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Il 20 Febbraio 1981 arriva sugli schermi “BIANCO ROSSO e VERDONE

Bianco, rosso e Verdone è il secondo film diretto ed interpretato da Carlo Verdone nel 1981. Come il precedente Un sacco bello (1980), che segna l’esordio di Verdone alla regia, il film vede l’alternanza di tre personaggi fortemente caratterizzati, interpretati dallo stesso regista e attore romano. Le loro vite viaggiano su binari paralleli, aventi però un’unica destinazione: i seggi elettorali. Nel corso dei rispettivi tragitti, saranno vittime di numerosi vicissitudini, che ne evidenziano in modo esilarante i difetti.

Nel primo episodio il meticolosissimo Furio con la moglie Magda ed i suoi bambini Antongiulio e Antonluca, partono da Torino per andare a Roma a votare. Troppo preciso e rompi balle, Furio esaspera la moglie in mille occasioni tanto che dopo una serie di inconvenienti, la moglie si chiude in un bagno di un motel e grida la oramai famosissima frase “non ce la faccio più”. Magda farà pagare cara e amara le petulanza di Furio.

Nel secondo episodio c’è Mimmo un ingenuo giovanotto sempre alle prese con la nonna, la mitica Sora Lella che non può mangiare perchè diabetica ed obesa e intrallazza divertenti duetti col nipote premuroso e preoccupato per la sua sorte. L’episodio si conclude drammaticamente, poichè la nonna muore mentre sta nella cabina elettorale.

Il terzo episodio parla di un emigrato in Germania che torna nella sua città di origine, Matera, per poter votare ma qui viene ripulito di tutto a cominciare dalle ruote della macchina per finire alla spesa fatta in autogrill. Tutti e tre gli episodi sono divertenti ed adatti a tutti.

Oltre all’istrionico Verdone, il film viene arricchito dalla presenza del romanaccio-doc Mario Brega, nei panni del camionista er Principe. Giusto segnalare nel cast anche la presenza di Irina Sanpiter: Magda, moglie di Furio; Angelo Infanti: il playboy Raoul, che seduce quest’ultima; Milena Vukotic, la prostituta, nota ai più per aver interpretato la mitica Pina, moglie di Fantozzi. Poi c’e’ il bersagliere che accompagna la nonna di Mimmo nel salire le scale per il seggio elettorale,interpretato da Stefano Natale, grande amico d’infanzia di Carlo Verdone ed attore in molti dei suoi film.

La produzione di questa commedia porta il nome prestigioso di Sergio Leone. In realtà, il grande Sergio era molto titubante e scaramantico nell’intitolare il film Bianco, Rosso e Verdone, in quanto nel 1972 uscì un film con Sophia Loren intitolato Bianco, rosso e… che non ebbe successo. Ma oltre al titolo Leone ebbe altre riserve legate ad alcuni interpreti e personaggi. Non era d’accordo infatti nello scritturare Elena Fabrizi per il ruolo della nonna a causa della sua salute precaria, temendo problemi durante le riprese, in quanto Elena-Sora Lella  era effettivamente diabetica. Vennero fatti provini con altre coetanee, ma nessuna convinse il regista quanto la Fabrizi. Le riserve di Leone erano rivolte al personaggio di Furio, poiché temeva che questi potesse risultare non gradito al pubblico. Prima dell’uscita del film, organizzò una proiezione privata in casa sua cui parteciparono, oltre a Verdone, Alberto Sordi, Monica Vitti e il calciatore Paulo Roberto Falcao; Sordi gradì molto il personaggio di Furio, togliendo ogni dubbio al produttore Leone.

Oltre la firma eccellente di Sergio Leone, il film si avvale delle musiche del maestro Ennio Morricone!

I tre episodi di questa pellicola si intersecano uno con l’altro offrendo allo spettatore un divertimento genuino e mai volgare.

Ho visto questo film decine di volte, conosco tante battute a memoria ma ogni volta che lo trasmettono in Tv non me lo posso perdere!

Paolo Famiglietti

 

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