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Ha vinto Sanremo, è stato applaudito in tutto il mondo, ha venduto milioni di dischi, ma Bobby Solo è rimasto il ragazzo della porta accanto degli esordi. Stesso ciuffo, stessa simpatia, stessa passione per Elvis Presley, anche ora che compie 75 anni. Magari con qualche chilo in più ma lo spirito è sempre lo stesso. 75 anni e non sentirli e,come sempre, in pista  tra un concerto e l’altro.

La sua vita è ricca di aneddoti che lo accompagnano dagli esordi, a cominciare da quando venne ingaggiato dal discografico Vincenzo Micocci per la Ricordi. Per non contraddire il padre, dirigente Alitalia tutto d’un pezzo che non voleva che utilizzasse il cognome di famiglia per imitare Presley, accettò di farsi chiamare Bobby, all’inglese, col solo nome. Solo Bobby, scrisse il manager su un foglietto ma la segretaria,non capendo, sul contratto riportò Bobby Solo e quel nome curioso divenne la sua fortuna.

Dodici partecipazioni a Sanremo con due vittorie, record di vendite imbattuto per un brano festivaliero (un milione 900mila copie di “Una lacrima sul viso“), lo scandalo per il primo playback, le Canzonissime insieme ai big degli anni d’oro della musica leggera, una decina di musicarelli con incassi miliardari, un’amicizia storica con Little Tony col quale condividere la passione per Elvis, quattro figli da due mogli e otto nipoti, Bobby Solo è passato nel corso della sua carriera dalle stelle alle stalle, dagli applausi al dimenticatoio.

Ed eccolo qua ora Bobby Solo col suo sorriso sornione, i Ray Ban sfumati e la chitarra a tracollo, giubbotto di pelle, jeans e stivale da cowboy. E’ arrivato ai 75 anni, e neanche se ne è accorto. Con un figlio di cinque anni da crescere e che lo segue con una chitarra-giocattolo quando suona in casa e, del resto, non potrebbe essere altrimenti.

Noi di RTR 99 gli auguri glieli facciamo lo stesso: buon compleanno Bobby!

Paolo Famiglietti