquista il primo posto nella top 100 di Billboard e permette a Taylor di vincere il Grammy Award per il migliore interprete maschile dell’anno.

Nel 1972, James Taylor sposa la celebre collega Carly Simon, da cui avrà due figli: Sarah Maria e Benjamin.

Tra il 1972 e il 1974, James pubblica due album estremamente curati e raffinati, “One Man Dog” e “Walking Man”, ma è con il 33 giri del 1975, intitolato “Gorilla”, che riesce a tornare nei primi posti della classifica, grazie al successo dei singoli “Mexico” e “How Sweet It Is (To Be Loved By You)”, cover di un motivo lanciato nel 1965 da Marvin Gaye. Buon successo anche per “In The Pocket” del 1976, lanciato dal brano “Shower The People”. Alla fine dello stesso anno, Taylor lascia la Warner Bros (che pubblica il vendutissimo “James Taylor Greatest Hits”, che supera i 20 milioni di copie) ed approda alla Columbia Records, con un contratto milionario.

Nel giugno 1977 esce il suo ottavo album, intitolato “JT”, che vende oltre tre milioni di copie, trainato dal successo di “Your Similing Face” e “Handy Man” (singolo che fa vincere a Taylor il secondo Grammy Award per il migliore interprete dell’anno).

Tra il 1979 e il 1981 escono gli album, “Flag” e “Dad Loves His Work”, che non confermano il riscontro dei precedenti, non a caso, Taylor pensa addirittura di ritirarsi a vita privata. Nel 1985, dopo una fortunata apparizione al Festival “Rock In Rio” (a Rio de Janeiro), il cantautore ritrova fiducia e coraggio in se stesso. Nell’autunno dello stesso anno esce il suo nuovo album, intitolato “That’s Why I’m Here”, che ottiene un ottimo successo in hit parade. Positivo anche il riscontro per i dischi successivi: “Never Die Young” (1988) e “New Moon Shine” (1991), entrambi dischi di platino.

Nel 1993 esce il doppio album live intitolato “James Taylor Live”, giudicato uno dei migliori dischi dal vivo della storia del rock. Il disco permette al cantautore americano di essere protagonista di una lunga tournée in tutto il mondo, Italia compresa. Nel 1996, Taylor partecipa come guest star all’album “Eat The Phikis” di Elio e le Storie Tese, cantando la stravagante “First Me, Second Me” ed un anno più tardi viene pubblicato “Hourglass”, album che si piazza nuovamente nella top 10 americana e fa vincere a Taylor il Grammy Award per il miglior disco dell’anno.

Gli anni Duemila sono ricchi di affermazioni e di successo, sia per l’album in studio “October Road” (2002) che per alcuni dischi di re-interpretazioni: “A Christmas Album” (2004) e “Covers” (2008), nonché per la vittoria di due Grammy Award: uno nel 2001 per l’interpretazione di “Don’t Let Me Be Lonely Tonight” e uno per il duetto con Alison Kraus per il brano “How’s The World Treating You”.

Alla fine del 2009, Taylor è protagonista di un’acclamata tournée internazionale con l’amica di sempre, Carole King. A suggellare questa unione musicale, esce nel 2010 il doppio album, intitolato “Live At The Troubadour: James Taylor & Carole King”.

Dopo qualche anno di assenza, nel 2015, Taylor ritorna musicalmente alla grande con l’album “Before This World”, con cui arriva al primo posto nella top 100 di Billboard e, nello stesso anno, il presidente degli Stati Uniti, Barak Obama conferisce a Taylor la medaglia presidenziale per i diritti umani (una delle massime onorificenze americane).

Lo scorso 28 febbraio, è uscito il nuovissimo lavoro di James, intitolato “American Standard”, in cui Taylor ripropone sedici classici della canzone U.S.A: da “Moon River” a “God Bless The Child”, da “Pennies From Heaven” a “The Nearness Of You”, da “Ol’ Man River” a “It’s Only A Paper Moon”. Proprio ieri, Billboard ha pubblicato la nuova classifica, certificando la nuova entrata dell’album al quarto posto: per Taylor l’onore di essere il primo artista maschile ad entrare nella top 10 americana negli ultimi sei decenni. Ottimo modo per festeggiare il 72° compleanno.
Tanti auguri, grande James!

David Guarnieri