Condividi l'articolo:

Raccontare Gianni Togni, partendo dal suo esordio al Folk Studio, sarebbe troppo facile, e forse anche ingiusto perchè mi atterrei a una serie di racconti già scritti e già letti ovunque.

E così, in questo pomeriggio di sole che si snoda verso l’imbrunire ho deciso di seguire l’istinto e, come sfogliando un album di fotografie, mettere nella penna la memoria dei miei istanti vissuti con lui.

Quando lo conobbi, lui non mi riconobbe. Eravamo a una distanza notevole, ma non fu quello che non ci permise di abbracciarci in un saluto amico, come accade ora, allora, lui era su un palco e io in mezzo a una folla rumorosa in attesa del concerto dei Pooh, del quale Gianni era supporter.

Mi colpì l’immediatezza di quel giovane autore, che con poche parole e una manciata di canzoni, a me sconosciute, affrontava ogni sera l’arena feroce di chi è entranto nel luogo della musica per ascoltare qualcun’altro.
E’ in quel modo che scoprii quanto si possa, con l’ausilio di una chitarra e una voce, fermare l’attenzione di molti.
I tempi lo permettevano, perchè c’era attenzione e voglia di conoscere anche chi ancora non era un nome nell’olimpo della musica italiana.

Quando lo incontrai nuovamente, le cose erano cambiate, così come gli anni, ma l’approccio fu identico.
Lui sul palco, io sotto.
Soltanto che lui, non era più il giovane cantautore a supporto dei concerti di una grande band, lui era: Gianni Togni.

Quando qualcuno mi domandava cosa ti piace di lui, ripetevo quasi a ripetizione, che trovavo il suo secondo album un vero e proprio capolavoro di arte, melodia, armonia e testualità vera. Non fu Luna a colpirmi, anche se era il grandissimo successo del momento, ma una serie di brani del 33 giri che narravano storie vere che mi prendevano tra l’anima, la mente e il cuore. Una fra tutte – Pomeriggio Maledetto

Poi per molto tempo non accadde più nulla. Compravo i suoi album e proseguivo il mio viaggio della vita che iniziava aprendo un negozio di dischi. (ma questo ve lo racconterò un’altra volta).

L’incontro successivo, fu paritario. Entrambi eravamo su di un palco. Lui era sempre l’artista Gianni Togni, e io ero l’autore del festival di Oscià sull’isola di Lampedusa. Quando finalmente ci incontrammo sorridemmo naturalmente pensando a – Togni e Tognetti – e fu proprio Gianni con il suo umorismo nobile e toccante che mi disse “fantastico… Tu sei quello più piccolo

Non so se fu quella battuta ad aprire un varco immediato di amicizia o il tempo trascorso parlando e scoprendolo un grande appassionato di musica rock e un ambitissimo collezionista di vinili. Fatto sta che dal quel pomeriggio (non maledetto…) la nostra storia si unì in una serie di telefonate lunghissime, incontri, racconti e aneddoti sulla musica e su tutto ciò che la vita dell’arte ancora può e sa fare.

I nostri incontri si infittirono e divennero lunghe cene colorate di attenzioni di allegria, di sogni e ovviamente di dischi. Bevendo buon vino ascoltavo i provini dei brani nuovi, alcuni inediti mai pubblicati degli anni precedenti, le sue esperienze come realizzatore di musical e di colonne sonore, scoprendo ogni volta di più come un uomo/artista di questa stampo, non abbia nulla da invidiare ad artisti internazionali di levatura inimmaginabile.

Un uomo dal carattere dolce, allegro, disponibile, attento e altruista. Sempre pronto a chiedere come stai, prima di qualsiasi altra frase o argomento. Un artista che ha viaggiato il successo sapendo scindere sempre il palco e la vita di tutti i giorni.

Gianni. Un amico. Che sa ancora sognare ogni giorno un futuro improvviso.

Io… quello più piccolo…

Guido Tognetti

Ascoltaci sui 99.0 FM a Roma e Provincia, 94.0 FM a Latina e Provincia, sul Canale 680 del Digitale Terrestre TV in tutto il Lazio, sulle app gratuite “RTR 99”, sugli smart-speaker, sui principali media-player TV.