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In questo malinconico, pesante e preoccupante autunno 2022, si aggiunge un’altra triste notizia, appresa nella mattinata di ieri: la scomparsa di Franco Gatti, membro storico dei Ricchi e Poveri, che, peraltro, aveva appena festeggiato il suo 80° compleanno, essendo nato a Genova il 4 ottobre 1942.

GLI INIZI

Dopo il diploma di perito tecnico, il giovane Gatti cominciò a lavorare alla “Esso” di Genova, conciliando tale professione con il grande amore per la musica. Con lo storico amico Angelo Sotgiu fa parte del gruppo dei “Jets” (nel biennio 1963-1964), incidendo alcune canzoni, tra le quali, la cover di “The House Of The Rising Sun” degli Animals, tradotta in italiano da Mogol, con il titolo de “La casa del sole”; successivamente, Gatti e Sotgiu, assieme ad Angela Brambati (cantante del gruppo “I Preistorici”) e all’amica di quest’ultima, Marina Occhiena, formano un quartetto musicale di particolare efficacia, con soluzioni melodiche tipicamente italiane abbinate al nuovo “sound” internazionale, legato a gruppi come “The Mamas & Papas” e “Crosby, Stills, Nash & Young” e “Double Six”. Il gruppo, denominato “Fama Medium” (dalle iniziali dei componenti), incontrano Fabrizio De Andrè, che crede in loro e, subito dopo, Franco Califano, che decide di produrli, suggerendo loro di cambiare il nome in “Ricchi e Poveri” (ricchi di spirito e poveri di tasca).

I PRIMI SUCCESSI

Il primo disco della band esce nella primavera del 1968: “L’ultimo amore”, versione italiana di “Everlasting Love” dei Love Affair: il successo è buono, grazie anche alla partecipazione del quartetto al “VI Cantagiro”. Nel 1970, i Ricchi e Poveri approdano al Festival di Sanremo, quali partner di Nicola Di Bari, per eseguire “La prima cosa bella”.

La canzone si piazza seconda e vende benissimo; stesso risultato ottenuto nel 1971, con la celebre “Che sarà”, interpretata in doppia esecuzione con il grande cantante portoricano Josè Feliciano. Il successo è davvero grande e per i Ricchi e Poveri si spalancano realmente le porte della celebrità, tra ulteriori partecipazioni a Sanremo (“Un diadema di ciliegie”, 1972; “Dolce frutto”, 1973; “Due storie dei musicanti”, 1976) ad “Un disco per l’estate” (“Pomeriggio d’estate”, 1972; “Piccolo amore mio”, 1973; “Povera bimba”, 1974), a “Canzonissima” (“Penso, sorrido e canto”, 1973), e all’Eurovision Song Contest 1978 a Parigi (“Questo amore”).

Negli anni Settanta, il gruppo genovese interpreta una sigla tv di successo come “Una musica” (dal “Rischiatutto” 1972-’73 condotto da Mike Bongiorno) fa parte del cast della fortunata versione televisiva dello spettacolo “Un trapezio per Lisistrata” di Garinei e Giovannini, divenuta “Mai di sabato, signora Lisistrata” (1971), per la regia di Vito Molinari, accanto a Milva, Gino Bramieri, Gabriella Farinon, Aldo Giuffrè, Paolo Panelli e Bice Valori, prendendo il posto del Quartetto Cetra (protagonisti della storica versione teatrale) e della rilettura del celebre musical “No, no, Nanette” (1925), trasposto a livello televisivo nel 1974, sempre da Vito Molinari, con un cast d’eccezione, formato da Elisabetta Viviani, Gianrico Tedeschi, Lia Zoppelli, Loredana Bertè, Ombretta Colli e Claudio Lippi.

Un’altra notevole affermazione per i Ricchi e Poveri a livello televisivo arriva nel 1974, con la partecipazione al famoso show tv “Tante scuse”, diretto da Romolo Siena, condotto da Sandra Mondaini e Raimondo Vianello. Il quartetto ligure, oltre a cantare i propri successi e a fare “da spalla” ai celebri attori, interpreta anche la sigla finale, intitolata “Non pensarci più”. L’affermazione del programma è tale da indurre la RAI a riproporla anche nel 1975, con il titolo di “Di nuovo… Tante Scuse”, in cui i Ricchi e Poveri lanciano un’altra sigla finale, intitolata “Coriandoli su di noi”. Gli anni Settanta si chiudono con un’altra sigla televisiva, intitolata “Mama”, tratta dal programma “Buonasera con Jet Quiz” (1979).

