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protagonista 1. a. Con riferimento al teatro classico, l’attore che sosteneva sulla scena la parte del personaggio principale. Nello spettacolo moderno, attore o attrice che interpreta il personaggio principale in un’opera teatrale, lirica, cinematografica, televisiva e sim.

Secondo la Treccani, questa è la definizione della parola “protagonista”. Il personaggio di cui vi parliamo oggi, in occasione del suo compleanno, protagonista lo è di sicuro, da tanti anni. Con successo. Parliamo di Massimo Ranieri, uno dei personaggi più eclettici e poliedrici dello spettacolo nostrano.

Da bambino (le prime fasi della carriera)
Il 3 maggio del 1951, nasce a Napoli Giovanni Calone. Figlio di Umberto, operaio e di Giuseppina Amabile. Quinto di otto figli, cresce nel rione Pallonetto a Santa Lucia, zona popolare del quartiere napoletano di Chiaia, vivendo in un appartamento di un vecchio stabile. Fin dalla tenera età si guadagna da vivere facendo svariati lavori (garzone, fattorino, “strillone” [venditore ambulante di giornali], barista e cantante nelle cerimonie) e mostra una spiccata passione per la musica ed il canto. Nel 1964, il musicista Gianni Aterrano riesce a farlo scritturare dall’etichetta Zeus e ad inserirlo nel cast di un giro musicale in America, come spalla di Sergio Bruni. Lo pseudonimo artistico è Gianni Rock. Per la casa discografica napoletana, il tredicenne Calone incide quattro dischi: “Lassù qualcuno mi ama”, “Preghiera”, “Se mi aspetti stasera”, “Tanti auguri Señora”.

‘O sole mio (1966-1969)
Nel 1966, la svolta decisiva: l’autore e musicista Enrico Polito decide di produrlo e di farlo ingaggiare dalla casa discografica CGD (Compagnia Generale del Disco). Il nome d’arte Gianni Rock non viene giudicato adatto e viene cambiato in Ranieri (utilizzando il nome del Principe Ranieri III di Monaco). Il debutto avviene nell’autunno del 1966, con la partecipazione alla trasmissione “Scala Reale”, abbinata alla Lotteria di Capodanno, condotta da Peppino De Filippo. Ranieri è nella squadra capitanata da Gigliola Cinquetti, presentando nel primo turno, “L’amore è una cosa meravigliosa” (celebre tema dal film omonimo con William Holden e Jennifer Jones). Nella seconda fase di gara avviene il lancio della canzone “Bene mio”, che diviene il lato A del primo 45 giri di Ranieri.

L’anno seguente, il giovane napoletano partecipa al “Cantagiro”, nel girone B (riservato ai giovani), con la canzone “Pietà per chi ti ama”, firmata da Enrico Polito e Giancarlo Guardabassi. La canzone vince la competizione ed entra in Hit Parade.

Nel 1968, giunge la prima partecipazione al Festival di Sanremo. Il 17enne partenopeo (da questa occasione si fa chiamare – definitivamente – Massimo Ranieri) concorre con il brano “Da bambino” (di Riccardo Pradella e Renato Angiolini), in doppia esecuzione con i Giganti. Il motivo si classifica al settimo posto e vende discretamente (anche se la versione dei Giganti prevale su quella di Ranieri). In primavera esce il nuovo singolo, intitolato “Preghiera per lei”, con cui partecipa al Cantagiro (girone A, quello per i big), giungendo in finale.

L’anno seguente è quello della definitiva affermazione per Ranieri. Il 1969 si apre con la seconda partecipazione al Festival di Sanremo, cantando “Quando l’amore diventa poesia” (di Mogol e Piero Soffici), in coppia con Orietta Berti. La canzone, adatta maggiormente allo stile della cantante emiliana, si piazza solo al decimo posto e non conquista le classifiche. Il vero boom avviene, in modo inaspettato, nell’estate 1969: Ranieri incide una canzone intitolata “Il mio amore resta sempre Teresa” (cover di “Teresa” di Joe Dolan). Sul lato b si trova una canzone romantica, intitolata “Rose rosse” (di Giancarlo Bigazzi ed Enrico Polito). Quest’ultima canzone pare funzionare di più, non a caso viene presentata al Cantagiro. Il 12 luglio ’69, Ranieri vince la manifestazione, superando i favoriti Camaleonti (con la loro “Viso d’angelo”), per soli tre voti. “Rose rosse” entra in classifica e si piazza al secondo posto, in un’estate contrassegnata da successi enormi come “Storia d’amore” di Adriano Celentano, “Lisa dagli occhi blu” di Mario Tessuto e “Non credere” di Mina.

