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Sabato 24 giugno 1978: dopo sei anni di assenza dai palcoscenici, la stella più fulgida del panorama musicale italiano torna ad esibirsi dal vivo. Ovviamente parliamo di Mina. Il 28 aprile 1978, l’interprete cremonese annuncia di voler tornare ad esibirsi in una serie di spettacoli, scegliendo il luogo in cui debuttò “per scherzo” (in un concerto di Don Marino Barreto, come ha sempre dichiarato la stessa cantante) nell’estate del 1958: Marina di Pietrasanta. L’ultima volta che Mina fu protagonista di esibizioni dal vivo avvenne nell’estate del 1972, alla “Bussola” di Sergio Bernardini. Il celebre impresario, dopo mille affettuose insistenze, riesce a convincerla e a tornare nella mischia. Questa volta lo scenario è il maxi tendone denominato “Bussoladomani”, locale nato nel 1976, che riesce a contenere ben seimila persone.

Ad accompagnare Mina la band diretta da Pino Presti (arrangiatore di fiducia della cantante): a differenza delle precedenti esperienze live, gli orchestrali non si propongono in chiave jazzistica, ma, sia dal punto musicale che dell’abbigliamento, sono decisamente pop/rock (un po’ in stile Santana), con le tastiere e il moog a sostituire i fiati e, soprattutto, con un grande vigore percussivo a sostenere il ritmo.

Per ogni concerto, la cantante viene preceduta da uno spettacolo umoristico di vari attori italiani: da Walter Chiari a Gianfranco D’Angelo, da Beppe Grillo a La Smorfia (il gruppo napoletano formato da Massimo Troisi, Enzo De Caro e Lello Arena), da Pippo Franco ai Gatti di Vicolo Miracoli.

Il debutto avviene – come detto – il 24 giugno di 42 anni fa: le persone in sala sono più di seimila (sold out assoluto). Nella stessa sera, la nazionale italiana di calcio (guidata da Enzo Bearzot) disputa la “finalina” per il terzo e quarto posto contro il Brasile, venendo sconfitta dalla compagine verdeoro per 2 a 1 (con le reti di Nelinho e Dirceu, che ribaltano il goal iniziale di Causio). A precedere il concerto di Mina è l’amico di sempre, Walter Chiari, che definisce “storico” questo evento sito in un “enorme circo”.
Dopo il monologo di Chiari, buio totale in sala e parte una canzone, “Stasera io qui” di Ivano Fossati, cantautore genovese non ancora celebre, scelta come sigla di apertura degli show. Quel “Qui, questa sera di nuovo io qui…” toglie il respiro agli intervenuti, portandoli in una dimensione irreale. Al termine del brano arriva Lei, giunonica, vestita di veli trasparenti, accolta da un vero e proprio boato di applausi.
La prima canzone, totalmente immersa nella contemporaneità è “Stayin’ Alive”, il brano dei Bee Gees tratto dalla colonna sonora del film “La febbre del sabato sera”, che sta ottenendo un successo clamoroso in tutto il mondo. Chiaramente non mancano i cavalli di battaglia della “Tigre”: “L’importante è finire”, “E poi…”, “Sognando”, “Città vuota”, “Amante amore”.

Il trasformismo vocale di Mina si estende poi da Napoli (“Lacreme napulitane”)  al jazz (“Georgia On My Mind”), dai ritmi latini (“El porompompero”) al folk (“Angela” di Josè Feliciano), arrivando addirittura al rock dei Queen con “We Are The Champions”. Immancabile è pure il mondo di Lucio Battisti (e Mogol), con un lungo medley formato da “Emozioni”, “Ancora tu”, “Sì viaggiare” e “I giardini di marzo”. Tutto il concerto ottiene un ottimo apprezzamento, ma, a suscitare degli uragani di battimani sono due canzoni: “Margherita” di Riccardo Cocciante e il nuovo singolo di Mina, intitolato “Ancora, ancora, ancora” (firmato da Cristiano Malgioglio e Peter Felisatti, sigla finale della trasmissione tv “Mille e una luce”).

Dopo un’ora e mezzo di spettacolo, la signora della canzone chiude sulle note di un altro hit irrinunciabile: “Grande, grande, grande”, lasciando il palcoscenico pieno di fiori e gli spettatori completamente in trance, dopo aver visto un tale fenomeno di bravura, carica emotiva e vis aggressiva.

Tra il pubblico presente in questa “rentrée” si segnalano personalità del calibro di Delia Scala, Lina Volonghi, Ornella Vanoni, Adriano Panatta (che dichiara: “Non sentivo battere le mani in questo modo da tempo”), Loredana Bertè, Mia Martini (letteralmente entusiasta di questo concerto, afferma: “Nella mia vita solo tre concerti mi hanno stregata: Ray Charles, Aretha Franklin e Mina”. Dopo il concerto, il celebre scrittore Luciano De Crescenzo raggiunge Mina in camerino per complimentarsi e lei lo precede confessandogli: “Il suo libro (Così parlò Bellavista”) mi è piaciuto proprio tanto”. E De Crescenzo, sorpreso e soddisfatto, arrossisce sotto la barba.

Sono quindici le serate previste, ma dopo undici rappresentazioni, una brutta broncopolmonite ferma le repliche (sempre stracolme di pubblico) e non solo: a causa di questo stop salta la ripresa RAI dello spettacolo, così come un possibile tour invernale e uno show tv del sabato sera, sempre per l’Azienda di Stato, per la regia di Antonello Falqui.

Grazie al tecnico del suono di fiducia di Mina, Nuccio Rinaldis, quantomeno ci resta l’unica testimonianza di questo evento storico-musicale: l’audio della serata del 23 agosto 1978, che confluisce nel doppio album “Live ’78”, che ottiene un meritato successo e viene inserito tra i 100 migliori dischi della storia italiana, secondo “Rolling Stone”.

E dopo questa stravolgente esperienza, come sappiamo, Mina disse addio ai palcoscenici, donandoci solo la sua voce incomparabile.

David Guarnieri