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Se il temperamento avesse un colore, di sicuro sarebbe il rosso. L’artista che festeggiamo oggi è una rossa famosa e amata da tanti anni: Fiorella Mannoia.

Nata a Roma il 4 aprile del 1954. Inizia la sua carriera giovanissima come stuntgirl, percorrendo le orme di suo padre, Luigi. Tra i primi lavori cinetelevisivi, Fiorella si sostituisce a Lucia Mannucci (per “Non cantare, spara!”), Loretta Goggi (“La freccia nera”), Candice Bergen (“Il giorno dei lunghi fucili”) e Monica Vitti (“Amore mio, aiutami”). Il debutto musicale avviene nel 1968, con la partecipazione al Festival di Castrocaro, con la canzone “Un bimbo sul leone” (lanciata da Adriano Celentano): per lei l’ingresso in finale e l’ingaggio da parte dell’etichetta Carish. Il primo singolo è “Ho saputo che partivi” (1968), seguito da “Gente qua, gente là”, con cui la 15enne Fiorella partecipa a “Un disco per l’estate”, sfiorando le semifinali e destando un certo interesse nel mondo musicale. A settembre dello stesso anno è tra i partecipanti alla “Gondola d’Argento” a Venezia, con il brano “Mi piace quel ragazzo lì”.

Nel 1970 conosce il cantautore Memmo Foresi e firma un contratto con la It, con cui pubblica il 45 giri “Ore sei”, distribuito in pochissime copie. Nel 1972, per la RCA, esce il primo album di Fiorella, condiviso con Memmo Foresi, che diviene il suo compagno. Il titolo del disco è: “Foresi, Mannoia & Co.”, che ottiene un discreto successo di critica e pubblico.

Tra il 1972 e il 1973, Fiorella interpreta tre film del genere “Spaghetti Western”: “Una colt in mano al diavolo” (di Gianfranco Baldanello), “…e il terzo giorno arrivò il corvo” (di Gianni Crea) e “Sei bounty killers per una strage” (di Franco Lattanzi).

Alla fine del 1974 esce un nuovo singolo per la RCA, intitolato “Ninna nanna”, che desta maggiore attenzione grazie al lato b, intitolato “Rose” (censurato per una frase ritenuta eccessiva: “Cosa se ne fa della tua verginità”), con cui partecipa come ospite nel programma “Angeli e cornacchie” diretto da Enzo Trapani.

Nel 1976, Fiorella firma un contratto per la Ricordi. Tra il ’76 e il ’78 escono tre singoli non molto apprezzati: “Piccolo”, “Tu, amore mio” e “Scaldami” (quest’ultimo la inserisce in modo goffo nel filone “disco-sexy”).

La Mannoia firma un nuovo contratto discografico con la Cgd nel 1980. La prima incisione è “Pescatore”, in duetto col suo autore, Pierangelo Bertoli, inserita nell’album di quest’ultimo, intitolato “Certi momenti”. Il motivo piace al pubblico e diviene un buon successo radiofonico. L’etichetta iscrive Fiorella alle selezioni per il Festival di Sanremo 1981, con il brano “Caffè nero bollente” (di Mimmo Cavallo e Rosario De Cola). La canzone permette alla Mannoia di sfoggiare la sua grinta aggressiva e le fa raggiungere la finale della manifestazione: il disco entra in classifica per diverse settimane, divenendo piuttosto popolare. Il singolo estivo, che riprende le atmosfere del disco precedente, si intitola “E muoviti un po’”, con cui la Mannoia partecipa al “Festivalbar”.

Dopo un periodo di assenza, nel 1983, la Cgd pubblica il primo album della cantante, intitolato semplicemente “Fiorella Mannoia”, firmato perlopiù da Mario Lavezzi ed Oscar Avogadro. A lanciare il 33 giri è la canzone scelta come singolo, “Il posto delle viole”, ma ad ottenere maggiore successo è, come spesso succede, il lato b, intitolato “Torneranno gli angeli”, che le permette di partecipare per la seconda volta al “Festivalbar”.