In questo periodo, Massimo viene scelto dal regista Mauro Bolognini per interpretare il ruolo di protagonista nel film “Metello” (tratto dal romanzo di Vasco Pratolini). Accanto a lui, Ottavia Piccolo, Lucia Bosè, Tina Aumont e Renzo Montagnani.

In autunno, Ranieri partecipa a “Canzonissima ’69”, condotta da Johnny Dorelli, le Gemelle Kessler e Raimondo Vianello, per la regia di Antonello Falqui. Nel primo turno, presenta l’ormai celebre “Rose rosse”, realizzando uno dei migliori punteggi della fase iniziale del torneo; nel secondo turno omaggia la sua città, cantando il classico napoletano per eccellenza: “‘O sole mio”. La critica storce un po’ il naso, ma la votazione è assai buona. Per la fase finale di gara, in un’Italia sconvolta dalla strage di Piazza Fontana a Milano, Ranieri propone una canzone intitolata “Se bruciasse la città” (di Enrico Polito, Giancarlo Bigazzi e Totò Savio). Il brano, molto orecchiabile e grintoso, permette a Ranieri di sfoggiare una sicurezza invidiabile per un diciottenne. La finale della competizione è assicurata: il giovane napoletano dovrà vedersela con big come Al Bano, Orietta Berti, Domenico Modugno, Gianni Morandi e Claudio Villa.

Simme ‘e Napule paisà… (1970-1975)
Il 6 gennaio 1970 va in scena la serata finale di “Canzonissima”. A vincere è Gianni Morandi con “Ma chi se ne importa”, mentre Ranieri si piazza terzo con la sua “Se bruciasse la città”, ma è chiaro a tutti che il protagonista del futuro sia lui: a confermare l’affermazione, le ottime vendite del 45 giri, che riesce a piazzarsi addirittura al primo posto in Hit Parade. In primavera va in onda la seconda edizione dello show tv “Doppia coppia”, per la regia di Eros Macchi. Ai riconfermati Alighiero Noschese e Bice Valori, si aggiungono i giovanissimi Romina Power e Massimo Ranieri, il quale canta anche la sigla finale, intitolata “Sei l’amore mio”: lo spettacolo ottiene un notevole successo. In questo periodo esce nei cinema il film “Metello”, che conquista delle buone critiche e degli ottimi incassi (Ranieri riceve il David di Donatello per l’attore rivelazione dell’anno). Dopo la partecipazione al Cantagiro ’70 (con “Le braccia dell’amore”) e alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia, lanciando il nuovo singolo, “Sogno d’amore” (tratto dalla colonna sonora del secondo film, intitolato “Cerca di Capirmi”, diretto da Mariano Laurenti ed interpretato assieme a Beba Loncar), Ranieri è di nuovo tra i partecipanti a “Canzonissima”, nell’edizione condotta da Corrado e Raffaella Carrà. Nelle prime due fasi di gara, il cantante napoletano presenta “Sogno d’amore” e “Aranjuez, mon amour” (il celebre “Concerto di Aranjuez” di Joaquim Rodrigo), raccogliendo in entrambi i casi le votazioni migliori. Per la fase finale della gara, Ranieri sceglie un motivo di Bigazzi-Polito-Savio, intitolato “Vent’anni”. Il motivo conquista l’accesso alla serata finale del 6 gennaio 1971. Il cantante napoletano vince agevolmente la competizione (con 374,40 punti), superando Gianni Morandi, giunto al secondo posto con la sua “Capriccio” (con 173,47 voti): non a caso, tutti parlano di detronizzazione, di rinnovamento, di un nuovo re che sostituisce il vecchio sovrano. A conferma del trionfo, il primo posto in Hit Parade, conservato per diverse settimane. Nel mese di maggio, Ranieri rappresenta l’Italia all’Eurovision Song Contest di Dublino (Irlanda), classificandosi al quinto posto, con la sua “L’amore è un attimo” (firmata sempre da Bigazzi, Polito e Savio), che ottiene un buon successo in Italia e all’estero, opportunamente incisa in spagnolo, francese e tedesco. In questo periodo escono tre film interpretati da Ranieri: “Il faro in capo al mondo”, diretto da Kevin Billington, con Kirk Douglas e Yul Brynner, “Incontro”, per la regia di Piero Schivazappa, con Florinda Bolkan e Mariangela Melato e “Bubù” di Mauro Bolognini, con Ottavia Piccolo e Gigi Proietti. Il cantante partenopeo è anche nel cast dell’episodio “La Sciantosa” (della serie tv “Tre donne”) di Alfredo Giannetti, interpretato da una superba Anna Magnani.

