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Quando si vive un momento bello o brutto poi te lo ricordi per sempre.

Io esattamente 25 anni fa, vivevo la mia domenica.
Quella di un ragazzo tranquillo con le sue passioni e le attese domenicali riferite soprattutto alle partite del campionato di calcio.
In quel tempo però c’era anche “Domenica In” che era una trasmissione bella, ricca e soprattutto piena di musica di qualità.
Quel giorno non fu però come gli altri. La trasmissione si aprì con la drammatica notizia della scomparsa di Mia Martini.
Quella Mimì che io gia seguivo e amavo. Forse rispetto ai miei coetanei ero fuori tempo o fuori moda. Ma quelle canzoni sin da quel tempo riuscivano a scavare dentro. Anche la sua figura mi affascinava, la trovavo bellissima quando cantava. Elegante.

Ecco perché quel giorno di 25 anni fa lo ricordo bene. Il pensare che di colpo non avrei più sentito una sua canzone mi aveva fatto scendere una malinconia difficile da descrivere.
E poi quel morire sola, una devastazione. Il calore del suo pubblico e la freddezza del suo mondo. La cattiveria del suo mondo.

Ma Mimì si è presa la sua rivincita. Oggi le sue canzoni sono ancora più belle, immortali come lei. Il privilegio dei grandi artisti è quello di non andare mai via, anche se lei avrebbe potuto dare e fare ancora tanto.
Quella maledetta domenica me la ricordo, come quasi tutte le sue canzoni. Vi stupirò, ma “Danza” è quella alla quale sono più legato. Ricordi di vita di estate.
Si estate 1979 e poi il Festivalbar andato in scena il giorno 8 settembre. Mia Martini con “Danza” e Loredana Bertè con “E La Luna Bussò“. Anche in questo piccolo ricordo credo di essere fuori dal coro. Ma con lei abbiamo danzato sulla vita che danza, abbiamo danzato su tutto quello che manca. E lei ci manca tanto.
Il mio, il nostro tempo a tempo di musica è stato e sarà per sempre con Mia Martini.

Fabio Martini