Il nuovo cambiamento di etichetta discografica giunge all’inizio del 1984. Fiorella firma un contratto con la Ariston, che la iscrive tra i partecipanti al Festival di Sanremo, nella sezione big. Il brano, scritto da Maurizio Piccoli e Renato Pareti si intitola “Come si cambia”. Il piazzamento non è straordinario (14° posto), ma le vendite sono buone e, per la prima volta, la Mannoia si piazza nella top ten dei dischi più venduti. A fine primavera esce il nuovo singolo, intitolato “Ogni volta che vedo il mare”, firmato da Tony Cicco. La canzone partecipa a “Saint-Vincent Estate ’84”, ma non ripete il buon esito del precedente brano (tant’è vero che la stessa Fiorella lo riterrà uno dei peggiori interpretati in carriera). Nell’autunno del 1984, la cantante romana è tra i partecipanti alla trasmissione “Premiatissima ’84”, maxi show del sabato sera di Canale 5, condotto da Johnny Dorelli. In questa gara, otto voci femminili, gareggiano proponendo cover famose. La Mannoia sceglie sei brani di cantautori importanti: Fabrizio De Andrè (Il pescatore), Francesco De Gregori (Alice), Claudio Baglioni (Amore bello), Bruno Lauzi (Ritornerai), Lucio Dalla (L’anno che verrà) e Riccardo Cocciante (Margherita). Con quest’ultima canzone vincerà la gara e otterrà il plauso da parte dello stesso Cocciante.

In primavera del 1985 esce il nuovo album, dal titolo “Momento delicato”, prodotto sempre da Mario Lavezzi. Il singolo scelto, firmato da Lavezzi e Mogol, si intitola “L’aiuola”. Con questo brano partecipa ad “Azzurro ’85” vincendo la gara come caposquadra della squadra “Corallo Rosso” e, successivamente, al “Festivalbar”, classificandosi al secondo posto. Sia il 45 che il 33 giri vendono bene e confermano il felice momento professionale della cantante romana.

L’anno seguente esce l’lp “Fiorella Mannoia”, trainato dalla bella “Sorvolando Eilat”, scritta da Mogol e Piero Fabrizi (divenuto nel frattempo suo nuovo partner). L’album vende discretamente ma non conferma l’esito dell’lp precedente.

Nel 1987, la Mannoia firma il nuovo contratto con l’etichetta DDD e prende parte per la terza volta al Festival di Sanremo. Il brano scelto è “Quello che le donne non dicono”, firmato da Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone. Il motivo, particolarmente adatto allo stile della Mannoia, viene sufficientemente apprezzato al Festival (8° posto finale) e vince il prestigioso “Premio della Critica”. Il 45 giri raggiunge la top ten dei singoli più venduti, divenendo il motivo “top” nella carriera della cantante. L’esperienza sanremese viene ripetuta nel 1988, con “Le notti di maggio”, poetica canzone di Ivano Fossati. Il motivo si piazza al 10° posto e le permette di conquistare per la seconda volta consecutiva il “Premio della Critica”. In primavera esce l’lp “Canzoni per parlare” (con le importanti firme di Fossati, Ruggeri, Cocciante, Luberti, Ron) che rimane per diversi mesi in classifica, grazie anche a brani come “I dubbi dell’amore” e “Il tempo non torna più”, che fa vincere alla MannoiaSaint-Vincent Estate ’88”. In autunno, un altro rilevante riconoscimento: il “Premio Tenco” per la migliore interprete dell’anno.

Nell’autunno del 1989, esce un nuovo album della cantante romana, dal titolo “Di terra e di vento”. Tra i brani di maggiore livello, “Cuore di cane” di Francesco De Gregori, “Gli amanti” di Riccardo Cocciante ed Enrico Ruggeri (che firma anche le valide “Ascolta l’infinito” e “La giostra della memoria”) e Ivano Fossati, con “Baia senza vento”, “Lunaspina” e un’azzeccata cover di “Oh, che sarà” di Chico Buarque de Hollanda, cantata in duetto dalla Mannoia e da Fossati. Anche in questo caso le vendite sono ottime (per la cantante capitolina arriva il secondo “Premio Tenco” nell’autunno 1990).

Dopo due anni di assenza, la Mannoia pubblica un nuovo album nella primavera del 1992. Il titolo è “I treni a vapore”, trainato dall’omonima canzone di Ivano Fossati. Il disco vende molto bene, grazie alla title-track e ai successivi singoli: “Il cielo d’Irlanda” (di Massimo Bubola) e “I venti del cuore”. Nel 1994 è la volta di “Gente comune”, album firmato dai vari Fossati, De Gregori, Ruggeri, Bubola, Fabrizi e dal giovane Samuele Bersani. Nel 1997 arriva nei negozi il nuovo cd, dal titolo “Belle speranze”, in cui la Mannoia propone brani firmati dal solito Piero Fabrizi e da artisti emergenti: Pacifico, Gianmaria Testa, Daniele Silvestri e gli Avion Travel. A chiudere il Millennio arriva il primo album dal vivo della cantante romana: il titolo è “Certe piccole voci”, che vende bene e si fa strada negli ascolti radiofonici, soprattutto per merito di una riuscita cover del brano “Sally” di Vasco Rossi.