Nel settembre del 1971, Ranieri è presente alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia, interpretando il nuovo singolo, “Io e te” di Ennio Morricone (tema dal film “Metello”) e, subito dopo, è tra i partecipanti di “Canzonissima ’71” (con Corrado, Raffaella Carrà e Alighiero Noschese). Il cantante partenopeo canta “Adagio Veneziano” (di Benedetto Marcello) e “Io e te”, raccogliendo votazioni altissime. Per la fase finale del torneo, il consueto team Bigazzi-Polito-Savio compone per lui un motivo, molto drammatico e intenso, intitolato “Via del conservatorio”. La canzone raggiunge senza alcuno sforzo la finale del 6 gennaio 1972 e tutti sono sicuri di una seconda vittoria per Ranieri: non a caso, le cartoline-voto ottenute da lui sono largamente superiori rispetto agli altri finalisti. Invece, le giurie esterne, che hanno la possibilità di ribaltare il giudizio popolare, attribuiscono il massimo dei punti a Nicola Di Bari, con la sua “Chitarra suona più piano”, che vince clamorosamente la gara, confinando al secondo posto Ranieri. Per la stampa, l’inatteso stop di “Canzonissima” è segnale di un evidente scricchiolio del gradimento nei confronti di Massimo, distaccatosi dalla genuina immagine di “scugnizzo” e trasformato in un divo internazionale. Il 23 gennaio ’72, il cantante è protagonista di un recital al teatro Sistina di Roma, in cui propone classici della canzone napoletana (da cui scaturirà il fortunato album “’O surdato ‘nnammurato”). Quattro giorni dopo, Ranieri deve rispondere agli obblighi di leva e si presenta alla scuola centrale VAM (Vigilanza Aeronautica Militare) di Viterbo. Neanche un mese dopo viene ricoverato in ospedale a Roma, a causa di una caduta e dovrà essere operato ad una mano: dopo soli sette mesi, il 4 settembre, il cantante viene giudicato inabile e lascia con tanto di congedo (e di polemiche) la caserma di Orvieto. Dopo 19 giorni, il cantante è già tra i protagonisti della Mostra Internazionale di Musica Leggera a Venezia, dove lancia il nuovo singolo intitolato “Ti ruberei”. Ad ottobre ’72 parte la nuova edizione di “Canzonissima”, condotta da Pippo Baudo e Loretta Goggi. Ranieri è tra i protagonisti più attesi: nelle fasi preliminari canta “Ti ruberei” e “‘O surdato ‘nnammurato”, ricevendo sempre delle ottime votazioni. Per la fase finale, il cantante napoletano presenta una delle sue canzoni più famose, “Erba di casa mia”, firmata sempre da Bigazzi, Polito e Savio. La finale è raggiunta e, il 6 gennaio ’73, Ranieri è di nuovo il campione della gara, con 252,54 punti, contro i 153,70 ottenuti da Gianni Morandi e la sua “Il mondo cambierà”. Il successo è confermato dalle ottime vendite del singolo, che si piazza al primo posto in Hit Parade.

Il 7 aprile del 1973, Ranieri è in gara all’Eurovision Song Contest di Lussemburgo, per difendere i colori musicali dell’Italia. Per l’occasione presenta il nuovo 45 giri, intitolato “Chi sarà (con te)” di Bigazzi, Polito e Savio. Il risultato nella kermesse non è straordinario (13° posto) e neanche le vendite sono strepitose. In questo periodo, il cantante napoletano omaggia la grande canzone italiana, con un lp intitolato “Album di famiglia 1900-1960”, in cui ricanta successi come “Tu non mi lascerai”, “Come pioveva”, “Tornerai”, “Com’è bello fa’ l’amore quando è sera” e “Il nostro concerto”. In autunno pubblica il nuovo singolo, una romantica canzone intitolata “Amo ancora lei”, cover di “Laisse moi les temps” di Caravelli, resa celebre da Frank Sinatra col titolo di “Let Me Try Again”.