GLI ANNI DEL TRIONFO

Gli anni Ottanta dei Ricchi e Poveri si aprono con il clamoroso abbandono di Marina Occhiena, la quale sceglie la strada del canto solista. Franco, Angela e Angelo si esibiscono al Festival di Sanremo 1981 con la divertente “Sarà perché ti amo”, che ottiene un grandissimo successo in tutta Europa, seguita dalle affermazioni di “M’innamoro di te” (1981), “Come vorrei” (1981) e “Piccolo amore” (1982), sigle finali del seguitissimo “Portobello” di Enzo Tortora, il tormentone “Mamma Maria” (1982), “Cosa sei”, la popolarissima “Voulez-vous dancer?” (1983) e la spumeggiante “Se m’innamoro”, che permette al trio ligure di conquistare la vittoria al Festival di Sanremo del 1985. Nel gennaio 1986, Franco Gatti sposa Stefania Picasso: dal loro matrimonio nascono due figli, Alessio e Federica.
In quegli anni si segnalano ben tre vittorie nella famosa gara-spettacolo “Premiatissima”, show tv trasmesso da Canale 5 (rispettivamente, nelle edizioni del 1982, 1983 e 1985). Il Decennio registra altre partecipazioni al Festival di Sanremo, precisamente nel 1987 con “Canzone d’amore”, nel 1988 con “Nascerà Gesù” e nel 1989 con “Chi voglio sei tu”.

I NOVANTA

Gli anni Novanta si aprono con l’ennesima partecipazione al Festival di Sanremo: nella 40a edizione della kermesse, i Ricchi e Poveri presentano un motivo orecchiabile, maggiormente vicino allo stile “americano” che hanno sempre amato: “Buona giornata”. Nella stagione 1990-1991, i tre cantanti genovesi sono ospiti fissi della celebre trasmissione “Domenica In…”, diretta da Gianni Boncompagni, accanto a Gigi Sabani e Carmen Russo.
L’ultima partecipazione sanremese per i Ricchi e Poveri arriva nel 1992, con “Così lontani” (scritta da Toto Cutugno), brano che non giunge in finale. Successivamente, il terzetto prende parte a due programmi di Rete 4: “Buona giornata” (condotto da Patrizia Rossetti) e alla parodia della telenovela “La donna del mistero”, con Sandra Milo, Andrea Roncato e Orietta Berti. Per tutto il restante decennio, i tre si esibiscono in giro per il mondo, con continue affermazioni, in tournée che vanno dal Canada agli Stati Uniti, dalla Russia all’Argentina, dal Regno Unito alla Germania.

GLI ULTIMI ANNI

Nei Duemila, per i Ricchi e Poveri, oltre alle consuete tournée in Italia e all’estero, si segnalano le partecipazioni ad importanti trasmissioni tv come “La notte vola” (2001) con Lorella Cuccarini, in cui si piazzano secondi con “Sarà perché ti amo”, “Music Farm” (2004) con Amadeus, in cui si classificano al terzo posto.
Nel 2013, Fabio Fazio contatta i Ricchi e Poveri, invitandoli come ospiti d’onore della 63a edizione del Festival di Sanremo, da lui condotta assieme a Luciana Littizzetto, in qualità di ospiti d’onore, oltre che per ritirare un premio alla carriera. Il 13 febbraio, giorno della loro esibizione, un gravissimo lutto colpisce Franco Gatti: nella notte viene trovato morto suo figlio Alessio, appena ventiduenne. Ovviamente, l’esibizione degli artisti viene annullata. Le struggenti parole di Franco, all’indomani di una così grave perdita sono: “Ci rincontreremo. Io mio figlio lo sento vicino. Era incredibile, dotato di grande genialità”. Dopo alcuni concerti, nel 2016, Gatti decide di abbandonare temporaneamente il gruppo che lo ha reso celebre, tornando ad esibirsi clamorosamente nel 2020, con il ritorno di Marina Occhiena, per una storica reunion che avviene al Festival di Sanremo di quell’anno, condotto da Amadeus, in cui si esibiscono in un coinvolgente medley di successi (la loro esibizione risulta il momento più visto della serata).

Nella giornata in cui Franco Gatti ci ha lasciati, tutti i mezzi di informazioni lo ricordano con grande affetto, così come alcuni colleghi come Rita Pavone, Pupo, nonché il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti.

Anche noi di “RTR 99 – Canzoni e Parole Fuori dal Coro” ci uniamo al dolore dei familiari di Gatti, ricordandolo con calore e gratitudine. E come cantavano i suoi (e nostri) Ricchi e Poveri: “Spegni quella luce, chiudi quella porta…”.

Ciao, Franco.

David Guarnieri

 

 

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