Gli anni Duemila sono ricchi di buone soddisfazioni per la cantante. Nel 2001 esce il cd “Fragile”; nel 2003, la Mannoia è protagonista di un fortunatissimo tour condiviso con Francesco De Gregori, Pino Daniele e Ron (che diviene anche un cd dal vivo). Dopo un altro cd “live”, intitolato “Concerti” (pubblicato nel 2004), arriva un particolare omaggio alla musica brasiliana, dal titolo “Onda tropicale” (2006), con la partecipazione di Milton Nascimento, Jorge Ben, Chico Buarque e Carlinhos Brown.

Nel 2008 arriva un nuovo album di inediti, intitolato “Il movimento del dare”, trainato da “Io posso dire la mia sugli uomini”, firmata da Ligabue. L’anno seguente esce il cd “Ho imparato a sognare”, con omaggi a Renato Zero (Cercami), Lucio Battisti (E penso a te e Una giornata uggiosa), i Rokes (È la pioggia che va). Sempre nel 2009 si segnala il grande successo del singolo “L’amore si odia”, interpretata in duetto con Noemi.

Il nuovo decennio conferma l’attitudine della cantante ad esibirsi in lunghi tour, alternati ad album realizzati in studio, come nel caso di “Sud” (2012), trainato dal buon esito del singolo “Io non ho paura” (firmato da Bungaro). Nel 2013, Fiorella omaggia il collega e l’amico Lucio Dalla (scomparso nel marzo 2012), con un cd intitolato semplicemente “Lucio”, in cui propone successi come “Stella di mare”, “Caruso”, “Piazza grande”, “La sera dei miracoli” e altre.

Un importante progetto la vede protagonista nel 2014. Il doppio cd si intitola “Fiorella”, condiviso con artisti come Adriano Celentano, Laura Pausini, Enrico Ruggeri, Franco Battiato, Claudio Baglioni, Ivano Fossati e Franco Battiato.

Nel 2016 debutta come produttrice di un progetto riguardante Loredana Bertè. L’album si intitola “Amici non ne ho… ma amiche sì!”, in cui la Bertè ripropone i suoi successi in coppia con la stessa Mannoia, Patty Pravo, Noemi, Nina Zilli, Emma, Alessandra Amoroso, Irene Grandi e altre. In questo anno giunge il successo del singolo “Perfetti sconosciuti”, tema dall’omonimo film di Paolo Genovese. Per questa canzone, la Mannoia verrà candidata al David di Donatello. Un’altra importante esperienza legata al cinema arriva sempre nel 2016: Michele Placido la sceglie per far parte del cast del film “7 minuti”, a sfondo sociale. La Mannoia interpreta in modo convincente un’operaia di fabbrica in contrasto con le imposizioni aziendali.

Alla fine dell’anno esce il nuovo album, intitolato “Combattente”, che verrà ripubblicato nel febbraio 2017, dopo il sorprendente ritorno in gara al Festival di Sanremo. La canzone scelta è “Che sia benedetta”, firmata dalla giovane Amara. Tutti danno la Mannoia per sicura vincente, ma alla fine si piazzerà “soltanto” al secondo posto, superata da Francesco Gabbani e la sua travolgente “Occidentali’s Karma”. Nel settembre 2017, la cantante è protagonista di un piacevole show tv intitolato “1… 2… 3… Fiorella!”, trasmesso (con un buon successo di ascolti) da Rai 1.

Nell’inverno del 2019 esce il nuovo album, dal titolo “Personale”, trainato dal discreto successo del singolo “Il peso del coraggio”, firmato sempre da Amara.

Durante le serate del Festival di Sanremo 2020, viene annunciato il maxi concerto “Una, nessuna, centomila”, previsto per il mese di settembre 2020 (all’Arena Campovolo, in provincia di Reggio Emilia), condiviso con Alessandra Amoroso, Elisa, Emma, Giorgia, Gianna Nannini e Laura Pausini.

Una lunga carriera, tante canzoni, collaborazioni importanti, impegno sociale. Molte facce di un’unica medaglia. Quella del successo.

Auguri a te, Fiorella!

David Guarnieri