Nel 1974 registra al Teatro Valle di Roma uno spettacolo diretto da Mauro Bolognini, intitolato “Napulammore”, che viene ripreso dalla tv e trasmesso dalla Rai e successivamente pubblicato su album. In questo anno, Ranieri incide un 45 giri intitolato “Immagina”, con cui prende parte alla prima fase di gara di “Canzonissima ’74” (condotta da Raffaella Carrà). Promosso alla seconda manche ripropone un classico come “Te vojo bene assaje” e, per le finali, lancia un motivo intitolato “Per una donna” (di Polito-Savio-Bigazzi), raggiungendo la finale del 6 gennaio 1975.

Meditazione (1975-1987)
Il giorno dell’Epifania del 1975, si chiude “Canzonissima”. Ranieri è il favorito alla vittoria con la sua “Per una donna”, grazie al numero di cartoline-voto ricevute, ma, come già avvenuto nel 1971, le giurie ribaltano il risultato, assegnando più voti a Wess e Dori Ghezzi (con la loro “Un corpo e un’anima”), che trionfano a sorpresa. In questo periodo escono due film interpretati da Ranieri: “La cugina”, per la regia di Aldo Lado, con Dayle Haddon e Christian De Sica e “Salvo D’Acquisto”, omaggio all’eroico carabiniere, diretto da Romolo Guerrieri, con Enrico Maria Salerno e Ivan Rassimov.

Il 1976 si apre con la messa in onda della commedia musicale tv “Dal primo momento che ti ho visto”, girata a colori, per la regia di Vito Molinari. Accanto a Ranieri, Loretta Goggi, Gianni Agus, Marisa Merlini, Mario Scaccia e Lia Zoppelli. La trasmissione ottiene una media di 21 milioni di telespettatori e permette a Massimo di mostrare una buona versatilità, anche se viene messo un po’ in ombra dalla grinta e dal brio della Goggi. Per l’occasione, il cantante napoletano canta la sigla finale, intitolata anch’essa “Dal primo momento che ti ho visto”. In primavera del ’76 esce un album intitolato “Meditazione”, realizzato dal celebre musicista brasiliano Eumir Deodato. In questo lp, Ranieri presenta brani di Benedetto Marcello, Chopin, Schubert, Albinoni e Massenet. Malgrado la validità del progetto, la risposta del pubblico non sarà straordinaria.

Negli anni a venire, Ranieri si propone sempre meno in veste di cantante (si segnalano due soli album: “La faccia del mare (Odyssea)” (1978) e “Passa lu tiempo e lu munno s’avota” (1980), preferendo il ruolo di attore. Il teatro lo vede protagonista di alcuni spettacoli  “Napoli: chi resta e chi parte”, “In memoria di una signora amica” per la regia di Giuseppe Patroni Griffi (1976); “La dodicesima notte” e “Il malato immaginario”, diretti nel 1977 da Giorgio De Lullo e Romolo Valli. Nel 1980 è nel cast di “L’anima buona di Sezuan”, diretto da Giorgio Strehler. Cinematograficamente parlando, sono diversi i film girati da Ranieri in questi anni. Tra i più apprezzati si segnalano: “L’ultima volta” (1976), “Con la rabbia agli occhi” (1976) e soprattutto il fortunato “La patata bollente” (1979), per la regia di Steno, con Renato Pozzetto ed Edwige Fenech.

In tv, Ranieri è tra i protagonisti di alcuni sceneggiati: “I ragazzi di celluloide” (1981) di Sergio Sollima, “Nata d’amore” (1984) di Duccio Tessari, “All’ombra della grande quercia” (1984) di Alfredo Giannetti.

Nel 1984, Ranieri è protagonista di uno spettacolo teatrale intitolato “Barnum!”, diretto da Mark Bramble, interpretato assieme a Ottavia Piccolo. La commedia ottiene un grande successo e delle ottime critiche. Nel 1986 e nel 1987 interpreta due commedie: “Varietà” e “Pulcinella”, dirette da Maurizio Scaparro. Sempre nel 1987 diviene protagonista della nuova versione della commedia musicale “Rinaldo in campo” (interpretato con enorme successo da Domenico Modugno e Delia Scala nel 1961). Accanto a Ranieri, Laura Saraceni e Rodolfo Laganà. Anche in questo caso, critica e pubblico sono concordi nel conferire successo allo spettacolo.

