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In questi giorni gli artisti stanno facendo appelli accorati al governo per aiutare tutte quelle persone (tante) che sono parte integrante di spettacoli e live.
Per ogni artista che canta sul palco 300 lavorano intorno a lui perchè tutto vada bene.

Musicisti, operai addetti al montaggio e smontaggio palco. fonici, tecnici, sicurezza e logistica.
Tutto giusto e sacrosanto. Ma questa situazione è stata un terremoto per tutte le categorie.
L’appello accorato è bellissimo e da condividere. Ma forse proprio loro, i big, potrebbero fare qualcosa di più di un semplice appello. Anche nei confronti di un altro settore in grande difficoltà, quello della radio.
Quelle radio che appena esce un singolo vengono subissate di richieste dalle casa discografiche per aumentare i passaggi della nuova canzone.
Quelle radio che hanno visto di colpo una diminuzione del 90% del proprio fatturato, senza che purtroppo cambiassero le spese mensili, tasse e balzelli vari in primis.
Allora l’appello va bene ma poi? Noi radio continuiamo a pagare SIAE e SCF senza che gli artisti abbiano speso una parola. I big della musica  avrebbero potuto rinunciare a questo introito che pesa sulle casse delle emittenti radiofoniche.
Una cifra invece necessaria a cantanti e autori meno importanti che hanno davvero necessità.
Mi chiedo il perchè gli artisti non rinuncino, per i più deboli, a 4 mesi di proventi di diritti d’autore a favore di quelle categorie che citano nel loro appello.
E perchè le radio non sono nominate?
Non si tratta di avere introiti, basterebbe qualche attenzione in più… invece di fare tutte queste dirette social, perchè non organizzare dirette con un po’ di radio che soffrono il momento?
Sarebbe bello poter avere un po’ di artisti a tenderti una mano. Per riconoscenza verso un media fondamentale per la diffusione della musica, e considerato solo quando c’è il disco in uscita o il concerto da lanciare e promuovere.
In un momento così complicato e difficile, per tante emittenti poter annunciare in radio un collegamento telefonico con un grande della musica italiana, anche solo per 15 minuti, sarebbe una gran cosa… specialmente per quelle fuori dai grandi circuiti, e da possibilità di questo tipo.
Un segno di speranza e buona volontà, un dare corpo all’amore per la musica e per l’ambiente che lo sostiene, un tendere la mano reale e concreto.
E anche, perchè no, un modo per dire “grazie  radio, per tutto quello che fate per la musica”.
Fabio Martini