Lasciami gridare! (1988-1999)
L’inizio del 1988 riserva una grande sorpresa per i fan del Massimo Ranieri cantante. Dopo alcuni anni di assenza dal mercato discografico, l’artista napoletano decide di tornare al primo amore, partecipando al Festival di Sanremo (dopo 19 anni di assenza). La canzone scelta è “Perdere l’amore” (di Giampiero Artegiani e Marcello Marrocchi). Il brano, di sicuro impatto, permette a Ranieri di sfoggiare tutta la sua estensione canora, nonché le capacità messe a punto in tanti anni di spettacoli teatrali. Fin dalla prima esibizione si capisce che sarà uno dei favoriti (supportato anche da vere ovazioni da parte del pubblico presente al Teatro Ariston). Il 27 febbraio viene eletto vincitore con 7.327.344 voti-cartoline del Totip, superando Toto Cutugno, favorito della vigilia, con la sua “Emozioni”. Il 45 sanremese si piazza al primo posto in Hit Parade, restando in classifica per quasi cinque mesi. Un buon risultato di vendite arride anche all’album, intitolato anch’esso “Perdere l’amore”.

Nella primavera del 1989, va in onda la miniserie di Canale 5, intitolata “Il ricatto”, per la regia di Tonino Valerii e Ruggero Deodato. Accanto all’ex “scugnizzo” ci sono: Kim Rossi Stuart, Fernando Rey e Leo Gullotta. In questo periodo, il nome di Ranieri viene scelto dalla Rai come conduttore della decima edizione di “Fantastico” (Lotteria Italia 1989-’90). L’artista napoletano verrà affiancato da Anna Oxa (confermata dopo il grande successo ottenuto l’anno precedente con Enrico Montesano), Alessandra Martines e Giancarlo Magalli.

Lo show parte ad ottobre, non senza polemiche. L’ascolto è buono, ma non regge il confronto con le medie realizzate dalle edizioni di Baudo, Celentano e Montesano. I giornali si scatenano, sottolineando il mancato feeling tra i protagonisti (in particolare tra Ranieri e Oxa). Il 6 gennaio 1990, la trasmissione si chiude, con la mancata soddisfazione da parte del cast e dei dirigenti Rai. Nelle 14 puntate dello show abbinato alla Lotteria, Ranieri presenta le canzoni del nuovo album, intitolato “Un giorno bellissimo” (con brani firmati da Artegiani, Marrocchi, Negrini, Battaglia, nonché da un giovane Marco Masini).

Nella primavera del 1991, va in onda la seconda serie de “Il ricatto” (sempre trasmessa da Canale 5), interpretata da Ranieri con Kim Rossi Stuart, Leo Gullotta e Bekim Fehmiu. Ad agosto, l’artista partenopeo diviene padrone di casa di uno show per Rai 1, intitolato “Splash – Un’estate al Massimo”, condotto assieme a Feliciana Iaccio. In autunno, Ranieri torna al teatro “serio” con “Liolà” di Luigi Pirandello, per la regia di Maurizio Scaparro.

Nel 1992, dopo quattro anni di assenza, Massimo torna al Festival di Sanremo, partecipando con un bel brano di Fabrizio Berlincioni e Silvio Amato, intitolato “Ti penso”. La canzone entra in finale e conquista un discreto quinto posto.

Ad agosto del ’92, Ranieri torna in tv su Rai 1, con uno show intitolato “E adesso tocca a te… Mi raccomando!”, sempre condotto con Feliciana Iaccio.

Tra il 1993 e il 1994, altri spettacoli importanti: “Teatro Excelsior” (scritto da Vincenzo Cerami), sempre diretto da Maurizio Scaparro e soprattutto “L’isola degli schiavi” (di Pierre Marivaux), diretto da Giorgio Strehler.

Il 1995 si apre con una nuova partecipazione di Ranieri a Sanremo. La canzone scelta, firmata da Giampiero Artegiani e Marcello Marrocchi, si intitola “La vestaglia” (un evidente omaggio alle atmosfere care a Charles Aznavour). La posizione raggiunta non è straordinaria (15° posto), però, anche in questo caso, la professionalità dell’artista partenopeo viene riconosciuta in modo unanime dalla critica. A dicembre ’95, Ranieri partecipa alla gara musicale “Mina contro Battisti” (trasmessa da Canale 5), condotta da Alba Parietti e Red Ronnie. Massimo, rappresentante della squadra di Mina, propone “Il cielo in una stanza” e “La voce del silenzio”.

Ancora teatro nel 1996, con “Le mille e una notte” (diretto da Scaparro) e, nel 1997, musica con l’ultima partecipazione (finora) al Festival di Sanremo. Ranieri si propone in una veste più leggera e moderna, cantando “Ti parlerò d’amore”, un piacevole brano firmato da Gianni Togni e Guido Morra, che si piazza al 9° posto. Il Festival è anche l’occasione per proporre il nuovo album, “Canzoni in corso”, interamente formato da cover di brani di autori italiani: Pino Daniele, Samuele Bersani, Luca Carboni, Nino Buonocore e Raf.

Nel 1998, Ranieri è protagonista del musical “Hollywood – Ritratto di un divo”, dedicato alla vita artistica e umana di John Gilbert, celebre attore degli anni del cinema muto. La regia è curata da Giuseppe Patroni Griffi, mentre le canzoni sono composte da Gianni Togni e Guido Morra. Lo spettacolo ottiene un ottimo successo.

Sogno e son desto (2000-2020)
A dicembre 2000, Ranieri è di nuovo in teatro con lo spettacolo “Il grande campione”, diretto da Giuseppe Patroni Griffi, dedicato alla figura di Marcel Cerdan, celebre pugile francese, amore infelice di Edith Piaf.

Nel 2001, esce un nuovo album dedicato alla tradizione napoletana, intitolato “Oggi e dimane”, che prelude ad uno show su Rai 1 che parte il 2 ottobre 2001, intitolato “Siete tutti invitati – Citofonare Calone”, diretto da Luigi Martelli, in cui intervengono ospiti come Charlize Theron, Gigi Proietti, Khaled, Giorgia e gli Almamegretta. L’ascolto è buono e anche la critica recensisce positivamente lo spettacolo.

Nel corso degli anni, Ranieri è sempre protagonista in teatro, con recital molto fortunati: “Nun è acqua” (2003), “Accussì grande” (2005), “Tutte donne… tranne me” (2006). Quest’ultimo diviene anche uno show televisivo nel 2007 (per Rai 1), che ottiene un buon successo, così come l’album intitolato “Canto perché non so suonare… da 40 anni”.

Il teatro resta il grande amore dell’artista napoletano, che conquista sempre ottimi risultati con spettacoli come “Polvere di Baghdad (2009); “L’opera da tre soldi” (2011); “Chi nun ten coraggio nun se cocca ch’ ‘è femmn belle” (2011); “Raffaele Viviani Varietà” (2012); “Sogno e son desto” (2013); “Riccardo III” (2013); “Jazz-Malia Napoletana: Napoli 1950-1960” (2017); “Il gabbiano di Anton Céchov” (2019); “Malia Notti Splendenti” (2019); “Sogno e son desto 500 volte” (2020).

Tra il 2010 e il 2012, l’artista napoletano omaggia Eduardo De Filippo, con una serie di sue celebri commedie, riproposte in chiave moderna: “Filomena Marturano”, con Mariangela Melato; “Napoli Milionaria”, con Barbara De Rossi; “Questi fantasmi”, con Donatella Finocchiaro, “Sabato, domenica e lunedì” (2012), con Monica Guerritore. L’omaggio divide critica e pubblico, ma resta sicuramente un’operazione di alto profilo professionale.

Per lo spettacolo in tv, si segnala la fortunata serie di “Sogno e son desto”, trasmesso da Rai 1 nel 2014 e 2016 e successivamente riproposti in replica, sempre con notevoli ascolti (anche lo scorso 25 aprile, in piena era Covid-19).

Pur nella lunghezza dello scritto, vi abbiamo proposto solo alcune delle innumerevoli iniziative artistiche che hanno visto quale protagonista Massimo Ranieri, l’indomabile “Scugnizzo”, amato da più di cinquant’anni. Non ci sentiamo di aggiungere altro, se non auguragli un fantastico compleanno!

David Guarnieri